Lo annuncia il Consiglio di Stato rispondendo alle interrogazioni di Mirante e cofirmatari: ‘La scelta di un modello alternativo è ineluttabile viste tutte le criticità riscontrate’

Vogliamo le Fart e non più Snl per “rispondere in maniera adeguata alle crescenti esigenze turistiche e alle aspettative del territorio”. Infatti, l'assetto attuale “non permette di soddisfare il potenziale della navigazione sul Lago Maggiore”; inoltre, “le criticità riscontrate negli scorsi anni hanno impedito di attuare e promuovere un progetto volto a garantire un concreto e tangibile miglioramento dell’offerta”.
Lo ribadisce il Consiglio di Stato rispondendo alle interrogazioni di Amalia Mirante e cofirmatari sul futuro della navigazione sul Lago Maggiore; interrogazioni che erano giunte dopo l'annuncio governativo del 1° luglio secondo cui, in vista del rinnovo della concessione (da parte dell'Ufficio federale dei trasporti) a Gestione governativa navigazione laghi (l'italiana Ggnl), il Cantone ha comunicato la decisione di porre termine al “Progetto cantonale per la navigazione”, avviato nel 2022, nella sua configurazione attuale, “in particolare per quanto riguarda il bacino svizzero” del Verbano. Ciò, tagliando il finanziamento a Snl per le prestazioni di trasporto pubblico per la linea di navigazione 351 Locarno-Magadino.
Il CdS dice di ritenere “fondamentale che le concessioni che verranno attribuite dal 2027 pongano le basi giuridiche per una soluzione stabile che permetta di soddisfare al meglio il potenziale della navigazione sui laghi ticinesi e di promuovere un progetto volto a garantire un rafforzamento dell’offerta, in particolar modo sul Lago Maggiore. Il Consiglio di Stato ha dunque chiesto che nella decisione in merito alle future concessioni venga inserito un riferimento relativo alle aspettative di garanzia di copertura delle tratte, in particolare sul bacino svizzero del Lago Maggiore”. Concretamente, si chiede “l’inserzione nella nuova concessione di un piano minimo di copertura territoriale con cadenza di servizio sull’arco giornaliero da determinarsi d’intesa con il Cantone”.
La proposta di un modello alternativo non arriva a caso, ma “si è resa ineluttabile a causa degli aspetti critici riscontrati e di una serie di impegni assunti che non sono stati mantenuti (oggetto, tra l’altro, dell’incontro urgente richiesto dal Consiglio di Stato a Snl del luglio 2025)”. Poi vengono elencate inadempienze e criticità riscontrate dal 2017 a oggi: “Gestione del personale e rapporti con i partner sociali, governance e trasparenza aziendale, situazioni di non conformità rispetto a normative ambientali, tecniche e di sicurezza e carenze nel servizio turistico, tra le quali la chiusura temporanea di alcuni pontili e l’utilizzo di battelli di dimensioni ridotte nonché la riduzione delle corse da e per le Isole di Brissago”.
Ebbene, “il protrarsi nel tempo di tali aspetti critici ha reso evidente l’assenza dei presupposti necessari per una continuazione della collaborazione nell’assetto attuale”.
Il governo conferma che il nuovo modello di collaborazione è stato discusso e valutato con le autorità nazionali competenti (Ufficio federale dei trasporti) e con quelle estere (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti italiano) e che entrambe hanno espresso un preavviso favorevole. Da lì la creazione del gruppo di lavoro Ggnl-Fart. L'obiettivo del Cantone è “porre le basi per un miglioramento tangibile del servizio in relazione alle criticità” e l'auspicio è che questo intento “venga realizzato senza causare un maggior onere a carico degli enti pubblici”. In questo senso, le prime valutazioni finanziarie di Fart sono positive.
Oltre al parere favorevole al nuovo orientamento e all'apertura del gruppo di lavoro, “l'Uft, nella sua funzione di committente di offerte nel traffico regionale viaggiatori, ha comunicato lo scorso 5 agosto che dal cambio d’orario di dicembre 2026 non ordinerà più alla Snl le prestazioni di trasporto pubblico per la linea di navigazione 351 Locarno-Magadino”.
Inoltre, per quanto riguarda l’offerta di trasporto turistico non ordinata dagli enti pubblici – e quindi non indennizzata – le Fart “non sono tenute a fornire al Cantone” informazioni di sorta: “Nei contatti avuti finora, per il 2027 esse hanno assicurato di essere in grado di offrire un livello di servizio migliorato rispetto a quello esistente nel 2026. Negli anni successivi, dopo aver raccolto eventuali nuovi bisogni e valutato ulteriori opportunità di mercato, coinvolgendo i principali ‘stakeholder’ del territorio, le Fart sono pronte a sviluppare e ottimizzare ulteriormente l’offerta”.
Fart che, nota il CdS, “dispongono già oggi di competenze tecniche, operative e gestionali maturate su più vettori di trasporto. Oltre ai servizi su ferro e su gomma, l’azienda ha gestito fino a pochi anni fa anche impianti funiviari, sviluppando un ‘know-how’ articolato nella conduzione, manutenzione e sicurezza di infrastrutture complesse. Questo patrimonio di competenze multisettoriali costituisce una solida base tecnica e organizzativa che consentirà alle Fart di assumere in modo credibile e professionale anche la gestione di un servizio lacuale, integrandolo coerentemente nell’offerta di mobilità regionale”. E non va dimenticato, sottolinea il governo, che “il coinvolgimento delle Fart, contrariamente al progetto attuale per il Lago Maggiore, non implica il sostegno finanziario da parte dei Comuni interessati”.