ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
3 ore

Comprarsi mezza Locarno con un lancio di dadi, da oggi si può

Dopo le edizioni dedicate a Lugano e al Ticino, arriva sul mercato anche la versione incentrata sulla Città sul Verbano del gioco da tavolo Monopoly
Luganese
4 ore

I martedì creativi del Centro diurno Talete

Origami e pasta da modellare nei pomeriggi organizzati alla struttura di Pro Senectute a Lamone
Luganese
5 ore

Va in scena ‘Avventura e Sicurezza’. Più di un’esercitazione

A Lugano gli enti di soccorso del cantone si presentano alla popolazione. Sarà possibile cimentarsi con le diverse attività
Luganese
5 ore

Lugano: in arrivo Expo Ticinotour, grande fiera vintage

L’evento è in programma sabato 1° ottobre al Padiglione Conza: oltre 120 espositori, food-truck, bar, sala giochi, veicoli d’epoca e molto altro
Luganese
6 ore

Crisi energetica, a Lugano piscine e palestre più fredde

Il Municipio ha deciso di implementare alcune misure volte al risparmio di elettricità e gas. Alcune di queste sono comportamentali.
Ticino
7 ore

‘Non si aggiungano ulteriori materie di studio al Liceo’

Tra ‘grandi scetticismi’ e ‘totale concordanza’, il Cantone risponde alla consultazione federale in merito alla Revisione dell’Ordinanza sulla maturità
Bellinzonese
8 ore

La cucina medievale regina della giornata dei castelli

L’antica gastronomia sarà il filo conduttore delle attività proposte domenica 2 ottobre nei tre manieri cittadini
Luganese
8 ore

Lugano è per AlpTransit a sud. Chi si batte plaude

‘Pro Gottardo ferrovia d’Europa’ soddisfatta per la risoluzione unanime sottoscritta dal Consiglio comunale
Luganese
8 ore

Lugano, da Radio Rsi a Città della Musica con 21 milioni

Licenziato il messaggio municipale per l’acquisto dello storico stabile di Besso. Un’operazione che, spiega Badaracco, genererà 55 milioni di investimenti
Gallery
Grigioni
8 ore

A lezione d’integrazione sui banchi di Roveredo

Da lunedì tredici adolescenti fuggiti dall’Ucraina hanno iniziato a districarsi fra matematica e italiano nel padiglione 1 della Casa di cura Immacolata
Grigioni
9 ore

Augio, presentazione di un libro fotografico sulla Val Calanca

Appuntamento per venerdì 7 ottobre alle 20 al ristorante La Cascata, in presenza dell’autore Sergio Luban
Bellinzonese
9 ore

Osogna, ‘con macchinisti istruiti si riducono gli infortuni’

È stato inaugurato ufficialmente il Centro di formazione professionale Macchine della Ssic Ticino che, inoltre, valorizza una regione periferica
Luganese
9 ore

Il centro di Lugano si veste d’autunno

Nel solco della tradizione la Città propone momenti enogastronomici, bancarelle, musiche e giochi per tutti
Luganese
30.05.2021 - 17:36
Aggiornamento: 18:44

Demolizione del Molino ‘proposta’ dalla Polizia cantonale

Il Municipio di Lugano ha risposto alle numerose obiezioni sullo sgombero e distruzione dell’ex Macello

demolizione-del-molino-proposta-dalla-polizia-cantonale
Ti-press

Lo sgombero del Molino era la sera stessa un'opzione sul tavolo nel caso in cui la manifestazione fosse degenerata, ma non era previsto, mentre la demolizione dell'ex Macello di Lugano (la sua parte non protetta) è stata sottoposta in tarda serata dalla Polizia cantonale al Municipio di Lugano, che l'ha avallata con un voto a maggioranza. Questa la spiegazione fornita dal Municipio di Lugano in un incontro con la stampa convocato oggi pomeriggio, dopo la notte agitatissima che ha seguito la manifestazione degli autogestiti. Dalla piazza sono giunte dentro Palazzo civico le proteste sonore di una nuova manifestazione dei molinari, che hanno occupato Piazza Riforma. Il sindaco Marco Borradori spiega così quanto accaduto: "Ogni decisione è stata sottoposta al Municipio, quindi la responsabilità è nostra. Sembrava esserci uno spiraglio per presentare una alternativa per la sede del Molino, al posto dell'ex Macello. Per noi la manifestazione una volta partita dalla piazza sembrava finita, senonché ieri sera verso le 7 ci è stato comunicato dell'occupazione della Fondazione Vanoni, i cui dirigenti mi hanno chiamato e definito la situazione totalmente intollerabile. E da lì è cominciato tutto, esclusivamente a seguito della deriva dell'occupazione. Non c'era nulla di pianificato. È una fandonia".

Karin Valenzano Rossi, titolare del Dicastero sicurezza: "Non posso nascondere l'amarezza per quanto accaduto, anche perché sono municipale da poco. L'idea era quella di aprire un dialogo con gli autogestiti. Con Filippo Lombardi ci siamo presentati anche fisicamente all'ex Macello per aprire un canale di comunicazione. Non abbiamo trovato un muro, sei o sette persone sono uscite rimandando le decisioni alla loro assemblea. Siamo rimasti pure nei paraggi per un paio d'ore. Nei giorni successivi non abbiamo più sentito niente. Circa la manifestazione abbiamo saputo che ci sarebbero potuto essere supporti esteri, con effetti abbastanza pericolosi per la cittadinanza. La polizia era in forze per questo. La demolizione dell'ex Macello è stata una decisione presa dietro indicazioni strategiche di polizia, anche per ragioni di sicurezza. Il Municipio a maggioranza ha dato l'ok. I dipendenti che hanno svolto l'operazione sono stati allertati solo poco prima".

Filippo Lombardi, fresco di elezione nel Municipio di Lugano, come la stessa Valenzano: "Se ho accompagnato la collega in questo tentativo di dialogo è perché ci credevo, e ci credo. Penso che Lugano come altre città svizzere debba riconoscere una forma di aggregazione non convenzionale, però attraverso accordi con un'altra parte della società, che tra l'altro è maggioritaria. Il patto non scritto era molto chiaro: non ci sarebbero stati scontri delle forze dell'ordine se non fossero stati commessi reati. FIno alle 7 di sera eravamo contenti che questo patto non scritto fosse stato rispettato. La possibilità non viene cancellata da quanto successo".

Riguardo alla legalità dell'agire di polizia, per quanto riguarda il permesso di demolizione verrà effettuata una sanatoria.

Di nuovo Borradori "Fatta l'ultima intimazione, ho sempre detto che ogni momento per lo sgombero sarebbe stato quello giusto. Naturalmente coi pregressi che abbiamo avuto, penso per esempio agli scontri in stazione eravamo pronti anche al peggio. Abbiamo voluto assolutamente evitare di farci trovare impreparati. La polizia si è preparata puntigliosamente, abbiamo evitato qualsiasi provocazione. Ma se la manifestazione si fosse fermata col corteo all'Università non sarebbe successo nessuno sgombero".

Cristina Zanini Barzaghi era contraria alla soluzione drastica poi adottata. "Mi sono presentata su richiesta dei servizi comunali per indicare cosa mettere in sicurezza, pensavo che l'edificio rimanesse presidiato almeno fino a lunedì. 

Un piano insomma più poliziesco che politico, chiavi in mano per così dire? "Non ci sono chiavi in mano, c'era una situazione potenzialmente pericolosa, l'apparato di sicurezza era sotto il comando della Polizia cantonale", replica Karin Valenzano Rossi, precisando che però il Municipio ha dato il suo nulla osta.  AI manifestanti chiediamo di accettare il fatto che viviamo in una democrazia, dove ci sono un municipio e un consiglio comunale, e si lavori per una autogestione vera. Ultimamente c'è solo una strategia della tensione".

E ora? Sono allo studio delle sedi alternative per il centro sociale, le indiscrezioni parlano di uno stabile nel piano della Stampa. "È importante non bruciare queste possibilità. È prematuro dare indicazioni sui luoghi perché mancano gli approfondimenti e le valutazioni sulle fattibilità con il coinvolgimento di tutti", chiosa ancora Valenzano Rossi.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved