covid-19-variante-piu-contagiosa-ma-non-per-i-vaccini
Lockdown a Londra per una nuova variante del coronavirus. Ma quanto è pericolosa? (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Culture
Locarno 75
12 ore

Giona A. Nazzaro: ‘Toccare l’immaginazione del pubblico’

Oggi a Bellinzona è stata presentata la 75esima edizione del Locarno Film Festival. A margine abbiamo posto un paio di domande al direttore artistico.
Arte
12 ore

Un oggetto, tante storie. I libri d’artista, opere da sfogliare

Allo Spazio Officina presentazione della raccolta a cura Susanne Bieri. L’autrice: ‘Sono divertenti e alla portata di tutti’
Locarno 75
13 ore

Marco Solari: ‘Il nostro è un festival che guarda avanti’

Oggi a Bellinzona è stata presentata l’edizione numero 75 del Locarno Film Festival. A margine abbiamo posto una manciata di domande al presidente.
Spettacoli
19 ore

Santana perde conoscenza durante un concerto negli Usa

‘Ho dimenticato di mangiare e di bere acqua, così mi sono disidratato e sono svenuto’, ha scritto sui social
Spettacoli
22 ore

Locarno film festival, presentato il programma ufficiale

Al Kino Rex di Berna annunciate anche le giurie della 75esima edizione.
ticinesi oltre gottardo
1 gior

‘Ora apprezzo ciò che prima davo per scontato’

Da Bellinzona a San Gallo, oggi: Filippo Rima, responsabile per gli investimenti di una fra le principali banche svizzere, si racconta
Spettacoli
1 gior

Robin Williams non aveva il Parkinson ma demenza a corpi di Lewy

A scoprirlo, solo dopo il suo suicidio nell’estate del 2014, è stata la vedova Susan Schneider Williams
Concerto
1 gior

‘MoodSwing’ e quattro stelle del jazz al Cinema Teatro

Dopo trent’anni dal celebre album, Redman, Mehldau, McBride e Blade si riuniscono a Chiasso per la prima tappa del tour europeo, il 21 ottobre alle 21
Scienze
1 gior

Cern: prima collisione a energia record nell’acceleratore Lhc

Dopo tre anni di aggiornamento e manutenzione prende così avvio il terzo periodo di presa dati
L’intervista
1 gior

Dante in prosa, ponte verso l’Eden

Dopo il primo libro sul tenebroso viaggio di Dante all’Inferno, Gerry Mottis ci fa da guida un’altra volta nel percorso lungo il Monte penitenziale
Presentazione
1 gior

‘Dialètt che canta’, la voce dei dialetti ticinesi

Giampaolo Cereghetti e Guido Pedrojetta presenteranno l’antologia a Lugano giovedì 7 luglio alle 18
Conferenza
1 gior

Il partigiano del disordine Dubuffet in un incontro in Darsena

Alessandra Ruffino presenterà ‘Il piccolo manifesto per gli amatori di ogni genere’ al Parco Ciani venerdì 8 luglio alle 18
Culture
1 gior

Il Matteo Ballabio Quartet a Jazz in Bess

Domeniche in musica alla Corte del vino Ticino: 10, 17 e 24 luglio alle 10.30
Conferenza
1 gior

‘Un direttore d’orchestra tra due secoli’, l’incontro con Pfaff

Il direttore d’orchestra verrà a Lugano giovedì 21 luglio per presentare il suo libro, alle 18, sul piazzale esterno alla Biblioteca cantonale
Musica
2 gior

Vent’anni di magia, autenticità e di successi inaspettati

In occasione dell’anniversario importante del Vallemaggia Magic Blues, abbiamo fatto due chiacchiere con il promotore nonché cofondatore Fabio Lafranchi
Opera
2 gior

Carmen bifronte, fra nozione operistica e nozione letteraria

L’opera più fortunata di Georges Bizet è un punto fermo nei suoi successori per essere l’opera realista per antonomasia
Culture
2 gior

Ci sono ancora biglietti disponibili per Castle On Air

A Castelgrande di Bellinzona i concerti di Sangiovanni, Achille Lauro, Mahmood ed Elisa
Culture
2 gior

Si apre l’Ascona Music Festival con il ‘Duo Cattaneo’

La tredicesima edizione, con un tributo a César Franck, inizia venerdì 8 nella chiesa del Collegio Papio
21.12.2020 - 06:00

Covid-19, variante più contagiosa ma non per i vaccini

Il punto sulle mutazioni del nuovo coronavirus che hanno dato il via a nuovi restrizioni in Gran Bretagna

Nel Regno Unito il premier Boris Johnson ha annunciato sabato la diffusione di una particolare variante del coronavirus che si stimerebbe essere del 70 per cento più infettiva. Si tratta di un insieme di mutazioni del virus che preoccupano le autorità britanniche, che hanno introdotto nuove misure “cancellando il Natale” come hanno riassunto i giornali, e di altri Paesi che hanno sospeso i collegamenti aerei con il Regno Unito per evitare il diffondersi di questa nuova variante, peraltro già rilevata in altri Paesi tra cui l’Italia. L’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, sta monitorando la situazione.

L’allarme di Boris Johnson

Nel suo discorso, il premier del Regno Unito ha parlato di una più forte crescita di contagi in alcune aree (Londra, Est e Sud-est dell’Inghilterra) che potrebbe essere dovuta a una nuova variante del virus. Secondo la commissione consultiva New and Emerging Respiratory Virus Threats citata da Johnson, la nuova variante non aumenterebbe né la mortalità né la gravità della malattia; sarebbe tuttavia più contagiosa: dalle prime stime aumenterebbe di 0,4 l’indice di trasmissibilità Rt, rendendo quindi praticamente certo il superamento del valore di 1 di una crescita esponenziale.

La variante è al momento denominata VUI-202012/01 (la prima variante sotto indagine del dicembre 2020) ed è stata identificata dal consorzio Cog-Uk (Covid-19 Genomics Uk) per la prima volta a fine settembre ed è adesso largamente diffusa. Cog-Uk effettua il sequenziamento di circa un decimo dei tamponi risultati positivi al coronavirus per monitorare focolai e tenere traccia delle mutazioni, molto comuni trattandosi di un virus a Rna, molecola meno stabile del Dna.

Verosimilmente più contagiosa

In un report sul ‘British Medical Journal’, Jacqui Wise osserva che al momento l’unica certezza è che nelle aree dove è stata trovata questa variante i contagi sono in aumento, ma non è detto che VUI-202012/01 ne sia la causa: correlazione non significa causalità, ma la rapida diffusione di questa variante rimane un fatto preoccupante e da approfondire.

In favore dell’ipotesi di una variante più contagiosa ci sono comunque alcune delle mutazioni presenti in VUI-202012/01, già apparse altrove e di cui si conoscono gli effetti biologici come descritto da Cog-Uk. Alcune di queste mutazioni riguardano infatti gli ‘spike’, le protuberanze che permettono al coronavirus di infettare le cellule umane. Troviamo ad esempio la mutazione Y453F, trovata negli allevamenti di visoni in Danimarca, e la N501Y: entrambe aumentano l’affinità tra un meccanismo chiamato chiamato RBD (receptor-binding domain, “dominio che lega il recettore”) e il recettore ACE2 presente nelle cellule. Un’altra mutazione, la N439K, rende inutili alcuni anticorpi monoclonali, una terapia per il Covid in corso di sperimentazione e già approvata in alcuni Paesi.

Mutazioni naturali, ‘selezione’ forse artificiale

Il coronavirus, come detto, è particolarmente soggetto a mutazioni genetiche. La maggior parte di queste non ha alcuna conseguenza sulla struttura del virus e anche quelle che portano a qualche cambiamento, in genere non hanno effetti sul funzionamento del virus e la loro diffusione avviene per un effetto chiamato “deriva genetica”, in pratica per caso. Limitandosi a quelle che modificano parte dello ‘spike’, Cog-Uk ne ha identificate quasi duemila.

Se le mutazioni sono casuali – e infatti come accennato alcune di quelle identificate in VUI-202012/01 si erano già sviluppate indipendentemente in altre zone –, non lo è la loro selezione. Un’ipotesi avanzata da alcuni ricercatori del Cog-Uk è che questa particolare variante si sia sviluppata in uno o più pazienti cronici trattati con farmaci antivirali e con plasma iperimmune. I lunghi tempi di malattia e i medicamenti avrebbero creato l’ambiente ideale per l’evoluzione di un virus più contagioso. Si tratta, al momento, di una semplice ipotesi.

Il vaccino

Questa nuova variante come detto riguarda lo ‘spike’ del coronavirus che non solo è il meccanismo con cui il virus infetta le cellule, ma è anche il bersaglio dei principali vaccini, incluso quello Pfizer/BioNTech appena approvato in Svizzera, che “insegnano” al sistema immunitario a riconoscere e attaccare proprio quella parte del virus.
Solo una sperimentazione sull’efficacia dei vaccini per questa nuova variante del virus, cosa ovviamente non ancora fatta, ci potrà dire se le mutazioni di VUI-202012/01 riducono, e in che misura, l’efficacia dei vaccini. Gli esperti sono tuttavia al momento ottimisti: i cambiamenti dello ‘spike’ non dovrebbero infatti compromettere l’immunità del vaccino che si basa su più parti della proteina ‘spike’.
L’epidemiologo Eric Feigl-Ding ha descritto così la situazione: una cicatrice sul viso non ci impedisce di riconoscere una persona, anche se potrebbe rallentare il riconoscimento.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
coronavirus nuova variante vaccini variante virus
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved