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Ticino
27.02.2020 - 18:140

Ancora 15 casi sospetti in Ticino ma nessuna nuova misura

Le scuole non chiudono per coronavirus, è stato spiegato in conferenza stampa, perché la presa a carico dei bambini potrebbe essere problematica

Mentre in Svizzera i contagiati aumentano, il primo caso ticinese di coronavirus – il 70enne ricoverato in buone condizioni alla clinica Moncucco – rimane per il momento l'unico, mentre 15 casi sospetti sono ancora in attesa di responso del test. Tra queste anche una persona con sintomi che ha avuto contatti con il 70enne. È quanto ha spiegato oggi il medico cantonale Giorgio Merlani in occasione della conferenza stampa per fare il punto sulla situazione ticinese in merito alla situazione del Covid-19. Altri 10 test su persone sospette, è stato aggiunto, sono invece nel frattempo risultati negativi.

Tra le novità annunciate, il fatto che da domani i test verranno effettuati direttamente in Ticino a ciclo continuo. Nel frattempo sono state allestite le tendine sanitarie per il triage fuori dagli ospedali di Lugano (Civico e Italiano), Bellinzona, Mendrisio e Locarno; domani ne verrà posata una anche alla Moncucco. Per il resto confermate tutte le indicazioni trasmesse ieri: ovvero le scuole riprenderanno lunedì e le manifestazioni che richiamano un certo numero di persone sono vietate.

Perché le scuole aprono normalmente

Alla luce della petizione lanciata oggi online in Ticino che chiede la chiusura delle scuole (firmata già da oltre 3mila persone) il coordinatore del Dss Paolo Bianchi ha detto che il Consiglio di Stato ne ha preso atto e che gli esperti continueranno a riunirsi con regolarità rivalutando le misure in base all'evolversi della situazione. "La chiusura è una misura controversa – ha aggiunto – a causa della gestione dei ragazzi nel caso in cui i genitori lavorassero. Se ne potrebbero occupare i nonni, categoria di fatto più esposta ai rischi del coronavirus, o alcune mamme potrebbero prendersi a carico in spazi ridotti più minori". Una situazione, quest'ultima, che non impedirebbe il contagio e anzi lo favorirebbe.

Sulle manifestazioni annullate, il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha ringraziato per la comprensione gli organizzatori. "So che non è sempre facile, so quanto impegno dimostrano i promotori di eventi del genere, che lavorano con tanto spirito di sacrificio e anche di volontariato", ha sottolineato il direttore del Dss. Criticata per contro l'intenzione di alcuni, ha detto Merlani, di volersi riunire ugualmente organizzando feste informali in spazi chiusi essendo stati annullati i carnevali.

Un numero di riferimento per i medici

Oggi, hanno aggiunto, il focus dell'informazione si è incentrato su case anziani e servizio Spitex, per i quali è stato creato un gruppo che il compito di raccogliere il fabbisogno dal fronte. Attualizzate anche le procedure del personale sanitario e annunciata l'intenzione di creare un canale di comunicazione privilegiato per gli associati dell'Ordine dei medici.

Oltre 300 telefonate alla hotline

Rinnovato infine l'invito a seguire le norme d'igiene utili a non diffondere il virus e a non essere contagiati: no ai contatti sociali se si hanno sintomi influenzali (evitando visite all'ospedale, in case anziani, e non recandosi a scuola o al lavoro), lavarsi spesso e accuratamente le mani e chiamare la hotline in caso di richiesta di informazioni o sintomi sospetti. Il numero 0800 144 144, attivo dalle 7 alle 22, è già stato utilizzato fino a oggi pomeriggio da oltre 300 persone, è stato sottolineato da De Rosa. L'invito è anche a far riferimento al sito www.ti.ch/coronavirus.

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