come-si-dice-lidate-il-cantone-indaga-le-varieta-dell-italiano
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
1 ora

‘... senza parole’, al via il cine-concerto itinerante

È la seconda rassegna ideata dai fratelli Nolan, Simon e Brian Quinn. Dal 18 agosto in poi toccherà Morcote, Claro, Balerna, Massagno-Savosa
Teatro
2 ore

Emanuele Santoro in ‘La stupidità - Orazione semiseria’

Venerdì 26 agosto alle 21 al Parco Ciani, ispirandosi a ‘Le leggi fondamentali della stupidità umana’ di Carlo M. Cipolla
Musica
2 ore

Mardegan e Borghetto per il SobrioFestival

Violino e pianoforte, domenica 21 agosto alle 11 nella sala di Casa Mahler
L'intervista
2 ore

Julia Murat: ‘Per Bolsonaro saremo un vanto o l’immoralità noir’

La regista di ‘Regra 34’, Pardo d’oro al Miglior film, felice con moderazione: ‘Temiamo che il presidente o i suoi approfittino di questo premio’
L'intervista
2 ore

Gigi la legge che non multa a Locarno e si prende un premio

Un ritorno, quello di Alessandro Comodin, quest’anno Premio speciale della Giuria, già premiato nel 2011 a Locarno per ‘L’estate di Giacomo’.
Spettacoli
2 ore

Cinquant’anni dopo, l’Academy chiede scusa a ‘Piccola piuma’

Sacheen Littlefeather ritirò l’Oscar al posto di Marlon Brando. Fece un discorso in difesa dei Nativi americani e fu fischiata
La recensione
2 ore

Lucerne Festival, ‘in quell’aura sanza tempo tinta’

Luzerner Saal al completo per le ‘prime’ assolute (e assai lunghe) di Liza Lim e Tyshawn Sorey
Scienze
3 ore

Una start-up biotech per far rinascere la tigre della Tasmania

Colossal Bioscience intende ricreare geneticamente il tilacino, estinto dal 1930, per riequilibrare l’ecosistema australiano
L'intervista
4 ore

Locarno75 e il futuro, also sprach Rapahël Brunschwig

La governance futura non è di competenza del managing director’, che sul nuovo presidente rimanda al Cda. E sui numeri del 75esimo...
Sostiene Morace
5 ore

Lunga vita al Festival (quanto ai premi, ‘de gustibus’)

‘Regra 34’, confuso e ripetitivo. Meglio ‘Gigi la legge’. Solari lascia o fa come al 70esimo? L’augurio è quello di trovare una figura all’altezza.
Arte
5 ore

Morto Dmitri Vrubel: dipinse il bacio fra Breznev e Honecker

L’artista russo è morto a 62 anni per complicazioni da Covid-19. Suo il celebre graffito sul Muro di Berlino
Locarno 75
9 ore

Pardi per tre, una condanna alla selezione

Sokurov e Fahdel non erano nelle corde: la Giuria, evidentemente figlia del suo tempo, ha premiato la libertà espressiva più che regole e grammatica
Il ricordo
11 ore

Piero Angela e la gentilezza della scienza

Raccontare la scienza con garbo, chiarezza e senso della meraviglia: nel giorno dei funerali, le lezioni del grande divulgatore morto sabato a 93 anni
L'intervista
15 ore

Marco Solari: ‘Lascio un Festival più forte e in crescita’

La decisione è presa, il 76esimo sarà il suo ultimo da presidente: ‘Ma ora nessuna retrospettiva, ho semplicemente annunciato i prossimi passi’
Musica
1 gior

‘Clarinetto d’improvviso’, il Santilli d’agosto

Prosegue il ciclo di concerti di Marco Santilli, atteso ad Ascona il prossimo 26 agosto e a Bellinzona il giorno dopo
22.11.2020 - 16:09
Aggiornamento: 16:56

Come si dice lìdatè? Il Cantone indaga le varietà dell’italiano

L’indagine sociolinguistica si aggiorna con un sondaggio online. Ne parliamo con Laura Baranzini dell’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana

Le lingue cambiano non solo nel tempo ma anche nello spazio. Il pensiero va subito agli “elvetismi”, alle particolarità linguistiche che distinguono l’italiano della Svizzera da quello degli altri territori. Ma il progetto lìdatè (acronimo di “l’italiano dal territorio”), presentato nei giorni scorsi dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e che si occupa, appunto, di studiare queste variazioni territoriali, guarda oltre. «Dal momento che lavoriamo per l’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana abbiamo uno sguardo particolarmente attento sulla varietà svizzera dell’italiano però l’idea è, potenzialmente, coprire tutte le varietà geografiche dell’italofonia» ci spiega la sociolinguista Laura Baranzini che con Matteo Casoni si occupa di lìdatè. «I dati che ci provengono dalla Svizzera italiana e dalle aree di confine dell’Italia settentrionale ci interesseranno particolarmente perché ci permetteranno di tracciare i confini precisi della varietà svizzera dell’italiano, su cui non sappiamo tantissimo. Per alcuni termini il confine corrisponde a quello politico, ma per altri, penso soprattutto a quelli di matrice dialettale, non necessariamente».

Scopo è quindi studiare queste variazioni, capire – è uno degli esempi – in quali zone l’azione deliberata di saltare le lezioni si chiama “bigiare”, in quali “marinare”, “fare filone” o altre espressioni ancora (il dizionario Treccani riporta “fare forca o sega o cuppo o salina o fughino o lippe o manca o vela”). Come? Chiedendolo ai parlanti stessi sul sito www.lidate.ch, tramite sondaggi e mostrando poi i risultati su delle mappe. Ci sono inoltre dei quiz mensili (con tanto di premi) che non fanno parte dell’indagine ma vogliono stimolare la riflessione sulle lingue e divulgare alcune conoscenze di base. 

Per capire la diffusione geografica di certe espressioni non si potevano analizzare delle raccolte di testi? «Studiando dei testi già scritti non è detto si riesca a ottenere una fotografia della lingua realmente parlata dalle persone» ci spiega Baranzini. Il contesto della lingua scritta è diverso da quella parlata: per tornare all’esempio di prima, in un testo è più facile essere assenti ingiustificati che bigiare. Per questo «in sociolinguistica l’inchiesta è il metodo di indagine di base: un tempo per disegnare gli atlanti linguistici si girava il territorio muniti di questionari con un certo numero di termini, espressioni e frasi».
Il progetto lìdatè aggiorna questa metodologia: «Pensiamo che la tecnologia ci permetta di trasformare questa inchiesta sociolinguistica, di renderla più diffusa, capillare e veloce chiedendo direttamente alle persone, ai parlanti di partecipare».
Non rischia di esserci un problema di selezione, di raggiungere solo alcune fasce di popolazione ottenendo quindi una fotografia parziale? «Sì, è un rischio di cui siamo consapevoli e che riguarda tutte le operazioni di questo tipo. Abbiamo cercato di ampliare il più possibile l’utenza, ad esempio creando non una app per smartphone, ma un sito accessibile quindi da più dispositivi». Inoltre al momento dell’iscrizione si traccia un profilo abbastanza completo, chiedendo fascia di età, livello di istruzione: «Così sapremo se un gruppo sociale o una fascia d’età sono rimasti fuori dall’inchiesta e non correremo il rischio di attribuire a tutti i parlanti aspetti che riguardano invece solo una parte».
Obiettivo, come detto, è studiare come la lingua cambia nello spazio; tuttavia viviamo in un’epoca con un’elevata mobilità e oltretutto molte esperienze linguistiche sono “extraterritoriali”, dalle trasmissioni radio e tv ai social media. «Sono aspetti che rendono più complicato il nostro compito» conferma Baranzini. Per gestire questa ricchezza del background linguistico dei parlanti si è fatto di nuovo ricorso a una profilazione più completa possibile, chiedendo ad esempio se la persona ha vissuto più di un anno in un’altra regione italofona, quale lingua si parlava nel contesto familiare eccetera. «Per le mappe ci basiamo sostanzialmente su un’autovalutazione: è il parlante stesso che decide dove è localizzato il suo italiano. È chiaramente una semplificazione, ma avendo altri dati sul suo percorso potremmo capire perché magari c’è un dato discordante con gli altri».
Qual è l’orizzonte temporale del progetto? «Abbiamo tantissimo materiale» spiega Baranzini, riferendosi a espressioni e termini che sono particolarmente soggetti a variazione geografica. «Se volessimo anche solo testare le variazioni svizzere, e non è quello il nostro obiettivo, potremmo andare avanti decenni». Per ora è prevista una prima fase di due anni «anche per vedere se la partecipazione è attiva e continua», poi si vedrà. «Più risposte avremo più i risultati saranno significativi; dipende anche da quanto riusciremo a diffondere il progetto al di fuori dei confini della Svizzera italiana». 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved