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Società
08.10.2020 - 17:470
Aggiornamento : 20:04

Digitale e futuro del lavoro al Premio Möbius

Il 16 e 17 ottobre in diretta streaming dallo Studio 2 della Rsi

Lo sviluppo di nuove professioni, la ridefinizione di quelle tradizionali: temi sempre attuali che adesso la pandemia ha reso anche urgenti, portando nuove incognite nelle trasformazioni sociali che ci attendono. La Fondazione Möbius Lugano ha quindi dedicato a questo tema l’edizione 2020 del premio e del convegno, appuntamenti che si presenteranno con una versione digitale accessibile in diretta streaming venerdì 16 dalle 14 e sabato 17 ottobre dalle 9 sul sito www.moebiuslugano.ch.

“Siamo consapevoli che digitale non significa solo tecnologia di alto livello ma anche modalità relazionali nuove, ritmi di vita professionale spesso più rapidi, ampliamento degli spazi di azione, ricombinazione dei valori sociali e individuali. Si tratta quindi di definire le mappe che consentono ai giovani, e non solo ai giovani, di orientarsi in modo più consapevole” ha dichiarato Alessio Petralli, direttore della Fondazione Möbius.

Esistono linee di tendenza per i prossimi cinque o dieci anni utili a orientare le scelte dei futuri lavoratori? Proveranno a rispondere con i loro interventi Gabriele Balbi, Gualtiero Carraro, Roberto Carraro, Derrick de Kerckhove, Boas Erez, Lino Guzzella, Gino Roncaglia, Anna Valente e Marco Zaffalon. Che testimonianza può portare chi opera oggi in un contesto professionale basato sul digitale? Necessarie quindi le storie di chi, come Sara Beltrame, scrittrice e giornalista, ha riscritto The Game di Baricco per un pubblico giovane, o come Patrick Balestra, giovane informatico ticinese che opera da Stoccolma per Spotify.

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