Ticino

Claudio Zali pronto alle dimissioni: ‘Io innocente, non sono un violento’

Oggi alle 14 conferenza stampa del governo, ma intanto il suo presidente scrive a Radio Ticino: ‘Lascio a un subentrante che scalpita. Le mie parole? Sfogo di una persona afflitta’

È finita
(Ti-Press)
29 luglio 2026
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Claudio Zali si appresta a lasciare il Consiglio di Stato. Le dimissioni del presidente del governo dovrebbero essere annunciate nella conferenza stampa convocata dall'Esecutivo per oggi alle 14 a Palazzo delle Orsoline.

In una lettera inviata a Radio Ticino e già mandata in onda dall'emittente radiofonica, Zali afferma che – relativamente ai file audio diffusi nei giorni scorsi – “La donna che al telefono ho detto di avere ‘picchiato’ l'ho solo allontanata dalla mia proprietà quando, quasi 10 anni fa, si era presentata nottetempo a casa mia. Per farlo l'ho strattonata, ma non percossa. Mi ha querelato e pochi giorni dopo ha ritirato la denuncia”. La lettera continua affermando che, invece, “quella che ho detto di voler far ‘picchiare’, da mesi stava assillando me e l'allora mia compagna. Nessuno le ha fatto niente, è stata la giustizia a occuparsene ed è stata condannata”.

‘Ero esasperato, per deprecabile che sia violenza solo verbale’

Zali continua: “Il mio era lo sfogo, in privato, di una persona esasperata. Per deprecabile che sia, è stata l’espressione di una violenza solo verbale da parte di una persona profondamente afflitta. Non ho picchiato nessuno, non ho mandato a picchiare nessuno. Non sono un violento”. Detto questo, attacca Zali a testa bassa, “la politica ticinese nel suo complesso è affetta dalla sua mediocrità, e vive in simbiosi con media che in nome del sensazionalismo hanno smarrito ogni forma di etica, il rispetto delle persone e perfino il rispetto della legge. Il linciaggio mediatico e politico senza precedenti messo in atto nei miei confronti utilizzando indebitamente registrazioni telefoniche illegali e artefatte ha compromesso la possibilità per me di svolgere in modo sereno e credibile il mio lavoro in favore del Paese, e rappresenta una deliberata interferenza contro la mia annunciata candidatura alle elezioni del prossimo anno”.

‘Non ho commesso alcun reato’

Il presidente del governo lo ribadisce: “Non ho commesso alcun reato in relazione al contenuto delle telefonate illegalmente registrate, così come non esiste in riferimento ad esse alcun procedimento penale a mio carico, nel quale sarei comunque presunto innocente. Presunzione di innocenza che in teoria vale anche per i consiglieri di Stato e non solo per i presidenti di partito”.

‘Do fastidio a molti’

L'attacco è frontale: “Evidentemente do fastidio a molti. Di tutto questo prendo atto quasi con un certo distacco, dopo avere oltrepassato la soglia del disgusto. Ringrazio sentitamente le cittadine e i cittadini che negli anni hanno apprezzato il mio operato, come pure le moltissime persone che in questi giorni per me particolarmente difficili mi hanno manifestato il loro sostegno e mi hanno chiesto di non lasciare”.

L'affondo a Marchesi e l'assicurazione di altre azioni legali

Siamo alla fine: “Mi dispiace deludere queste persone, ma rimango in Consiglio di Stato solo il tempo necessario a completare alcuni lavori in corso e a evadere delle pendenze. Fatto ciò, alla data che ho indicato lascerò serenamente il mio posto in Governo per gli ultimi mesi della legislatura a un subentrante che da tanto scalpita per scendere in campo e che ha assicurato di avere le soluzioni per tutti i problemi del Paese”.

E il futuro? “Io mi dedicherò, alfine, alla libera professione dell'avvocatura, ma anche alla cura di tutte le azioni legali che serviranno a fare accertare nelle sedi appropriate chi in questa brutta vicenda ha violato la legge e chi invece no. La giustizia, in cui ripongo tutta la mia fiducia e la mia stima, farà come sempre il suo corso”.

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