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06.07.2021 - 23:420
Aggiornamento : 07.07.2021 - 16:14

Ex Macello di Lugano, tante parole ma niente dibattito

La maggioranza del Consiglio comunale rifiuta la discussione generale. Il sindaco Borradori: 'Non veniamo creduti, questo è avvilente'

«Si è mentito sapendo di mentire» secondo il consigliere comunale Demis Fumasoli (Forum Alternativo) e in questo modo «il Municipio e la polizia hanno perso credibilità». Fumasoli ha chiesto trasparenza e cosa è realmente successo quella notte di sabato 29 maggio con lo sgombero e la demolizione di un edificio dell'ex Macello di Lugano. Il sindaco Marco Borradori ha ribattuto: «Abbiamo già risposto ma evidentemente non siamo stati creduti. Non abbiamo mentito. Abbiamo detto ciò che potevamo». Il sindaco ha citato il principio 'In dubio pro reo', «per noi questo non è stato considerato. Noi vorremmo parlare, nessuno di noi vuole trincerarsi dietro la facoltà di non rispondere. Quello che avevo da dire l'ho detto alla stampa dopo l'interrogatorio. Non mi sono mai nascosto di fronte a nessuno. A priori non veniamo creduti, ciò è veramente avvilente. Per la prima volta dopo 31 anni di politica sono stato interrogato dalla magistratura. L'inchiesta dirà quanto è successo». 

Sarà attivata la Revisione interna

In che modo si potrà andrà avanti? «Abbiamo detto che avremmo ordinato lo sgombero e l'abbiamo fatto dopo la terza ingiunzione – ha detto il sindaco –. L'ultima cosa che volevamo fare era la demolizione, ma dopo la manifestazione pacifica è stato occupato uno stabile di proprietà della fondazione Vanoni. Che fare ora? Abbiamo proposto una sede alternativa ma non abbiamo ricevuto risposta. Francamente non sappiamo come comunicare con queste persone senza farci sputare in faccia. Dipende anche da voi. Siamo aperti al dialogo. Non possiamo dire di più di quello ciò che abbiamo comunicato pubblicamente senza essere creduti». Si è sfogato il sindaco di Lugano Marco Borradori rispondendo a due delle tre interpellanze sul tema. In replica Carlo Zoppi ha chiesto la discussione generale. Sara Beretta Piccoli si è detta d'accordo. Alain Bühler (Udc), invece no, mentre Nicola Schönenberger (Verdi di Lugano) ritiene sia una questione di assunzione di responsabilità e di credibilità per cui si è espresso favorevolmente. Contrario alla discussione generale si è espresso per contro Lorenzo Beretta Piccoli, capogruppo Ppd. Stessa linea per Andrea Sanvido (Lega) e nemmeno il Plr è favorevole, troppo prematura ha detto il capogruppo Rupen Nacaroglu. Ai voti, la richiesta di discussione generale è stata respinta: 33 voti contrari e 12 favorevoli. Il sindaco ha pure annunciato che verrà fatto tutto quello che si potrà fare per accertare la verità, audit interno compreso, che per il momento non è stato avviato a causa dell'inchiesta penale in corso. In precedenza Zoppi ha evocato il ruolo istituzionale che ricopre il Municipio, un ruolo che imporrebbe maggiore trasparenza di quanto successo quella sera.

Si studierà come attirare residenti in centro

Dopo un'ora di discussione è stata ritirata la mozione presentata nel 2018 da Simona Buri (Ps) e Danilo Baratti (Verdi), inerente la regolamentazione dei parcheggi ripresa da Carlo Zoppi (Ps). Si chiedeva un censimento dei posti auto (pubblici e privati) sul suolo cittadino e una serie di misure per concedere la possibilità di ridurre il numero di posteggi nelle nuove abitazioni ben servite dai mezzi pubblici. Durante il dibattito è stata ribadita, da parte del Municipio, l'impossibilità di effettuare un conteggio preciso dei parcheggi. Sulle altre misure si era invece già espressa negativamente la maggioranza della Commissione della pianificazione. Luce verde invece alla proposta di introdurre modifiche pianificatorie per incentivare la destinazione residenziale e la promozione degli esercizi alberghieri per evitare lo spopolamento del centro città. Su come procedere si è parlato parecchio. Alla fine il mozionante Lukas Bernasconi (Lega) si è adeguato alle osservazioni del Municipio. Per cui verranno promosse "le verifiche e le conseguenti modifiche pianificatorie atte a incentivare la destinazione residenziale primaria nel centro Città e nei quartieri limitrofi; a tale scopo approfondisce anche la problematica dell’eccessivo numero di uffici vuoti e la possibilità di riconvertirli in abitazioni. I risultati che scaturiranno dai diversi studi in corso, e in particolare dai mandati di studio paralleli per il Piano direttore comunale e per il Lungolago e il centro, forniranno un’utile base". Via libera anche alle misure per mettere in sicurezza via Figino e la zona all'incrocio tra via dei Balconi e via al Municipio a Barbengo.

Continuano gli abbattimenti di edifici che rientrano nel patrimonio culturale della Città e sarebbero da tutelare secondo l’Isos (Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale), ha sottolineato Nicola Schönenberger (Verdi) promotore della mozione 'Tuteliamo subito il patrimonio culturale e il paesaggio urbano di Lugano'. Una mozione che chiede una Zona di pianificazione con il vantaggio di non congelare totalmente l’attività edilizia, ma di bloccare quelle iniziative che renderebbero più difficile o, addirittura, impossibile la revisione dell’atto pianificatorio integrando i contenuti degli oggetti inclusi dall'Isos (Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale). Filippo Lombardi, titolare del Dicastero Sviluppo territoriale ha rassicurato. Non esclude la possibilità di introdurre zone di pianificazione e concorda per la salvaguardia di altri beni oltre a quelli indicati nella lista di 150 oggetti (edifici, costruzioni e impianti, nonché di alberature, pubbliche e private, meritevoli di conservazione).

Nomine nel CdA di Ail, complemento

Sono rimasti dietro le quinte i mal di pancia di alcuni in occasione delle nomine dei membri del Consiglio di amministrazione delle Ail Sa nella seduta di Consiglio comunale di Lugano di lunedì sera. L'esclusione al voto segreto del rappresentante in quota Udc potrebbe avere ripercussioni nell'alleanza con la Lega che ha rivendicato e ottenuto due seggi nel Cda. Nell'area rosso-verde, invece, non si è trattato di una vera e propria esclusione, visto che il capogruppo dei Verdi di Lugano Nicola Schönenberger non figurava fra i candidati. Il Partito socialista nel Cda era rappresentato da Marilena Ranzi Antonioli e per statuto non propone membri che sono in carica come consiglieri comunali, per evitare la spiacevole incoerenza della doppia veste di controllore e controllato. E Schönenberger era nel Cda ma 'in quota' Udc che non aveva rivendicato il posto sebbene ne avesse 'diritto' in base alla chiave di riparto calcolata dopo i risultato elettorali del Consiglio comunale. Tuttavia, ai Verdi di Lugano era stato promessa a parole la sua ricandidatura da parte della municipale Cristina Zanini Barzaghi, dell'ex presidente sezione Raoul Ghisletta e dal capogruppo Carlo Zoppi. Promessa non mantenuta, visto che il designato poi eletto è stato il copresidente sezionale Filippo Zanetti, con il Ps che ha comunque sostenuto anche gli altre tre membri del CdA di Ail Sa che sono in carica come consiglieri comunali: Angelo Bernasconi, Gian Maria Bianchetti e Lukas Bernasconi.

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