ULTIME NOTIZIE Estero
Confine
1 ora

Valmorea, centinaia di persone al tributo per don Renzo Scapolo

Sabato pomeriggio si è celebrata l’intitolazione del ‘Parco dell’accoglienza’ dedicato all’ex parroco di Caversaccio tra ritratti e testimonianze
Estero
1 ora

Re Carlo non parteciperà alla conferenza sul clima

Nonostante negli anni passati vi abbia partecipato, quest’anno il sire non presenzierà all’incontro seguendo il consiglio della premier Truss
Italia
2 ore

Curato grazie a Maradona, nei guai per spaccio

Per l’ex bimbo di Acerra salvato (e curato in Svizzera) dal Pibe de Oro sono scattati gli arresti domiciliari e la revoca del reddito di cittadinanza
Iran
3 ore

Caso Mahsa Amini: da inizio proteste morte almeno 92 persone

L’Ong Iran Human Rights ha accusato le forze di sicurezza di aver ‘represso in modo sanguinario’ le rivolte
Italia
5 ore

L’Odissea degli ultimi: nel 2022 sono 1’400 i morti in mare

In quasi dieci anni, sono invece 25mila le persone che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo
Iran/Usa
6 ore

Onu, liberato Baquer Namazi insieme al figlio

L’uomo, ex responsabile dell’Unicef, era stato incarcerato nel febbraio del 2016. Entrambi erano stati condannati a dieci anni di prigione per spionaggio
Bosnia ed Erzegovina
8 ore

Di elezioni generali e profonde crisi politiche

Oggi le votazioni ‘federali’ nel Paese balcanico, fra lo spettro dei nazionalismi e dei populismi
Portogallo
1 gior

Pedofilia: il vescovo di Fatima indagato per copertura abusi

Il religioso è rimasto sorpreso dall’informazione, fornitagli da una persona legata ai media: “Collaborerò per chiarire queste situazioni drammatiche”
Africa
1 gior

Burkina Faso, secondo colpo di stato in otto mesi

Il nuovo uomo forte del Paese, nominato presidente dell’Mprs, è ora il capitano Ibrahim Traoré. Frontiere terrestri e aeree chiuse.
Europa
1 gior

Crisi energetica: con gasdotto Grecia-Bulgaria nuova era Ue

L’Ue, ha sottolineato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha sostenuto il progetto “sia finanziariamente che politicamente”
Estero
1 gior

Falle Nord Stream in zona discarica armi chimiche

Ma è probabile che l’effetto delle perdite di gas sulle armi chimiche sia minimo, poiché sono sepolte a diversi chilometri
Vaticano
21.01.2021 - 17:57
Aggiornamento: 19:33

9 anni di carcere per ex presidente della banca vaticana

Angelo Caloia, 81 anni, è stato presidente dell'Istituto opere di religione (Ior) per vent'anni. La condanna per riciclaggio e appropriazione indebita

9-anni-di-carcere-per-ex-presidente-della-banca-vaticana
L'esterno del palazzo sede dello Ior (Keystone)

Per la prima volta il Vaticano condanna un presidente dello Ior per condotte in danno dell'Istituto, obbligandolo anche al risarcimento.

Con la sentenza pronunciata oggi, nella 23/a udienza di un processo iniziato il 9 maggio 2018, il Tribunale vaticano (presidente Giuseppe Pignatone, a latere Venerando Marano e Carlo Bonzano) ha definito il processo a carico dell'ex presidente dello Ior Angelo Caloia, 81 anni, successore di mons. Paul Marcinkus alla guida della banca vaticana che ha presieduto per vent'anni, dal 1989 al 2009, e del legale Gabriele Liuzzo, 97, in relazione alla vendita di 29 immobili di proprietà dell'Istituto e della società controllata Sgir.

Secondo l'accusa, basata sulle indagini fatte nel 2014 dal gruppo Promontory, Caloia e Liuzzo, d'intesa con l'allora direttore generale dello Ior Lelio Scaletti, morto a fine 2015, avrebbero venduto tra il 2002 e il 2007 gli immobili a un prezzo di gran lunga inferiore al valore di mercato; si sarebbero poi appropriati della differenza, stimata in circa 59 milioni, che in parte avrebbero riciclato in Svizzera, anche con l'aiuto del figlio di Liuzzo, professor Lamberto.

Il Tribunale ha dichiarato oggi Caloia e Gabriele Liuzzo responsabili di più fatti di peculato in danno dello Ior e di altri di appropriazione indebita aggravata in danno della Sgir, oltre che del reato di autoriciclaggio, e li ha condannati alla pena complessiva di 8 anni e 11 mesi di reclusione e 12.500 euro di multa ciascuno.

Gli imputati - tutti e tre assenti nell'udienza di oggi - sono stati invece assolti dalle accuse relative alla vendita di quegli immobili per cui non è stata provata l'appropriazione di denaro da parte loro, anche se il prezzo di acquisto è risultato in molti casi nettamente inferiore al valore di mercato dell'epoca. Il Tribunale ha inoltre condannato Lamberto Liuzzo a 5 anni e due mesi di reclusione e 8.000 euro di multa per riciclaggio.

L'istruttoria dibattimentale, durata due anni e mezzo, ha consentito di chiarire, grazie anche alle perizie, i principali aspetti della vicenda; i periti hanno stimato nella misura di circa 34 milioni di euro la differenza tra quanto incassato dallo Ior e dalla Sgir e il valore di mercato degli immobili.

All'esito, il Tribunale ha ritenuto provato che in alcuni casi gli imputati si sono effettivamente appropriati di parte del denaro pagato dai compratori, o comunque di denaro dello Ior e della Sgir, per un importo complessivo di circa 19 milioni.

Gli imputati sono stati tutti interdetti in perpetuo dai pubblici uffici ed è stata disposta a loro carico la confisca di somme complessive pari a circa 38 milioni di euro. Infine, sono stati condannati al risarcimento dei danni nei confronti dello Ior e della sua controllata Sgir, costituiti parte civile, per una somma pari a circa 23 milioni.

Nella stessa giornata, il Tribunale ha confermato in sede di appello l'applicazione della misura di prevenzione nei confronti di Gabriele Liuzzo, ordinando la confisca di circa 14 milioni di euro depositati presso lo Ior e già da tempo in sequestro, nonché di altri 11 milioni di euro circa, depositati presso banche svizzere. Si tratta della prima applicazione della normativa introdotta nel dicembre 2018, nel quadro più generale dell'adeguamento della legislazione vaticana agli standard internazionali per il contrasto al riciclaggio e alla corruzione.

Intervenendo in apertura di udienza dopo un periodo di assenza per malattia - "questa aula mi è mancata", ha affermato -, il promotore di giustizia vaticano, Gian Piero Milano, ha espresso "vivo apprezzamento e gratitudine perché il giudizio è stato molto approfondito, condotto e guidato con grande scrupolo", tanto da essere "un processo destinato a restare nella storia", pur svoltosi nel "microsistema" del "minimo Stato" vaticano, "che nulla ha da invidiare ad altri sistemi più evoluti". "Un'esperienza proficua per tutti - l'ha definita il pm d'Oltretevere - e anche emblematica".

I difensori di Caloia - prof. Domenico Pulitanò e avv. Rosa Palavera - hanno già depositato dichiarazione di appello.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved