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Ti-press
Luganese
30.05.2021 - 14:440
Aggiornamento : 15:14

'Potete tagliare i fiori, ma non spegnerete la primavera'

Gerri Beretta Piccoli: tutto troppo preordinato, peccato non si voglia riconoscere il valore dell'autogestione

Tra i più affranti per la notte di sgombero e demolizione, cui ha assistito impotente, c'è Gerri Beretta Piccoli, già consigliere comunale di Lugano, che tre anni fa diede vita assieme ad altre presone al gruppo di sostegno all'autogestione, Aida. Alle nostre domande risponde però a titolo personale. "Stamattina ho letto una frase: potete tagliar i fiori ma la primavera non riuscirete a spegnerla. Siamo di fronte a un sistema fascista che risponde con la violenza, Io non ero al corrente dell'idea di andare al Vanoni, ma non è stata una vera occupazione, perché sono stati messi degli striscioni, le porte erano aprete e non c'erano lucchetti o cose del genere. Trovo che sgombero e demolizione fossero ben pianificati: non si trovano  tre ruspe, tre camion con rimorchi e relativi autisti in così poco tempo. Trovo veramente duro l'intervento della politica: ho visto ragazze di 18-20anni che sono uscite piangendo. E ho visto altri piangere quando il Molino è stato demolito. Inoltre da quanto ne so i poliziotti Sono stati tutta la settimana in Leventina a esercitarsi con i gas lacrimogeni quindi la cosa era pianificata, anche se fortuitamente non c'è stata violenza, ma avere a che fare con agenti vestiti in stile 'guerre stellari' è stato molto intimidatorio. Siamo pure stati provocati da fascistelli, che erano lì ancora oggi a cercare la provocazione".

"Il dialogo mancato? Noi come gruppo di sostegno, e non volevamo essere intermediari, per quello ci voleva una persona super partes. La sede alternativa? Si parlava della Scuola tecnica a Trevano, so che un gruppo era salito una sera a dare un'occhiata, l'anfiteatro è attrattivo, il resto è messo un po' male.. ma il problema è proprio la negazione dell'autogestione che pure ha dei valori, tra le serate di poesia, il torneo di calcio antifascista, le cene popolari e tante altre cose. È un po' triste che si parli di 'brozzoni' quando ci sono in giro fascisti per Lugano, c'è un clima di tensione e di rottura".

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