Il rover Perseverance della Nasa ha completato su Marte il primo percorso interamente pianificato dall'intelligenza artificiale: lo scorso 8 dicembre il veicolo robotico si è spostato di 210 metri seguendo le indicazioni elaborate da un modello di IA generativa, e dopo due giorni si è mosso di altri 246 metri, sempre senza alcuna pianificazione umana. Lo rende noto, a diverse settimane di distanza, la stessa agenzia spaziale statunitense.
Per la dimostrazione gli ingegneri hanno utilizzato un modello linguistico-visivo, ovvero un modello di IA che combina funzionalità di computer vision ed elaborazione del linguaggio naturale. Il sistema ha esaminato le immagini orbitali ad alta risoluzione catturate dalla telecamera HiRISE a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, insieme ai dati sulla pendenza del terreno provenienti dai modelli digitali di elevazione. Usando queste informazioni, l'IA ha identificato importanti caratteristiche della superficie marziana come il substrato, gli affioramenti rocciosi, i massi e le increspature sabbiose, producendo un percorso sicuro.
Prima di inviare i comandi su Marte, gli ingegneri della Nasa hanno provato virtualmente le istruzioni generate dall'IA utilizzando il gemello digitale del rover al Jet Propulsion Laboratory a Pasadena. In questa fase sono state controllate oltre 500.000 variabili di telemetria per garantire che il piano funzionasse in modo sicuro. Così, l'8 dicembre scorso, il rover ha percorso 210 metri utilizzando il piano generato dall'intelligenza artificiale. Due giorni dopo, ha percorso altri 246 metri sul bordo del cratere Jezero.
"Gli elementi fondamentali dell'IA generativa si stanno rivelando molto promettenti nel semplificare i pilastri della navigazione autonoma per la guida fuori dal pianeta: percezione (vedere rocce e increspature), localizzazione (sapere dove ci troviamo), pianificazione e controllo (decidere ed eseguire il percorso più sicuro)", spiega Vandi Verma, esperta di robotica spaziale presso il Jpl e membro del team di Perseverance.
"Ci stiamo muovendo verso un futuro in cui l'IA generativa e altri strumenti intelligenti aiuteranno i nostri rover di superficie a gestire percorsi su scala chilometrica, riducendo al minimo il carico di lavoro degli operatori, e a segnalare caratteristiche superficiali interessanti per il nostro team scientifico, analizzando enormi volumi di immagini del rover".
"Immaginate sistemi intelligenti non solo sulla Terra, ma anche in applicazioni all'avanguardia nei nostri rover, elicotteri, droni e altri elementi di superficie, addestrati con la saggezza collettiva dei nostri ingegneri, scienziati e astronauti della Nasa", aggiunge Matt Wallace, responsabile dell'Exploration Systems Office del Jpl. "Questa è la tecnologia rivoluzionaria di cui abbiamo bisogno per creare l'infrastruttura e i sistemi necessari per una presenza umana permanente sulla Luna e portare gli Stati Uniti su Marte e oltre".