ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
9 ore

Sgarbi: ‘Il logo Bergamo-Brescia è di insolente bruttezza’

Il sottosegretario contro la grafica delle capitali della Cultura: ‘Un particolare di un dipinto di Caravaggio sarebbe stato più rappresentativo’
Scienze
9 ore

Non tutti sono prede facili: c’è fagiano e fagiano

Uno studio condotto in Gran Bretagna ha permesso di evidenziare significative differenze di memoria tra un esemplare e l’altro
Arte
17 ore

Il Museo etnografico apre le sue Finestre sull’arte

Il volume edito da Salvioni, con oltre cinquanta schede, racconta il patrimonio artistico dalla Valle di Muggio alla Val Mara, dall’epoca romana a oggi
L’intervista
21 ore

Si alza forte ‘Il suono della guerra’

Un imponente resoconto di come la musica possa scendere in trincea e il conflitto possa ‘comporre’ musica: con Carlo Piccardi tra le pagine del suo libro
Arte
1 gior

Michel Houellebecq protagonista di un corto a luci rosse

Il collettivo Kirac, specializzato in video ‘controversi’, riprende lo scrittore francese nudo mentre viene baciato. A marzo la pubblicazione.
Culture
1 gior

Il concerto ‘scomodo’ del pianista ucraino, l’Osi lo sostituisce

L’esclusione di Alexander Romanovsky sarebbe riconducibile a un video col violinista Lundstream, per i media britannici sostenitore di Putin
Arte
1 gior

‘Amore e Psiche stanti’ del Canova venduti per oltre un milione

L’opera della collezione di Veneto Banca, del valore stimato in un paio di centinaia di migliaia di euro, è stata battuta all’asta per una cifra record
SALUTE
1 gior

L’Irb e gli anticorpi che ‘placcano’ il coronavirus

Agiscono sulle parti che non mutano, aprendo nuove prospettive non solo contro il Covid
Otium
1 gior

John Basset Trumper, l’intervista; Rosetta Loy, il ricordo

Incontro con il linguista gallese, che ha applicato fonetica e linguistica alle inchieste giudiziarie. E un ritratto della scrittrice, morta nel 2022
Scienze
1 gior

L’uomo ha danneggiato l’Amazzonia più di quanto temuto sinora

La foresta amazzonica, costantemente minacciata dall’attività umana, ha già perso il 20% della sua superficie dall’inizio della colonizzazione europea
Culture
1 gior

Il furto della memoria

A colloquio con Renato Sarti, attore, drammaturgo e regista, che tanto ha indagato sugli orrori della Seconda guerra mondiale
Progetto Babel
1 gior

Raccontarsi con una lingua adottiva

Il rapporto fertile fra lingua madre e lingua adottiva nei corsi del progetto di Babel Festival ‘L’altralingua’. Venerdì un incontro pubblico a Bellinzona
storia
1 gior

Il volontario Guido e Margherita

Un volume storico raccoglie le lettere fra il 1937 e il 1947 dei coniugi Tedaldi: dalla guerra civile spagnola alla fine del secondo conflitto mondiale.
Culture
1 gior

Gabriele Nissim, il ‘Giorno della Memoria’ non sia una trappola

Nella Giornata che ricorda la Shoah, l’ideatore dei ‘Giardini dei Giusti’: ‘Ricordare non basta se non ci si impegna contro tutti i genocidi’
Culture
2 gior

A Milano una serata per celebrare la Cramps Records

Etichetta fondata nel 1972 da Gianni Sassi, pubblicò ‘Arbeit Macht Frei’, primo album degli Area. Appuntamento al Lirico Giorgio Gaber giovedì 6 aprile
Musica
2 gior

LuganoMusica, Francesco Piemontesi tra Debussy e Schubert

Martedì 31 gennaio alle 20.30 al Lac. Poco prima, alle 19.30 nella Hall, in dialogo con Etienne Reymond, il pianista presenta il programma al pubblico
laR
 
27.11.2022 - 23:12

Per tutte le Anna Frank del mondo

Highlights della cerimonia di chiusura, palmarès e pensieri in libertà con Flavia Marone, presidente, e Giancarlo Zappoli, direttore artistico

per-tutte-le-anna-frank-del-mondo
Ti-Press
Flavia Marone, presidente, e Giancarlo Zappoli, direttore artistico

"L’idea di questo titolo, senza punto interrogativo ma con un punto esclamativo, è quella di affermare un’osservazione: dov’è Anna Frank oggi, in un mondo dove i bambini continuano a essere vittime della guerra, come se nulla fosse cambiato da allora". Parole di Ari Folman, regista di ‘Where is Anne Frank!’, che in italiano è ‘Il diario segreto di Anna Frank’, lasciando per strada il punto esclamativo e il suo significato.

