Economia

Le tensioni geopolitiche minacciano l'economia globale secondo UBS

Un sondaggio tra gestori di riserve delle banche centrali evidenzia i conflitti commerciali come principale rischio economico

3 luglio 2025
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Secondo un sondaggio UBS tra gestori di riserve delle banche centrali, le tensioni geopolitiche rappresentano oggi il rischio principale per l'economia mondiale. Pubblicata giovedì, l'indagine evidenzia un netto cambiamento di percezione rispetto allo scorso anno.

Lo scenario di "atterraggio morbido" è ora visto come poco più probabile della stagflazione (alta inflazione e crescita stagnante). I rischi economici sono stati superati dalle preoccupazioni geopolitiche: il 74% degli intervistati considera i conflitti commerciali il principale pericolo, seguito dal 51% che teme l'escalation militare a livello globale.

Poca fiducia è riposta nella politica economica di Donald Trump, soprattutto per i timori legati all'indipendenza della Fed e alla qualità dei dati economici USA. La sua strategia "Make America Great Again" viene ritenuta inefficace per stimolare realmente l'economia statunitense. Tuttavia, si prevede che i dazi rimarranno entro limiti sopportabili, con impatti contenuti sul commercio globale.

Le banche centrali continuano a puntare sull'oro come asset più sicuro, mentre cresce l'interesse per obbligazioni verdi ed emergenti. In calo, invece, l'attrattiva verso le azioni. Il dollaro resta la valuta dominante, ma si rafforza la diversificazione verso l'euro e il renminbi. Da parte loro, le criptovalute iniziano a essere considerate tra gli investimenti promettenti in questo contesto.