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09.12.2021 - 15:14
Aggiornamento: 19:41

Pestaggio a Locarno, sporta la denuncia

Per la famiglia è stato un tentato omicidio. Per la Polizia cantonale l’ipotesi di reato è aggressione

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Il 18enne è stato preso a calci in testa (archivio Ti-Press)

Scatta la denuncia nei confronti del branco d’ignoti che, nella notte del 4 dicembre, ha pestato selvaggiamente un 18enne, mandandolo all’ospedale. La famiglia del ragazzo aveva annunciato che si sarebbe rivolta alle forze dell’ordine. Questa mattina i genitori si sono recati alla sede della Polizia cantonale di Locarno, raccontando l’accaduto e aggiungendo che per loro si è trattato di un vero e proprio tentato omicidio. Il figlio è stato aggredito gratuitamente, gettato a terra e preso a calci. Pedate che lo hanno colpito anche alla testa.

Per aiutare gli agenti nel difficile compito di risalire ai responsabili dell’aggressione (che al momento dei fatti erano incappucciati), i famigliari hanno raccolto dai social filmati, nomi di eventuali sospetti e messaggi. Materiale che, oltre a confermare l’accaduto, disegna uno spicchio di realtà che fa rabbrividire, dove la violenza è vista e vissuta quasi come un qualsiasi passatempo. Gli stessi genitori incontreranno prossimamente anche un ispettore della Polizia giudiziaria. Gli inquirenti, dal canto loro, confermano, con un comunicato stampa, l’apertura di un inchiesta penale: “Le ipotesi di reato emerse finora sono quelle di aggressione, subordinatamente lesioni semplici, subordinatamente vie di fatto. Le indagini dovranno in particolare stabilire l’esatta dinamica dei fatti e procedere con l’identificazione degli autori”.

Non sarà semplice, apparentemente, risalire all’identità degli autori del pestaggio. Resta il fatto che, se acciuffati, saranno chiamati a rispondere delle loro azioni. Va pure detto che, stando ad alcune testimonianze, il branco si era riunito in Rotonda, avanzando chiari propositi bellicosi e indossando i cappucci per nascondere il volto: una premeditazione poi sfociata nel pestaggio.

Per sommi capi, ricordiamo i fatti, così come li hanno raccontati i genitori alla stampa e agli inquirenti. Lo studente, un 18enne della regione, sta trascorrendo un normale sabato sera in centro città, fra Piazza Castello e la rotonda, nel fine settimana noti ritrovi per centinaia e centinaia di ragazzi. A un certo punto, si intromette nella discussione animata fra un suo amico, ancora minorenne, e un altro ragazzo, che pare abbia dato schiaffi e pugni al giovane. L’intento è quello di pacificare, ma un pugno sotto al mento inaspettato e violento lo fa cadere a terra. La decina di ragazzi incappucciati inizia a tirargli calci alla testa. Il papà racconterà che gli è stato riferito che «questi picchiatori si incitavano l’un l’altro a suon di “ammazzalo!”». Alle 23 circa, il 18enne è in stazione a Muralto, chiama il padre e gli chiede aiuto dicendo solo che è stato «picchiato di brutto». Il genitore lo raggiunge e lo accompagna in ospedale: il giovane ha il volto gonfio e tumefatto. Anche il suo amico minorenne la stessa notte andrà in Pronto soccorso. I genitori raccontano ancora che il figlio ha saputo riferire di cosa gli è successo solo fino a un certo punto, poi il vuoto. Sono stati alcuni amici a rimettere insieme i pezzi del pestaggio.

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