L’elettricità costerà 24,70 centesimi al chilowattora per un’economia domestica standard, leggermente di più rispetto al 2026

Instabilità geopolitica e crisi climatica. Restano questi i due fattori di maggior rischio per il mercato dell’energia. Incognite comuni più o meno a tutta l’Europa. Un contesto di incertezza nel quale le Aziende Industriali di Lugano (Ail) Sa mantengono più o meno invariate le proprie tariffe di gas ed elettricità. Una buona notizia, ma a prima vista solo a metà: altre società attive nel campo dell’energia, dal Sopraceneri al Mendrisiotto, hanno annunciato invece riduzioni per il 2027.
Come mai? Lo abbiamo chiesto a Carlo Cattaneo. «È un approccio diverso al tema. Noi abbiamo messo il focus sul valore assoluto, mentre altre aziende hanno posto l’accento maggiormente sulla tendenza». Tradotto: Ail ha tariffe già tra le più basse, scendere ulteriormente in questo contesto sarebbe stato difficile. «Proprio così. Negli ultimi due anni c’è stata una riduzione complessiva del 23%. Ora la sfida è riuscire a mantenere il costo basso». Una sfida vinta per l’anno prossimo: per un’economia domestica con consumi annui di 4’500 kWh si spenderanno 24,70 centesimi al chilowattora. Un leggero aumento rispetto ai 24,10 del 2026, ma considerevolmente sotto ai 26,96 del 2025. Scorporando il dato, si nota che il costo dell’energia è aumentato in maniera un po’ più marcata – da 8,35 centesimi per chilowattora nel 2026 a 9,50 nel 2027, comunque meno dei 10,65 nel 2025 –, ma il risultato globale, quello che realmente impatta sulle tasche degli utenti, è quasi uguale all’anno corrente grazie alla diminuzione dei costi di rete. Discorso simile per quanto riguarda il gas: dal 1° gennaio la tariffa del gas complessivamente ammonterà mediamente a 11,48 centesimi per chilowattora «e sarà pertanto stabile rispetto al 2026».
Stabilità dunque, che è anche uno dei punti cardine della strategia di Ail, che «è votata alla riduzione dei rischi – ancora Cattaneo –, tramite una gestione diversificata del portafoglio e a una solida attività di approvvigionamento». In un contesto tutt’altro che semplice: «Il mercato energetico è sotto pressione. Da fine febbraio ci tocca da vicino l’instabilità in Medio Oriente (il riferimento è alla guerra avviata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ndr). Il livello degli stoccaggi di gas è sotto ai minimi degli ultimi cinque anni, in Europa siamo attorno al 60% e la situazione è grave soprattutto in Germania (50%). Globalmente la maggior parte dei Paesi è sotto agli obiettivi di stoccaggio (90%). L’Italia, che è il mercato di riferimento per il Ticino, è messa bene, dato che è all’80%». Il tema del conflitto e dello stoccaggio è strettamente correlato: «Di solito gli stoccaggi si riempiono in estate perché costa meno (essendoci meno richiesta, ndr) e poi si distribuisce l’energia in inverno». Un meccanismo che quest’anno si è inceppato.
Ad aumentare le incognite contribuisce l’emergenza climatica. La torrida estate che stiamo lasciandoci alle spalle ha prosciugato molti bacini idrici, tra i quali i fiumi, importanti vie di comunicazione e di trasporto di materie prime. Anche in questo caso, a essere stata particolarmente toccata è la Germania con il Reno. «I livelli bassi dei fiumi hanno limitato le capacità di trasporto – spiega Cattaneo –, limitando la disponibilità di materia prima e influendo quindi sul prezzo dell’energia». Sul fronte climatico, le scarse precipitazioni e le ridotte riserve di neve preoccupano anche sul rendimento dei bacini di accumulazione, inferiore ai minimi degli ultimi dieci anni. In questo contesto, gli occhi ora sono puntati alle condizioni meteorologiche dei prossimi mesi. Se sarà un inverno più rigido di quelli degli ultimi anni, il sistema rischia di stressarsi ulteriormente.
Come reagire a queste incognite? Puntando ad esempio sulle energie rinnovabili, cosa che Ail sta ampiamente facendo da anni. Ad esempio, la quota di gas rinnovabile inclusa nella fornitura destinata alla clientela domestica aumenterà l’anno prossimo dal 12 al 20%. “È una tendenza in linea con l’obiettivo Carbon Free 2050 che si sono posti Ail, Città, Cantone e Confederazione – osserva Cattaneo –. Puntare sulle rinnovabili diminuisce l’impatto ambientale, contribuisce a limitare gli shock geopolitici e sostiene l’economia locale investendo sul posto». E il tema dell’approvvigionamento è centrale anche secondo il presidente della Direzione di Ail, Angelo Bernasconi, che a tal proposito ricorda alcuni importanti investimenti che la società sta portando avanti.
Ad esempio? I parchi solari alpini di Duragno e Sedrun Solar. Nel primo Ail è capofila e si prevede l’installazione di 15’800 moduli fotovoltaici su 8 ettari con una produzione annua di 16 gigawattora, poco meno della metà in inverno. Attualmente l’iter è fermo da opposizioni a livello federale e ci si augura che la situazione possa sbloccarsi durante l’autunno, quando il Cantone dovrebbe rilasciare la licenza edilizia. Il progetto grigionese invece è uno dei più grandi del suo genere in Svizzera e in Europa: oltre 34’000 moduli fotovoltaici su 33 ettari per una produzione annua di 29 gigawattora. Grazie alla sua partecipazione, Ail avrà diritto al 25% dell’energia prodotta per 19 anni.
Rinnovabili a parte, Ail punta allo sviluppo di sistemi di accumulo a batteria, fisica o digitale, capaci di aumentare la flessibilità della rete e favorire l’integrazione delle energie rinnovabili, nonché alla promozione del fotovoltaico e delle comunità di autoconsumo virtuali. Per queste ultime in particolare è consultabile sul sito una mappa rivolta agli utenti, affinché possano verificare la possibilità di creare o aderire a una comunità energetica. «Si tratta di risorse importanti per la transizione energetica – aggiunge Lukas Bernasconi, presidente del Consiglio d’amministrazione –, avviata nel 2017 quando il popolo ha approvato alle urne la Visione energia 2050». Una direzione importante, considerato che secondo una recente analisi dell’Associazione delle Aziende elettriche svizzere la sicurezza energetica passa per forza di cose proprio dal potenziamento della produzione rinnovabile, dalla capacità di accumulo e dalla flessibilità del sistema elettrico. Per informazioni: www.ail.ch.