11.01.2022 - 15:57
Aggiornamento: 19:39

Botte a Locarno, aperto dalla Procura un nuovo procedimento

L’ipotesi di reato per la zuffa del 6 gennaio con 2 feriti leggeri in zona P. Castello è quella di rissa. Al vaglio la posizione di una decina di giovani

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Se parlano le mani

Un procedimento è stato aperto d’ufficio dal Ministero pubblico in relazione allo scazzottamento scoppiato nella notte fra mercoledì 5 e giovedì 6 gennaio in via Rusca, non lontano da Piazza Castello a Locarno. L’ipotesi di reato su cui lavora la Magistratura è quella di rissa e al vaglio v’è la posizione di una decina di persone, quindi un numero sensibilmente maggiore rispetto alle 4 che, in base alle prime informazioni emerse poche ore dopo i fatti, si sarebbero materialmente azzuffate.

Il bilancio del pestaggio era stato di due feriti leggeri, di cui uno (almeno) a un’arcata sopracciliare. Il rapido intervento della Polizia comunale con due pattuglie, e della Polizia cantonale con una, non aveva consentito di conferire direttamente con i protagonisti, ma le verifiche e i primi scambi di opinione effettuati sul posto avevano comunque permesso di risalire senza troppe difficoltà ai 4 presunti principali artefici della rissa, dando loro un nome e un volto. Il dato emblematico era che tutti – parliamo di giovani sui 20-25 anni – sono già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici.

Ora, come si è visto, il fronte sembrerebbe allargarsi, almeno per quanto riguarda il numero di persone in un modo o nell’altro coinvolte nella rissa. Spetterà appunto agli inquirenti capire chi fra i giovani la cui posizione è al vaglio era stato direttamente coinvolto e chi invece aveva avuto un ruolo secondario. Si tratta dunque di stabilire ruoli e precise responsabilità di ognuno. Poco si sa rispetto al movente del parapiglia, anche se parrebbe che un possibile detonatore sia stato l’alcol (e forse anche altre sostanze) abbondantemente ingerito dai ragazzi prima di passare alle mani.

Un mese prima, il 4 dicembre, nella stessa zona della città, un 18enne era stato preso a calci e pugni da un gruppo di incappucciati. Dopo quella circostanza era scattata una denuncia penale che aveva fatto partire una prima indagine, sfociata nell’arresto e nell’incarcerazione, per un periodo di un mese, di due giovani.

Intanto, per rispondere a questi fatti e prevenirne di altri, la Città ha messo in campo una strategia a lungo termine basata su alcuni pilastri come un rafforzamento della presenza di Polizia e agenti di sicurezza privati (con l’ausilio, in stazione, della Polizia dei trasporti) e la messa in campo sin da subito di un gruppetto di operatori di strada della Fondazione il Gabbiano, il cui compito è operare sul territorio per raccogliere più informazioni possibile e iniziare a tracciare un profilo regionale di un disagio che appare in sensibile aumento.

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