A Khan Yunis e Rafah mancano spazi per i defunti, costretti a sepolture improvvisate e costose
L'ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, ha annunciato di non poter più seppellire i defunti nella sua area poiché lo spazio a disposizione è esaurito.
"I cimiteri non sono più in grado di contenere il numero di morti", ha dichiarato il nosocomio in un comunicato, informando i cittadini della Striscia.
Fonti dell'enclave hanno riferito a Ynet che mentre i principali cimiteri di Khan Yunis sono pieni, a Rafah il coprifuoco quasi totale per i combattimenti tra l'esercito israeliano e Hamas impedisce le sepolture nei cimiteri della regione meridionale di Gaza.
Il ministero del WAQF, l'ente per la protezione dei beni islamici in Palestina, ha lanciato l'allarme per una "grave crisi delle sepolture": nella Striscia ci sono 60 cimiteri, ma 22 sono stati completamente distrutti e 18 sono stati gravemente danneggiati.
"I residenti sono costretti a seppellire i propri defunti in fosse comuni in ospedali, scuole, parchi pubblici e per strada. Il divieto di ingresso di materiali da costruzione ha portato i cittadini di Gaza a utilizzare i cassonetti per la sepoltura. Stiamo cercando terreni alternativi che consentano sepolture temporanee e sicure", ha affermato il ministero.
Gli abitanti di Gaza cercano di improvvisare e alcuni approfittano della situazione, raccontano dall'enclave: alcuni vendono le tombe a circa 700 shekel (165 franchi), una cifra che la popolazione non è in grado di pagare.