Spettacoli

Il libro dei sogni, vedi alla voce ‘Lac’

L’esordio di Nanni Moretti alla regia teatrale, Robert Wilson, i 40 anni della Compagnia Finzi Pasca, West Side Story e altre ‘evasioni’ datate 2023/24

‘West Side Story’ (dal 23 al 28 gennaio 2024)
13 giugno 2023
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L’opera lirica, tanto per cominciare; e poi teatro, danza, musica, musical, festival, residenze e collaborazioni. Il tutto suddiviso in più fil rouge, uno dei quali dà il titolo all’intera stagione: ‘Il libro dei sogni’. La stagione è quella 2023/24 del Lac, presentata in loco dai suoi interpreti principali – in primis Carmelo Rifici, direttore artistico e fine dicitore – e con il solo Michel Gagnon, direttore generale, dal Canada in videomessaggio. In loco anche Roberto Badaracco, vicesindaco e presidente del Lac, nella Hall che è «il cuore di questo luogo nel quale convergono museo, Sala teatro e la piazza. A noi spettano i contenuti». E i contenuti sono 70 spettacoli, 134 alzate di sipario, 26 tra produzioni e co-produzioni del centro culturale. «Una stagione da record», annuncia Badaracco, sottolineando come nel 2021-22, malgrado le difficoltà, «si era tenuto il colpo»; meglio ancora nel 2022-23 con l’introduzione dell’abbonamento Lac+: «Ci eravamo dati l’obiettivo di cinquecento abbonati in tre anni; in un solo anno abbiamo superato i mille». Il dato «scardina il mito del Lac limitato a una cerchia elitaria, per una cultura a prezzi alti».

Il vicesindaco rassicura sulle finanze e chiude così: «Abbiamo abbassato l’età media dei fruitori, fa piacere vedere gente nuova e giovane».

Made in Lugano

Tornando al ‘Libro dei sogni’, il tema di stagione è ispirato al filosofo greco Artemidoro e allude alla forza creativa del mondo onirico. Gli atri focus: ‘Nell’occhio della storia’ è un riprendere gli avvenimenti del passato e renderli indelebili per immaginare il futuro; ‘Le grandi protagoniste, i grandi protagonisti’ è il focus sui numi tutelari della scena teatrale italiana; ‘La nuova regia’ è lo sguardo sulla nuova generazione; ‘Omaggio a Dostoevskij’ e ‘Omaggio a Robert Wilson’ parlano da soli. Dell’ ‘Anna Bolena’ diretta da Fasolis con I Barocchisti e il Coro della Rsi sappiamo dallo scorso marzo. Nella Hall del Lac, in videomessaggio, arrivano testimonianze dirette di quanto prodotto o co-prodotto dal Lac. Tra gli altri: Daria Deflorian parla di ‘Diari d’amore’ (20 e 21.12), l’esordio alla regia teatrale di Nanni Moretti nel dittico di Natalia Ginzburg (‘Dialogo’ e ‘Fragola e panna’); Marco Maria Linzi introduce ‘Miss Bartleby. Non è tempo di essere’ (9 e 10.1), varco su convenzioni sociali, scelte morali e verità individuali; Tindaro Granata presenta ‘Vorrei una voce’ (dall’11 al 14.1 al Teatro Foce), percorso teatrale condotto nel carcere di Messina sulle note dell’ultima apparizione di Mina dal vivo; Jacopo Gassman introduce ‘The City’ di Martin Crimp (20 e 21.2).

Valter Malosti torna con «due personaggi politicamente scorretti e vitali» (‘Antonio e Cleopatra’, 20 e 21.3), Cristina Galbiati, a nome di Trickster-p, introduce ‘The Game’ (dal 21 al 28 marzo), lavoro che indaga il rapporto tra performance, gioco e società; Michele Altamura e Gabriele Paolocà parlano de ‘La Ferocia’ (26 e 27 marzo), saga familiare dall’omonimo libro di Nicola Lagioia (Premio Strega nel 2015). Tra le produzioni non in videomessaggio si segnalano ‘De Gasperi: l’Europa brucia’ di Angela Dematté con protagonista Paolo Pierobon (8 e 9.3). Dell’esordio di Carmelo Rifici nella commedia, vedi alla voce ‘Intervista’.


‘Relative Calm’, Robert Wilson e Lucinda Childs (13 e 14.12)


‘Romeo e Giulietta’, Les Ballets de Monte Carlo (21 e 22.11)

Musica, musical, danza, risate

C’è Paolo Fresu (10.11), c’è la PFM che canta De André (12.12); c’è ‘West Side Story’ con le coreografie originali di Jerome Robbins. Sempre in ambiti di musica e musical ci sono pure il ‘Peter Pan’ di Bennato (30 e 31.11), il pluripremiato ‘Chicago’ (4 e 5.3) diretto da Chiara Noschese e ‘Grease’ (dal 12 al 14.4). Sempre in aprile, l’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana diretto da Francesco Bossaglia presenta ‘Nosferatu il vampiro’. Si ride con Ale e Franz (3.3), con i Legnanesi (dal 30.4 al 2.5) e forse anche con Paolo Rossi che si confronta con Pirandello in ‘Da questa sera si recita a soggetto!’ (dal 31.1 al 2.2). Rossi è tra i Grandi protagonisti, così come Massimo Popolizio, Gabriele Lavia, Antonio Latella, Umberto Orsini. Per i dettagli, si rimanda a www.luganolac.ch. Lo stesso vale per la danza, per la quale si segnalano ‘Romeo e Giulietta’ (21 e 22.11), portato da Les Ballets de Monte-Carlo, e il già citato Robert Wilson con la coreografa Lucinda Childs in ‘Relative Calm’ (13 e 14.12). La danza avrà il suo zenith da qui a un anno nel Lugano Dance Project, il ‘gioiellino’ di Gagnon, dal 12 al 16.6.

Chiudiamo con la Compagnia Finzi Pasca, rappresentata nella Hall da Maria Bonzanigo a introdurre i quarant’anni di storia, da festeggiarsi in tre atti: un aggiornato ‘Luna Park’ (lo spettacolo nato in pandemia, dal 15 al 17.9), ‘Icaro’ (16 e 17 dicembre) e ‘Bianco su Bianco’ (23 e 24.2), più altre occasioni collaterali di celebrazione.


‘Luna Park’, Compagnia Finzi Pasca (dal 15 al 17.9)

L’intervista

‘Tante co-produzioni, sintomo di credibilità’

La buona ora e mezza di conferenza ha visto un Carmelo Rifici molto coinvolto. «Forse sono arrivato a questo incontro meno stanco delle altre volte – ci dice a margine della stessa – ma posso garantire che l’entusiasmo è lo stesso di sempre». Dell’intera proposta, illustrata pressoché integralmente, «la cosa che ci rende più orgogliosi – sottolinea il direttore artistico – è la capacità del Lac di attrarre nuovi partner. Siamo partiti nel 2014 da una produzione col Piccolo Teatro di Milano e ci risvegliamo oggi, a inizio stagione 2023/24, con ben ventisei produzioni. Credo che tutto questo significhi l’aver dato di noi stessi una seria credibilità, cosa che permette a tanti partner di chiederci di essere collaboratori, co-produttori, per progetti assai importanti».

Nella ricca proposta 2023-24 c’è un progetto che, magari non dichiaratamente, pare più importante di altri: «Siamo molto curiosi di vedere l’esito della prima regia teatrale di Nanni Moretti, che dopo tanti anni di cinema impegnato si presenta in teatro con una compagnia di attori molto importanti. Ma mi rende molto felice l’intero fil rouge che accompagna la stagione, quel filone sul teatro surreale (il suddetto ‘Libro dei sogni’, ndr) lungo il quale giochiamo con le commedie, con i sogni, con le possibilità del ribaltamento del linguaggio». Sogni come via di fuga? «Penso alla nostra parte fantasiosa, mentale, al poter compartecipare a qualcosa che la vita quotidiana c’impedisce, che credo sia uno dei momenti più importanti del teatro, ancor di più se lo spettacolo parla proprio di quello. Più che per fuggire, per fare esperienza all’interno di canali che non sono quelli del visibile e del conoscibile».

Rifici ha una parola in più anche per ‘Nell’occhio della storia’: «Indaghiamo la realtà del presente, cerchiamo di capire come la storia si ripercuota sulle nostre vite, quali riflessioni ci chiamano i grandi totalitarismi del Novecento e a che punto della democrazia ci troviamo». Una parola in più anche per ‘La pulce nell’orecchio’ di Georges Feydeau, regia di Rifici, il suo esordio nella commedia: «Avevo già affrontato una commedia di Lagarce anni fa, ma si trattava di qualcosa di sofisticato. Qui invece sarò di fronte a una macchina perfetta di comicità». Una sfida personale? «Sì. Non che lo scorso anno con ‘Processo Galileo’ si siano sfidati di meno testo e materia. È una sfida diversa, qui legata al mio bisogno di una boccata di diversità».


Ti-Press
Carmelo Rifici, direttore artistico del Lac

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