I risultati 2025 mostrano una tendenza in crescita. Cieslakiewicz: ‘2023 e 2024 irripetibili. Alle casse cantonali 270 milioni in cinque anni’

Risultati solidi e un versamento di 57,4 milioni per le casse del Cantone. Hanno di che sorridere BancaStato, e di riflesso pure le finanze cantonali, dei risultati ottenuti dall’Istituto nel 2025. «Il contributo di BancaStato è benvenuto, utile, necessario», afferma il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta durante la conferenza stampa di oggi. «Si tratta di risultati positivi da accogliere con soddisfazione. Anche perché – ricorda Vitta – il contesto nel quale ci muoviamo è incerto. BancaStato ha dimostrato solidità e capacità di adattamento. I risultati lo dimostrano».
A entrare nelle cifre è il presidente della direzione generale di BancaStato Fabrizio Cieslakiewicz: «Escludendo il 2023 e il 2024, che sono stati anni irripetibili, si conferma la crescita pluriennale dei ricavi». Il risultato d’esercizio è stato di 110,7 milioni di franchi, mentre l’utile del Gruppo è stato di 60,1 milioni di franchi. «Il 2025 va paragonato al 2022 e al 2021, che sono stati anni ‘normali’», afferma Cieslakiewicz. Un confronto dal quale emerge una tendenza chiara: «Siamo ampiamente sopra quelle cifre, sia per quanto riguarda l’utile lordo, sia per le riserve per rischi bancari generali». Una voce, quest’ultima, «sempre più importante per garantire la solidità dell’istituto e continuare la crescita assolvendo il nostro mandato pubblico». Sempre a proposito di crescita: rispetto al 2021 l’utile del Gruppo è cresciuto dell’8,9% (+4,9 milioni di franchi) e il versamento al Cantone è passato da 43,3 milioni ai 57,4 attuali. «In cinque anni BancaStato ha destinato nelle casse cantonali 271,2 milioni. In un decennio l’importo ha raggiunto i 464,8 milioni», ci tiene a far notare il presidente della direzione generale. Tra le voci che crescono c’è anche quella del personale, arrivato ora a 621 collaboratori. «Non è sempre facile trovare i profili che cerchiamo. Anche perché molti ticinesi che si formano oltre Gottardo scelgono di restare a lavorare in Svizzera interna».
Parla invece di strategia Michela Ferrari-Testa, presidente del Consiglio di amministrazione di BancaStato: «Il 2025 è stato il primo anno del nuovo piano strategico, che si concluderà nel 2027. In questa fase – puntualizza Ferrari-Testa – puntiamo principalmente al consolidamento della banca, questo perché negli ultimi anni abbiamo avuto una forte crescita». La previsione per il 2026 sono quindi risultati sostanzialmente simili a quelli di quest’anno.
A voler aggiungere una precisazione importante è il direttore del Dfe: «Questo istituto, lo dice anche il nome, è la banca dello Stato. Ma non bisogna dimenticare che, oltre a svolgere il suo mandato pubblico, resta una banca. In quanto tale deve rispettare norme e criteri ben precisi. Si tratta di una convivenza che richiede un impegno particolare».
Si conferma una solida realtà anche Axion Swiss Bank Sa, la “figlia” di BancaStato. «I numeri del 2023 e del 2024 sono stati eccezionali e, a mio avviso, irripetibili. Si è goduto di un allineamento di fattori, penso ad esempio alla situazione del dollaro, che sarà difficile ripetere», spiega Marco Tini, presidente della direzione generale di Axion, che lascerà l’incarico nella seconda metà del 2026. «Il nostro utile veleggia ora intorno ai 17 milioni di franchi, il triplo di quello che era nel 2021. Tutto questo – aggiunge Tini – confrontandoci con un contesto e dei competitor che non ci rendono certamente facile il lavoro».
Sottolinea gli ottimi risultati raggiunti da Axion anche il suo presidente del Consiglio di amministrazione Giovanni Jelmini, «lo diceva anche Michael Jordan: per vincere qualche partita basta il talento, per vincere i campionati serve la dedizione. E la nostra squadra ce l’ha».