Servette
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CHALLENGE LEAGUE
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REXHEPI LAVDRIM 0-1 43'
SCHMIED JOEL 0-2 51'
57' 1-2 SCHALK ALEX
89' 2-2 FOLLONIER DANIEL
90' 3-2 STEVANOVIC MIROSLAV
Venue: Stade de Geneve.
Turf: Natural.
Capacity: 30,084.
Ultimo aggiornamento: 14.12.2018 22:18
Andrea Bignasca (foto di Luca Tonellotto)
Culture
18.09.2018 - 06:100
Aggiornamento 10:37

L’assassino è il cantautore, Andrea Bignasca

Andrea Bignasca è tornato con ‘Murder’, riuscendo a fare meglio dell’opera prima ‘Gone’. Del nuovo album gli abbiamo ‘estorto’ tutto (o quasi).

Se ‘Murder’ fosse un film scriveremmo che Andrea Bignasca è quanto di più internazionalmente valido sia stato prodotto dal settore dell’intrattenimento svizzero dai tempi di Ursula Andress. E che l’attore protagonista esce dalle stanze buie del doloroso ‘Gone’ con la stessa eleganza con la quale la bionda bernese uscì dalle acque del Mare delle Antille. Ma Andrea ha poco della Bond-girl e allora basta e avanza che ‘Murder’ (Omicidio) sia tra le cose migliori ascoltate quest’anno. Merito di quel “All music and lyrics by Andrea Bignasca”, nel solco del cantautore; merito dei suoi ‘brothers in arms’ Giacomo Reggiani (batteria), Gian-Andrea Costa (basso) e Oliver Illi (tastiere), che anche noi, come fa Bignasca nei credits, ringraziamo (anche a nome di Mark Knopfler) per quanto fatto.

«Chi è l’assassino? La risposta, se tutto va bene, è “sono io”» dice Andrea a proposito di un’opera seconda che all’opera prima non ha nulla da invidiare, per presa di consapevolezza dei propri mezzi, elasticità di scrittura ed empatia melodica (empatici pure quelli che hanno girato le manopole negli Studios coinvolti, Powerplay, JDM, Unortodox, Magic Garden). «Se ‘Gone’ era come metabolizzare il dolore, se il dolore può essere anche redenzione – spiega Andrea –, i sentimenti che prevalgono qui sono altri, più negativi e più difficili da utilizzare per redimersi».

‘Uccidere le cose che uccidono’

Fare le pulci al poeta, chiedergli da dove arrivano i brani, da ‘Moonshining’ alla title-track che chiude, non è una delle cose più gradite agli autori. «A tratti i testi, se li leggo oggettivamente, sono anche un po’ oscuri, nebulosi. Faccio fatica a parlarne fuori dalle canzoni, forse è banalizzante. Anzi, vulnerabilizzante». Ma alla fine, Bignasca, ci prova: «È una battaglia per il proprio cuore, per quel che di buono ha dentro. Parlo per me, naturalmente, non ho verità assolute. Ci sono un paio di processi dentro di me che non mi piacciono e che voglio uccidere. E cose che voglio preservare». E ancora: «È un cercare di salvarsi, mi piaceva la dicotomia fra “murder”, che ha connotazione prevalentemente negativa, girata a mio favore. Uccidere le cose che mi stanno uccidendo, cercare di soffocare le risposte più facili date a cose che capitano, agli istinti, alla mancanza di speranza, a una sorta di misantropia».

Da ‘Moonshining’ a ‘Murder’ c’è di mezzo ‘Monster’ (Mostro), il singolo perfetto in cui la B di Bignasca potrebbe essere quella di “Boss” o di “Bono”. «Sì, anche il mostro sono io. Perché, come dice il buon Bruce Springsteen, spesso “I’m not my own best company” (l’equivalente di “Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me”).

Indovina indovinello

Andando a cercare il motivo per il quale l’ascolto di Bignasca premia, l’idea è che il segreto stia in chi sceglie di scrivere denudandosi in pubblica piazza. «Si dice che un buono scrittore è quello che scrive di ciò che conosce. Io conosco me, e le cose che non conosco di me sono quelle che mi fanno paura. E sono quelle di cui scrivo». Per ‘Murder’ gli ci sono voluti «dieci giorni chiuso in studio, esperienza abbastanza logorante. Quando registro entro in un vortice, esiste solo quello. Viverla serenamente è un’altra cosa. Sono sicuro che c’è il modo di produrre un album più rilassatamente...».

‘Murder’ esordirà al Living Room di Lugano il 19 ottobre. Due giorni prima, Andrea avrà suonato a Washington DC. In Svizzera ce n’è dal 21 di settembre a Friburgo fino al 17 dicembre a Soletta. E dal 3 all’8 dicembre sarà in Germania. «Suonerò nel 99% dei casi con la band. In questo disco volevo una sferzata, un suono più pieno, virile, arrabbiato». Perché Bignasca è cambiato, è cresciuto: «È cambiato quello che ascolto, credo di essere cresciuto anche a livello umano».

Detto tra noi, l’anteprima (con cd e vinile) è dopodomani, giovedì 20 settembre, in un live a sorpresa in una località comunicata soltanto il giorno stesso sui canali ufficiali di Bignasca. Vi diamo un indizio: si trova tra Chiasso e Airolo...

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