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Il comandante, Roberto Torrente
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Luganese
05.05.2021 - 18:030
Aggiornamento : 19:26

Torrente sulla pena ai 2 agenti: 'Attendiamo le motivazioni'

I due poliziotti di Lugano raggiunti da un decreto d'accusa sarebbero intenzionati a ricorrere. Sospesa l'inchiesta amministrativa

Abuso di potere e vie di fatto. Il procuratore generale, Andrea Pagani, ha emanato due decreti d'accusa nei confronti di altrettanti agenti della polizia della Città di Lugano che il 28 dicembre scorso all'interno del Quartiere Maghetti ammanettarono a terra un 18enne del Luganese per un potenziale assembramento e schiamazzi notturni per una festa in un locale. La scena è finita sui social media e il video è divenuto virale. Il magistrato ha formulato due proposte di condanna pecuniarie sospese con la condizionale multa - 60 aliquote giornaliere per uno degli agenti e 30 per il secondo (prosciolto dalle vie di fatto). Un terzo agente è invece stato assolto, "per assenza degli elementi soggettivi del reato ipotizzato" e perché è "intervenuto quando l'azione tesa all'ammanettamento era già iniziata". Entrambi gli agenti, uno dei quali aveva appena terminato la scuola di polizia ed era ancora in formazione in quanto stava concludendo l'anno di pratica, sarebbero intenzionati a ricorrere contro le proposte di pena. E pertanto il caso approderà in aula penale. 

'Dai primi elementi non sembrava un intervento sproporzionato' 

Comandante Roberto Torrente, a dicembre dopo l'ammanettamento del 18enne al Quartiere Maghetti dichiarò a 'laRegione' che l'intervento degli agenti fu proporzionato. Oggi, alla luce della proposta di condanna del procuratore generale rimane dello stesso avviso? «Dai primi elementi che avevamo in mano a quel momento non sembrava sproporzionato. Se sono usciti nuovi elementi di cui non sono a conoscenza prenderò atto ed eventualmente rivedrò anche la mia posizione. Io non ero presente. Bisogna capire adesso, prima di esprimersi, quali sono le motivazioni del procuratore». 

Avete aperto dal canto vostro un'inchiesta amministrativa? «Sì, come avviene di prassi in questi casi, è stata aperta una procedura amministrativa che è stata sospesa in attesa del responso penale. La procedura amministrativa potrà proseguire esclusivamente quando i decreti d'accusa saranno cresciuti in giudicato. Se i due agenti faranno ricorso dovremo attendere la decisione del giudice, in caso contrario prenderemo una decisione in base agli atti per conoscere le responsabilità che gli vengono rimproverate, unitamente alla Divisione delle risorse umane». Al momento i due agenti di polizia non saranno pertanto sospesi dal servizio. Ma quali tipi di attività svolge il corpo di polizia da lei diretto per sensibilizzare e istruire al meglio gli agenti negli interventi sul territorio, in margine a fermi? Sono previsti aggiornamenti? «Con la scuola di polizia cantonale vengono effettuati aggiornamenti sul rispetto delle normative, su prese, bloccaggi e difesa personale. Durante l'anno almeno una formazione c'è sempre». 

Non è la prima volta che agenti della polizia comunale della città di Lugano vengono denunciati per l'ipotesi di abusi di potere. «Facciamo il calcolo di quante denunce sfociano in condanne. Diverse sono le denunce, ma la maggior parte si concludono con dei decreti di non luogo a procedere nei confronti degli agenti. Negli anni - sono comandante dal 2004 - qualche condanna c'è stata, alcuni agenti li abbiamo denunciati noi stessi, ma sono poche. I poliziotti sono degli uomini, possono sbagliare anche loro».  Le immagini del filmato postato sui social sull'intervento degli agenti del 28 dicembre scorso al Maghetti non sono tuttavia edificanti e, oltretutto, l'ipotesi di reato è confinata in una festa non autorizzata. «Purtroppo il filmato io non l'ho visto» - dichiara Torrente, che prosegue: «Comunque noi siamo trasparenti. Se gli agenti hanno sbagliato è giusto che paghino. Ci teniamo a migliorare l'istruzione, anche con la polizia cantonale e faremo degli approfondimenti a capire dove si è sbagliato».

Dal canto suo, sui due decreti d'accusa emanati dal procuratore generale, la neo capo dicastero polizia, Karin Valenzano Rossi, municipale di Lugano in carica da una settimana, dichiara: «Non si può dire molto di più senza prima leggere le motivazioni e capire quale via eventualmente percorreranno i due agenti». Nella sua nuova veste ritiene opportuno affrontare il tema degli interventi sul territorio degli agenti? «Naturalmente bisogna affrontare tutti i temi, tra cui anche questo. È una tematica sulla quale bisogna essere sempre vigili e il principio della proporzionalità deve sempre essere rispettato. Però mi risulta che ci sia un numero molto esiguo di casi che sfociano in condanna. Non partirei da un episodio sul quale ancora non conosciamo le motivazioni per concludere che c'è un problema generalizzato». 

 

 

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