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Federico ‘Freddie’ Albertoni (www.freddieandthecannonballs.com)
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26.06.2021 - 18:40

Freddie & The Cannonballs tra i fantastici quattro del blues

Hanno detto addio all'amico fraterno Chris Arcioni e ora l'Hammond lo suona Andi Appignani: il 2 luglio saranno a Basilea, finalisti dello Swiss Blues Challenge

L’ultima volta per noi fu il 2019 in occasione del Bellinzona Blues Festival, quando Federico ‘Freddie’ Albertoni, una vita al basso per Bat Battiston, ci raccontò dei suoi Cannonballs nati un anno prima e del coronamento di un sogno, un disco tutto suo (loro) intitolato ‘F’, fresco di pubblicazione: effe come “first”, la prima registrazione della band e anche la prima volta come cantante solista; effe come “finally”, finalmente. Il “finalmente” vale anche per il ritorno alla musica dopo il solitario blues pandemico, e il ritorno ha le date del 21 luglio al Vallemaggia Magic Blues (nella ‘Blues speaks italian’ di Cevio insieme a Gnola Blues Band e Treves Blues Band), e quella del 27 agosto al Blues To Bop ‘Bonsai’, versione mini all’interno del LongLake Festival Lugano. Prima, però, un fiore all’occhiello, comunque andrà: Freddie & The Cannonballs sono tra i quattro finalisti delle Swiss Blues Challenge Finals di Basilea, alla Volkshaus il prossimo 2 luglio.

Ticino goes to Memphis

«La selezione è tosta, le candidature sono tante, mettici anche le band che vengono formate appositamente per questa occasione», racconta il bassista con prevedibile soddisfazione. «Sono stati gli organizzatori del Blues To Bop e del Bellinzona Blues, nel 2019, a insistere perché c’iscrivessimo e lo abbiamo fatto, anche soltanto per aprire qualche porta nella Svizzera interna e fare un po’ di musica dal vivo anche lì». Quattro band in gara, non necessariamente rappresentative delle aree linguistiche, per una manifestazione che ha già sorriso al Ticino: «Nel 2010 vinse Marco Marchi – ci ricorda Freddie – che poi andò a Memphis a rappresentare la Svizzera. E quest’anno tocca a noi: speriamo vada bene».

Freddie & The Cannonballs saranno a Basilea orfani di Cristiano ‘Chris’ Arcioni, “compianto hammondista e amico fraterno” (la dedica sui canali ufficiali), le cui tastiere si sono spente per sempre nel maggio di un anno fa: «Non l’abbiamo sostituito per molto tempo, abbiamo suonato in quintetto per un po’, non ce la sentivamo di cercare immediatamente qualcun altro da inserire in una band legatissima dal punto di vista umano. Poi mi sono reso conto che la sonorità dell’Hammond è imprescindibile». E qui arriva Andi Appignani: «Con lui abbiamo suonato per la prima volta alla serata Rsi dedicata a Bob Dylan», e a Basilea, i Cannonballs – e cioè Mad Mantello alla chitarra, Roberto Panzeri alla batteria e Nigel Casey e Olmo Antezana ai sax – saranno al completo. Compresa la sezione fiati, «l’elemento caratterizzante delle nostre sonorità, cosa che soltanto raramente ci fa muovere in trio». Sezione fiati fondamentale per trasferire nel 2021 quel suono anni ’50 dei Cannonballs, «gli anni in cui giravano queste blues band con la big band ridotta all’osso, per motivi anche pratici. Sono le sonorità che ci piacciono, senza rinunciare al blues più recente, per il quale non abbiamo alcun problema a concedere a Mad Mantello tutto lo spazio di cui ha bisogno».

Chiedilo a Sting

Dopo i quattro brani originali di ‘F’, «un biglietto da visita» registrato nello studio di Cristiano, Freddie sta scrivendo dell’altro, una volta superati i pensieri portati dal lockdown, «che nel mio caso non hanno favorito granché la mia composizione». L’obiettivo è un disco live da registrarsi nel 2022, con tutti i sacri crismi sonori: «Mi sono accorto che nel blues si sta tornando, almeno sulla scena americana, a suoni più ‘cristiani’, perché il rischio è quello di far suonare tutto troppo piatto, troppo pop o troppo rock, e se hai una sezione fiati automaticamente i richiami sono ‘cristiani’. La sezione fiati ha cambiato il mio modo di suonare il basso, ho dovuto ricorrere a suoni più essenziali, più rotondi, che richiamano più il contrabbasso, per amalgamare il tutto. E poi sono anche alle prese con il dover cantare, oltre che suonare il basso, che non è la cosa più naturale del mondo». Per quello si può chiedere consiglio a Sting: «Beh, Sting è inconcepibile, suonare quelle linee di basso cantando in quel modo, due concetti ritmici quasi sempre lontanissimi: non so come faccia…». Per la cronaca: «Lo vidi dal vivo coi Police, nella reunion del 2008 all’Isola di Wight» (elogi a Gordon Matthew Thomas Sumner seguono...).

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