Il Castello d’Oro di Castellinaria, assegnato sabato scorso e virtualmente consegnato – col regista in videomessaggio – nasce otto anni fa, quando la Fondazione Anna Frank contatta Folman al fine di trovare un nuovo dispositivo per parlare di Shoah. Da qui l’idea di dare vita a Kitty, l’amica immaginaria alla quale la giovane ebrea scrive le sue lettere, nascosta con la famiglia nel rifugio di Amsterdam. Al contrario del libro, nel film del regista israeliano è Kitty la protagonista della storia, lei e i suoi rossi capelli sulle tracce dell’amica per capire cosa le sia successo alla fine della guerra, in quali circostanze sia morta. Il viaggio – che parte dal Museo dedicato ad Anna Frank nell’odierna Amsterdam – conduce Kitty nell’Europa dei migranti in fuga dalle zone di guerra, facendo della storia della piccola perseguitata un tramite per parlare dei perseguitati di oggi.

Il grazie di Ari Folman, sullo schermo del Mercato coperto: "Il nostro film sposa l’eredità di Otto Frank, che pensò che la memoria dell’Olocausto dovesse diventare strumento di compassione per i bimbi di tutto il mondo. Noi abbiamo dato il nostro piccolo contributo con i 350 artisti al lavoro su questo film per più di quattro anni, solo per esaudire la sua volontà. Speriamo di esserci riusciti".

Conigli, colombi e Piccioni

Nell’accogliente foyer di Castellinaria incontriamo Flavia Marone, presidente, e Giancarlo Zappoli, direttore artistico con tigrotto in mano: alle nostre spalle è appena iniziata la proiezione de ‘Il ragazzo e la tigre’ di Brando Quilici, importante residuo del Green Friday del giorno precedente. Marone: «Stiamo bene in questa casa, apprezzata dal pubblico, dai tanti che hanno amato cenare nel foyer, e dagli artisti. I fratelli Dardenne, per esempio, vi si sono trattenuti a lungo. Di fronte alle tante incognite legate alla novità, non potevamo sperare in un’edizione migliore di quella che abbiamo vissuto. Tutto è perfettibile, dunque siamo aperti a critiche costruttive, tenendo conto che nessuno prima di noi aveva trasformato in questo modo la struttura. Ora si tratta di vedere se il padrone di casa è soddisfatto dell’inquilino».

Il proprietario di casa, va detto, si è fatto vivo di lì a poche ore sotto forma di sindaco di Bellinzona, rinnovando, durante la cerimonia di premiazione, il contratto di locazione: "Il Mercato coperto ospitava un tempo conigli, colombi e piccioni, ora c’è altro", ha detto Mario Branda; Giuseppe Piccioni, regista del bel film di chiusura, ‘L’ombra del giorno’, dirà poco dopo di trovarsi a casa.

Utopie

Constatato che – per calore umano emanato dal pubblico – Pupi Avati è stato presente, Zappoli si sofferma sulla forte attenzione alle situazioni di conflitto presenti nel mondo scaturita dai premi delle giurie: «‘La traversée’ non s’identifica in una guerra specifica ma nelle guerre, pertanto diventa universale. Anche Anna Frank è universale. Ed è importante che la Giuria Young abbia dato attenzione a un piccolo film come ‘Agrodolce’, costato solo 16mila euro, un riconoscimento che, non a caso, è il premio Utopia (in collaborazione col Monte Verità, ndr), che va non tanto alla spettacolarità o ai mezzi, ma all’esigenza di raccontare». Marone quota. «Voglio citare – continua Zappoli – anche la menzione a ‘Sonata’, emancipazione di un presunto disabile pensato autistico ma che invece è sordo, e arriva a suonare il Chiaro di Luna di Beethoven. Queste scelte mi rendono felice». Più in generale: «Chiunque avessero premiato, sarebbe stato un film non pensato per andare in concorso o in serata a tappare buchi, e nemmeno uno da noi scelto perché ci desse la garanzia di avere il nome famoso anche se l’opera non ci avesse convinti. Questa regola vale da sempre».

Corsari e pensionati

Quanto al fatto che le scuole non abbiano chiesto la proiezione de ‘Il giovane corsaro – Pasolini da Bologna’, la cosa non avrebbe a che fare con il timore di raccontare ai più giovani un personaggio fin troppo divisivo. Zappoli: «Non c’è bisogno di venire in Ticino. In Italia, nell’ultimo anno di liceo, non si arriva mai a Pasolini, si arriva poco più in là di D’Annunzio ed è tanto se si arriva a Ungaretti. Non credo che i docenti si siano rifiutati di affrontarla, perché il rapporto adulti/minori è una tematica con la quale essi sono confrontati quotidianamente. Io la vedo così: se sei a novembre e non sai se a maggio arriverai a Pasolini, è un mettere il carro davanti ai buoi. Non credo si sia trattato di un rifiuto a tematizzare».

Chiudiamo con Marone, chiedendo da dove ripartirà Castellinaria per il suo 2023: «Vi è un’intenzione d’incrementare il potenziale dialogo tra giovani e fascia della terza età. Ci sono giunti input per le fasce giornaliere, il desiderio da parte di persone che sono in pensione di poter partecipare a queste proiezioni. Ci stiamo ragionando. Più si fanno incontrare le generazioni, meglio è».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved