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05.06.2021 - 17:08
Aggiornamento: 06.06.2021 - 15:59

Dal corteo degli oltre 2000: 'Il Molino difeso con la forza'

I manifestanti partiti dal centro si dirigono verso Molino Nuovo. E nei pressi delle macerie dell'ex Molino, l'urlo: 'Vergogna, vergogna'

Dalla Piazza della Riforma, ribattezzata dagli autogestiti "della Rivolta", al lungolago, quindi al liceo, fino ad avvicinarsi, ma senza giungervi, ai pressi delle macerie dell'ex Macello, demolito su ordine della maggioranza del Municipio di Lugano esattamente una settimana fa. Qui le urla: "Vergogna, vergogna" e qualche tensione. Poi via Pretorio e quindi in direzione di Piazza Molino Nuovo, dove la manifestazione si è fermata. Appesi alcuni striscioni e acceso qualche fumogeno. 

Avanzata pacifica e rumorosa 

Il corteo per l'autogestione - almeno 2000 i partecipanti - apertosi davanti a Palazzo civico, nel cuore della city, dal primissimo pomeriggio avanza pacificamente e rumorosamente. Tra i diversi discorsi, la rivendicazione di una presenza, quella dell'autogestione, "perché questa è la continuazione di un cammino, che oltrepassa questo momento, che affonda le sue radici nella storia delle lotte sociali, per una umanità libera di esistere senza chiederne il permesso" - ha detto un molinaro, fra i relatori intervenuti al momento dei discorsi, che ha aggiunto: "Ci scusiamo per il disagio, ma la nostra visione è chiara: i sogni si spingono verso un orizzonte (...). Eppure è imprescindibile percorrere questa via senza indugiare per la nostra dignità, per continuare a immaginare il futuro". "E a disagio ci sentiamo anche noi senza un focolare dove esprimere la nostra esperienza ed elaborarne di nuove. Siamo contenti ad essere qui insieme in cerca di una libertà, per noi, per voi e per l'umanità intera". 

Un'edizione del Mattino rielaborata 

Tra i diversi volantini esibiti durante la manifestazione, quello intitolato 'Fuori la Lega da Lugano', con il brand del Mattino della domenica. E poi canti e slogan: 'Il Molino non si tocca, lo difenderemo con la forza".  E cori contro Norman Gobbi, capo del Dipartimento delle istituzioni. 

Anche slogan sui muri e sugli autobus, 'opera di infiltrati'

Non sono mancate scritte sui muri, ad opera di uno sparuto gruppo di una decina di giovani, definiti "degli infiltrati" da molti manifestanti da noi interpellati. Fra queste all'autosilo di Piazza Castello: "Sgomberate i nostri sogni, occupiamo i vostri incubi". E ancora: "Fascio infame". Scritte anche su alcuni autobus e alcune vetrine del centro, in particolare in Viale Cattaneo. E sarebbe stata infranta una vetrina della banca, Pkb di via Balestra. 

Durante la manifestazione la presenza di una frangia vestita in nero. Il corteo si dissocia 

Intanto, durante tutto il corteo una frangia di una ventina di persone vestita di nero si è distinta per incutere timore. Qualcuno ha pensato anche a possibili disordini. In Piazza  Molino Nuovo, luogo di arrivo del corteo, questa frangia facinorosa si è tolta i vestiti e li ha bruciati in segno di protesta. Il corteo, via megafono, durante la manifestazione ha preso le distanze da questo gruppo, battendosi per "un corteo pacifico", quale è stato. 

 

 

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