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30.09.2021 - 18:39
Aggiornamento: 20:34

Fabio Concato canta ‘L’aggeggino’, fiore di nipotina

Si chiama Nina ed è nata durante il lockdown (come L’Umarell). ‘Energia inaspettata e indispensabile in questo tempo così difficile’, dice il nonno

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Tecnicamente, Nina è la primogenita di Fiore di maggio, che a sua volta è la primogenita di Fabio Concato; per la proprietà transitiva, Nina è la nipotina di Fabio Concato; di conseguenza, Fabio Concato è il nonno di Nina. La premessa è d’obbligo perché Fabio Concato continua a non andare nei programmi trash, si ostina a comparire solo se c’è da suonare dal vivo e la gente invece ha fame di privato. Cosa gli costerebbe andare al Grande Fratello Vip e piangere un po’, sputtanare i colleghi, rinnegare il jazz?

Con ancora nelle orecchie l’ultimo songbook ‘Musico ambulante’, e il concerto al Castello Sforzesco della sua Milano, annullato per pioggia a luglio e recuperato lo scorso 28 agosto (d’altra parte, uno che canta ‘Speriamo che piova’ non può pretendere), ascoltiamo la nuova canzone dedicata alla nipotina Nina. Avrebbe potuto chiamarla ‘Fiorellino di maggio’, ma il titolo è meno scontato e molto Concato: ‘L’aggeggino’, singolo fresco di stampa, prodotto dal suo autore insieme al fido Giannettoni, con relativo video dolcemente animato da Adriano Merigo.

E dunque ‘Gigi’ dedicata a papà Gigi, ‘Giulia’ dedicata alla figlia Giulia, ‘Ciao Ninin’ dedicata alla moglie Elisabetta e, come detto, ‘Fiore di maggio’ dedicata alla figlia Carlotta. Con la piccola Nina, nata durante la pandemia (come ‘L’Umarell’), le dediche di famiglia sono complete (manca forse il genero, e Barbara D’Urso glielo farebbe notare). ‘L’aggeggino’ è il Concato declinato al femminile, un femminile che si chiama anche Ornella D’Urbano, arrangiamenti, piano, tastiere e alcune note che sanno di sole (quello di George Harrison, il sole che arriva); il tutto, affidato agli impeccabili musici Larry Tomassini (chitarre), Stefano Casali (basso), Gabriele Palazzi Rossi (batteria) e al bel flauto di Costantino Brigliadori (un assolo di flauto in un singolo del 2021, roba da incoscienti…).

Finale per audiofili. Ne ‘L’aggeggino’, gli aggeggini (intesi come manopole, come mix e mastering) sono quelli di Pier Carlo Penta da Riccione, che pare il nome di un pittore rinascimentale e invece è un ingegnere del suono (poco cambia, perché il suono è arte). Complici i discorsi della piccola – “Ma cos’ha detto Nina? Bah, e chi lo sa” – ‘L’aggeggino’ produce “energia inaspettata e indispensabile in questo tempo così difficile”. Lo dice il nonno, e noi sottoscriviamo. E quindi benvenuta Nina, e benvenuta anche la tua splendida canzone.

Leggi anche:

Io, Fabio Concato, ‘Musico ambulante’

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