Nell’attesa quanto auspicata conferenza stampa il governo fa sapere di aver preso atto delle dimissioni del leghista: ‘Parole inammissibili, vanno stigmatizzate con fermezza’

Dopo la comunicazione di stamane di Claudio Zali, nella quale il ministro finito nella bufera ha annunciato di essere pronto a lasciare il governo, la palla è infine passata al Consiglio di Stato che ha finalmente deciso di parlare davanti ai media e alla cittadinanza. Presenti in sala, tutti gli altri consiglieri di Stato. Assente lo stesso Zali.
Ed è evidenziando «la situazione molto delicata per il nostro cantone» con cui è confrontato il governo che esordisce Marina Carobbio, in veste di vicepresidente. Una situazione, rimarca, «che mina la credibilità e la fiducia nelle sue istituzioni all’interno del Ticino e rispetto al resto del Paese». Dopo essersi riunito eccezionalmente per tre volte nell’ultima settimana (giovedì, ieri e questa mattina), stamane il Consiglio di Stato ha preso atto della decisione di Zali di dimettersi dalla carica di consigliere di Stato al prossimo 30 settembre. E non transige Carobbio, che evidenzia: «È importante che sia chiaro, per la popolazione ticinese e per l’intero Paese, che gli approfondimenti effettuati e le decisioni prese dal Consiglio di Stato in questi ultimi giorni hanno l’obiettivo di proteggere le istituzioni, ristabilirne la credibilità e reinstaurare la fiducia delle cittadine e dei cittadini».
I motivi della decisione di Zali, rileva ancora Carobbio, «sono stati spiegati da lui stesso questa mattina. Il governo ha preso atto di questa decisione che nei suoi modi e nei suoi tempi rientrava nella competenza esclusiva del consigliere di Stato Zali». E mette in guardia: «Il nostro compito come Consiglio di Stato ora è anche di adoperarci per assicurare il buon funzionamento delle istituzioni e dell’Amministrazione cantonale in questa fase di transizione e in questo momento difficile, con l’obiettivo di un passaggio di consegne ordinato al successore del collega Claudio Zali».
Alla luce della situazione venutasi a creare, interviene quindi Christian Vitta, «si è posta la questione dell’opportunità della presidenza, discussa nella nostra riunione di ieri». La decisione, formalizzata questa mattina, è quindi stata di nominare un nuovo Ufficio presidenziale secondo il principio della rotazione, con la destituzione con effetto immediato di Claudio Zali dalla presidenza che passa a Carobbio, cui subentra come vice Raffaele De Rosa. «Quanto deciso questa mattina – riprende Vitta – permetterà di garantire che le incombenze del governo siano adempiute adeguatamente».
Dal canto suo Raffaele De Rosa rievoca le tappe che hanno portato alla conferenza stampa di oggi pomeriggio. La riunione di giovedì, illustra, è stata indetta dopo che «il Consiglio di Stato ha appreso dell’apertura di un’istruttoria da parte del Ministero pubblico nei confronti del nostro collega riguardante il caso del minorenne detenuto alla Farera». Dopodiché «il governo ha chiesto (a Zali, ndr) la rinuncia della responsabilità politica sui settori della magistratura e della Polizia cantonale». Da allora, come noto, tali competenze sono state assunte in via transitoria dal governo e sono esercitate per il tramite di Carobbio».
Sui prossimi passi, prende la parola Norman Gobbi: «Per quanto riguarda le procedure di subingresso, la carica di consigliere di Stato sarà vacante dal 1° ottobre». Al netto della volontà di una transizione ordinata, continua, «la procedura verrà già avviata nel mese di settembre con la richiesta di accettazione del primo subentrante». Ovvero, il presidente cantonale dell’Udc Piero Marchesi che ha già fatto sapere di essere disponibile.
Questa volta come presidente del governo, Carobbio mette qualche puntino sulle ‘i’. «La violenza in tutte le sue forme, compresa la sua incitazione e quella di genere, è inaccettabile da qualunque parte provenga. Le parole dette e di cui si è molto parlato in questi giorni sono inammissibili e vanno stigmatizzate con la più grande fermezza», ribadisce in riferimento alle registrazioni telefoniche diffuse in questi giorni in cui si sente Zali dire di avere “pestato” una donna, invitando l’interlocutrice a fare altrettanto. Non da ultimo, in prospettiva «l’auspicio del Consiglio di Stato è di lavorare per costruire un clima di fiducia per affrontare le complesse sfide con cui il nostro Cantone è confrontato».