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20.11.2022 - 11:20
Aggiornamento: 16:02

Castellinaria comincia dall’abbraccio di Pupi Avati

Il videomessaggio dal regista, impedito a viaggiare per colpa del cuore; l’applauso del Mercato coperto di Giubiasco, ‘selfie’ di risposta. Poi, ‘Dante’.

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Pupi Avati: ‘Vi ringrazio per l’affetto che mi dimostrate. Mi auguro di poterlo meritare, oggi e in futuro. Vi abbraccio tutti molto forte’

"Dichiariamo ufficialmente aperta la 35esima edizione di Castellinaria". Lo hanno detto Flavia Marone, presidente, e Giancarlo Zappoli, direttore artistico, e il Festival del cinema giovane – evasa l’anteprima pomeridiana di stampo tedesco (‘Alcarràs’, il più recente Orso d’Oro di Berlino, in collaborazione con il Film Festival diritti umani Lugano) – è cominciato. Di sabato sera, nella sua nuova sede, nel Mercato coperto di Giubiasco, ben lontano – per grafica, luci e una generale eleganza da rassegna – dall’hub vaccinale al quale siamo stati abituati in tempi recenti.

"Abbiamo voluto cambiare ubicazione – ha ricordato Marone – per segnare un anniversario importante, per segnare l’ampliamento della città di Bellinzona sul territorio, per andare ad animare un altro dei suoi quartieri". A proposito di hub: "Pandemia, crisi climatica, guerra, crisi energetica", in mezzo a tutto questo si muove il Castellinaria di quest’anno, "occasioni di riflessione – aggiunge Marone – che il festival vuole proporre ai giovani, provando a dar loro una chiave di lettura attraverso il coinvolgimento, il confronto, la mediazione culturale, offrendo momenti di condivisione, così che quando si appresteranno a entrare nella società abbiano gli strumenti per affrontarla".

A distanza, è intervenuto anche Manuele Bertoli: "Il cinema è la scrittura moderna il cui inchiostro è la luce", ha detto in capo del Decs citando Jean Cocteau. "L’audiovisivo e la cinematografia hanno un ruolo molto importante, ma bisogna essere istruiti a seguire il linguaggio del cinema, a capire com’è costruito, vista la sua natura molto diversificata". Un pensiero alle giovani generazioni: "Spero sapranno accettare il cinema nelle diverse forme, non solo in quella commerciale, ma anche in quella più artistica, il cinema che vuole raccontare, provocare, emozionare in maniera diversa dal consueto, perché è anche attraverso le diverse declinazioni che quest’arte è diventata grande e importante nel tempo".


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A sinistra, Flavia Marone, presidente; a destra, Giancarlo Zappoli, direttore artistico

Il cuore che fa le bizze

"Il regista de ‘Il cuore altrove’ e ‘Il cuore grande delle ragazze’ di sicuro troverà il modo di dirigere un cuore che sta facendo le bizze". È quanto digitato da Giancarlo Zappoli nelle ore successive al malore che a inizio novembre colpì Pupi Avati, atteso a Castellinaria per la prima internazionale del suo ‘Dante’, e alla Biblioteca cantonale per parlare de ‘L’alta fantasia’, libro del 2021 al quale s’ispira il film. Nulla di questo è stato possibile. Zappoli si è affidato a un estratto dal libro per spiegare l’intento generale che ha portato al film, e a parole del Boccaccio – il suo viaggio, nel romanzo e nel film, porta alla ricostruzione del Dante uomo, prima che poeta – prima di dare comunque la parola ad Avati, anch’egli in forma di videomessaggio, sul grande schermo che di lì a poco avrebbe ospitato il suo film.

Così, in sintesi, il regista: "Carissimi amici di Castellinaria, è con grandissimo dolore che devo comunicarvi la mia assenza. I medici mi sconsigliano di affrontare immediatamente dei viaggi. Non potete immaginare quanto sia il mio rammarico per non avere accompagnato il mio film al quale sono legatissimo, il vostro direttore Zappoli sa quanto (…). Non è un film come tanti, è un film che racconta la vicenda umana di uno degli esseri umani più eccezionali della cultura mondiale, non soltanto italiano, un vanto per il nostro Paese. Dante andava raccontato attraverso una storia che lo avvicinasse, che lo umanizzasse, che ci dimostrasse come la sua sensibilità fosse legata alla quantità di dolore che gli aveva riservato la vita. Mi auguro presto di venire a Bellinzona a parlare di lui, di questo film e anche della mia lunga carriera cinematografica. Vi ringrazio per l’affetto che tutto il festival e voi che siete presenti mi manifestate e mi dimostrate. Mi auguro di poterlo meritare, oggi e in futuro. Vi abbraccio tutti molto forte".

L’invito di Zappoli a prolungare l’applauso è funzionale a una ripresa video, che è diventata videomessaggio di risposta del pubblico al regista. L’impegno del direttore artistico a ospitare Avati "anche al di fuori del festival" è una promessa.


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Nella nuova sede, il Mercato coperto di Giubiasco


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Nella nuova sede, il Mercato coperto di Giubiasco

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Il ‘Dante’ di Pupi Avati, sommo sì, ma anche uomo

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