ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
5 ore

Grave incidente ad Avegno, un motociclista rischia la vita

Un 56enne del Locarnese ha perso il controllo del mezzo andando a sbattere contro lo spartitraffico riportando gravi ferite
Mendrisiotto
5 ore

La Castello Bene conquista il Nebiopoli 2023

Il corteo mascherato ‘cattura’ 20mila spettatori. Per gli organizzatori del Carnevale chiassese è l’edizione dei record
Luganese
7 ore

Auto contro moto a Novaggio, grave il motociclista

L’incidente sulla strada verso Miglieglia. Il giovane è stato sbalzato a terra dall’impatto frontale
Mendrisiotto
8 ore

Il Corteo di Nebiopoli fa il pieno di satira e pubblico

La sfilata mascherata si riappropria del centro cittadino tra guggen, gruppi e carri (venuti anche da fuori) e le cannonate di coriandoli da Sion
Luganese
9 ore

Scontro auto-moto a Manno, ferito il motociclista

L’incidente intorno alle 15:45 in via Cantonale. Non sono note le condizioni del ferito, portato in ospedale dopo i primi soccorsi sul posto
Luganese
12 ore

A Lugano incendio in una discarica in zona Stampa

Un grosso incendio si è sviluppato questa mattina provocando molto fumo e un odore sgradevole. Una persona in ospedale per intossicazione
Locarno
14 ore

Solduno, un poliziotto di prossimità gentile e apprezzato

Dopo 37 anni di servizio va in pensione il sergente maggiore Fabrizio Arizzoli. L’Associazione di quartiere esprime la sua gratitudine
Mendrisiotto
17 ore

“Nei paesini la gente è solidale, ma in città...”

Non sembra essere un periodo facile per il volontariato, che dopo la pandemia sembra aver perso drasticamente attrattiva
Ticino
21 ore

Caso Unitas, Mps e Noi (Verdi) tornano alla carica

Nuove interpellanze: ’Le risposte scritte del Consiglio di Stato sollevano altri interrogativi’
Luganese
21 ore

La comunità cripto trova casa in centro città

L’Hub s’insedierà nell’edificio che ospitava il Sayuri e una banca, tra via Motta e Contrada Sassello. Lunedì discussione generale in Consiglio comunale
Locarnese
21 ore

Scintille tra Gordola e la Sopracenerina sulle tariffe

Nuova lettera dal Municipio al CdA della Ses per fare chiarezza sui costi di produzione e i prezzi applicati. Dividendi? ’Si può rinunciare’
Bellinzonese
1 gior

‘Eros Walter era un vulcano: alla Federviti ha dato moltissimo’

Lutto nel mondo vitivinicolo ticinese: è deceduto lo storico presidente della sezione Bellinzona e Mesolcina. Il ricordo di amici e colleghi
Mendrisiotto
1 gior

Di satira (anche politica) e di Nebiolini

Il Carnevale chiassese anche quest’anno non ha rinunciato alla sua edizione unica del Giornalino
Ticino
1 gior

Marchesi: ‘Se l’Udc entrasse in governo, noi pronti per il Dfe’

I democentristi ribadiscono la loro ricetta per il risanamento delle finanze cantonali: ‘Se ci avessero ascoltato, avremmo già risparmiato 100 milioni’
Luganese
1 gior

Lugano, arte postale in campo a favore della diversità

L’associazione socioculturale Kosmos promuove una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione di razzismo e discriminazione
Luganese
1 gior

Lugano, quel vuoto in piazza della Riforma

Verso la ristrutturazione l’edificio che ospitava il Caffè Federale, sulla cui facciata c’è la più vecchia insegna di caffetteria della piazza
10.11.2022 - 13:45
Aggiornamento: 20:16

Il maestro di Montagnola recidivo: ‘Inquietanti parallelismi’

Dopo otto anni dai fatti e a tre dalla condanna in primo grado per violazione del dovere di assistenza o educazione il processo approda in Corte d’appello

il-maestro-di-montagnola-recidivo-inquietanti-parallelismi
Ti-Press
Sui banchi di scuola

Bisognerà aspettare le prossime settimane per conoscere la sentenza della Corte di appello e di revisione penale. Ma in aula, a Locarno, l’accusa, sostenuta dalla patrocinatrice degli accusatori privati Isabel Schweri, non si è spostata di un millimetro. Sul banco degli imputati Mauro Brocchi, ex docente delle scuole elementari di Montagnola e già sindaco di quello che oggi è un quartiere di Collina d’Oro, accusato, e condannato in Pretura penale, nell’ottobre di tre anni or sono, dal giudice Siro Quadri, per violazione del dovere di assistenza o educazione.

L’ex insegnante era stato denunciato da alcune famiglie per essere stato protagonista, nel 2014, di atteggiamenti educativi quantomeno fuori luogo verso i suoi giovanissimi allievi, un comportamento non confacente al suo ruolo testimoniato anche in anni precedenti, tanto da aver subìto una precedente condanna da parte del Tribunale amministrativo cantonale: «Una sentenza – ha rimarcato Schweri – che ha parallelismi inquietanti e che porta, come venuto fuori ancora oggi, alla stessa banalizzazione dei modi utilizzati: dal rifiuto di assumersi ogni responsabilità alla colpa data agli allievi o alle circostanze, dal rifiuto della stessa condanna al Tram, che ha ritenuto ingiusta, al continuare, malgrado ciò, con i propri metodi, tant’è che nemmeno un anno dopo questa condanna Brocchi era oggetto di un’inchiesta penale. Elementi fondamentali – ha aggiunto la patrocinatrice – per valutare la credibilità dell’imputato: lui, diversamente dai fatti, banalizza tutto, giustifica tutto, diluisce tutto. Una realtà la sua ‘liquida’ con colpi che diventano tocchi, un telo sbandierato in faccia che diventa velo, una corda che diventa fiocco, e via dicendo».

‘Una memoria a intermittenza’

L’accusa non ha mancato poi di evidenziare come la memoria dell’ex insegnante funzioni «a intermittenza, capace di ricordare nei minimi dettagli certe situazioni, mentre in altre ha un buco di memoria, l’oblio... Basa tutta la sua difesa puramente sulle sue intenzioni, che non erano quelle di fare male, eppure... era recidivo. Quando non può negare, infatti, tutto diventa un gioco. Ma un punto deve essere considerato cruciale: quanto e come, cioè, tutto è stato vissuto dal bambino e non da Brocchi. Bambini nervosi, che si svegliavano di notte, c’era persino chi si nascondeva nell’armadio perché non voleva andare a scuola. Del resto la stessa perizia lo ha confermato, quello che per il maestro era un gioco (mai esplicitato peraltro come tale) i bambini lo recepivano in altra maniera tanto da mettere in pericolo la salute psichica degli stessi alunni. È inutile cercare scuse, la sua credibilità è pari a zero, non era un gioco!» ha chiosato Schweri, che non ha mancato di ricordare, nel chiedere la conferma della condanna (60 aliquote da 190 franchi e una multa di 2’000 franchi), come la lentezza della giustizia abbia portato alla prescrizione di altri casi.

Una richiesta che ha portato infine alla volontà di poter ottenere un franco di torto morale «a titolo simbolico perché le famiglie non hanno mai cercato ritorsione o vendetta, ma semplicemente giustizia, dopo aver peraltro subìto situazioni spiacevoli nell’ambito sociale dello stesso comune» ha concluso l’avvocato degli accusatori privati.

‘Gesti ingigantiti’

Di parere, chiaramente, opposto la difesa dell’ex docente, sostenuta dai legali Yasar Ravi e Luisa Polli che hanno parlato di esagerazione, non senza contestare la perizia: «Gesti che sono stati travisati e ingigantiti, e soprattutto letti fuori dal giusto contesto. Del resto l’inchiesta è stata condotta in modo unidirezionale con una crescente enfatizzazione della realtà dove si è disposti anche a mentire e a calcare la mano. In questo procedimento si è perso completamente il lume della ragione. Non basta non condividere per poter condannare, ci vuole qualcosa di più, che in questo caso non c’è. Deve essere prosciolto perché lui quel reato non l’ha commesso».

Su Brocchi, il nostro giornale, ha peraltro raccolto negli anni diverse testimonianze che riportavano a una figura di maestro ‘vecchio stile’ (era stato incaricato nel 1976), dove si alzava spesso la voce e si utilizzavano metodi d’insegnamento quantomeno discutibili.

Parole e letture

Nella fase dibattimentale Brocchi ha detto di aver «sempre privilegiato rispetto ai contenuti i rapporti con i bambini, mi trovavo a mio agio. Nel corso della mia carriera ho incrociato 400 allievi, 900 familiari, e ho sempre cercato un rapporto con i genitori. L’unico impegno che chiedevo era la riunione collettiva di inizio anno dove esponevo le linee pedagogiche che avrei seguito durante l’anno scolastico. Comunicavo l’importanza del rispetto delle persone e delle cose e di mantenere un comportamento che raggiungesse tali scopi».

Sui fatti, sollecitato dalla Corte presieduta dal giudice Angelo Olgiati, a latere Chiarella Re-Ferrari e Ilario Bernasconi, Brocchi ha utilizzato, come in primo grado, termini opposti da quelli scritti negli atti, e dunque la riga picchiata in testa è diventata ancora una volta un leggero righello, i suoi comportamenti in classe una parentesi ludica, il bambino caduto scivolato, le bambine legate educate.

Leggi anche:

Brocchi condannato: 'Minore messo in pericolo'

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved