Economia

I CEO farmaceutici avvertono l'UE del rischio di fuga verso gli USA

Richiesto un cambiamento politico per evitare il trasferimento di ricerca e sviluppo farmaceutico

9 aprile 2025
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I Ceo dell'industria farmaceutica che operano in Europa hanno lanciato un avvertimento alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: "se l'Europa non apporta un rapido e radicale cambiamento politico, è sempre più probabile che la ricerca, lo sviluppo e la produzione farmaceutica siano indirizzati verso gli Stati Uniti".

Un sondaggio condotto la scorsa settimana tra le aziende associate all'EFPIA (la federazione europea delle industrie farmaceutica), a cui hanno risposto 18 imprese di grandi e medie dimensioni, ha individuato fino all'85% degli investimenti in spese in conto capitale (circa 51 miliardi di euro) e fino al 50% della spesa in ricerca e sviluppo (circa 53 miliardi di euro) potenzialmente a rischio. Ciò su un totale combinato attuale di 165 miliardi di euro di investimenti pianificati per il periodo 2025-2029 nel territorio dell'UE-27.

Nei prossimi tre mesi, le aziende che hanno risposto stimano che un totale di 16,5 miliardi di euro, ovvero il 10% dei piani di investimento totali, sia a rischio. Gli USA ora guidano l'Europa in ogni parametro degli investitori, dalla disponibilità di capitale, alla proprietà intellettuale, alla velocità di approvazione, ai premi per l'innovazione.

Oltre all'incertezza creata dalla minaccia dei dazi, c'è poco incentivo a investire nell'Ue e ci sono importanti fattori trainanti per trasferirsi negli USA. Per "arginare la marea e aiutare l'Europa a mantenere, sostenere e sviluppare un'industria farmaceutica basata sulla ricerca", i Ceo hanno chiesto un'azione immediata su vari punti.