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17.12.2021 - 16:38
Aggiornamento: 17:06

Comparto stazione, Muralto Democratica chiede come se ne esce

Con due interrogazioni l’opposizione pone al Municipio una serie di domande sulla pianificazione del futuro e sugli scenari di nodo intermodale

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Ti-Press
La situazione oggi

Il Municipio spieghi perché si è arrivati a questo punto e motivi anche la scelta di incaricare un ingegnere del traffico per sviluppare un possibile scenario viario legato al nodo intermodale, quando le soluzioni ci sarebbero già dal 2016.

Sono i temi sollevati da due circostanziate interrogazioni presentate da Muralto Democratica riguardo al comparto stazione Ffs, risaputamente in una situazione d’impasse dopo che il Consiglio di Stato ha bocciato i due messaggi votati a ottobre 2020 dal legislativo, ovverosia quelli sulla variante di Piano regolatore e sul credito per la costruzione grezza (4,74 milioni) della pensilina del nodo intermodale. Entrambi gli atti sono firmati da Cora Bresciani, Linda Broggini, Monique Fransioli, Debora Magri, Guglielmo Braguglia, Flavio Magri, Bibiano Monotti e Gian-Luigi Varini.

La prima interrogazione si concentra sulla pianificazione del comparto e mette l’accento su quella che viene definita “la mancanza di ascolto” del Municipio rispetto alle criticità sollevate da molti cittadini. Una mancanza d’ascolto e di ricerca di consenso “palesata non solo dalla sentenza, ma anche in maniera inequivocabile dalla riuscita della domanda di referendum dove le firme consegnate (561) rappresentano oltre la metà di chi normalmente si reca a votare a Muralto”. L’esecutivo viene sostanzialmente tacciato di eccessiva passività, con il risultato di mettere “in seria difficoltà tutti i Comuni del Locarnese, che si sono visti rinviare i crediti previsti dal Cantone! Questo senza considerare i disagi nel trasporto pubblico e il blocco per i prossimi anni dello sviluppo di un importante nodo intermodale per tutta la nostra regione”.

Al suo Municipio Muralto Democratica chiede fra l’altro “un esposto di tutti i costi sostenuti dal Comune per la progettazione del comparto stazione”; di “giustificare gli errori evidenziati dalla sentenza del Consiglio di Stato” riguardo alla composizione del Consiglio comunale al momento del voto; evidenzia “la mancata oggettiva informazione” sui temi dei messaggi; domanda “come intenda ora porre rimedio a questa situazione imbarazzante, avendo cura di precisare non solo tempi e modalità, ma in particolare chi intenda coinvolgere per avere sicura garanzia di riuscita sulla pianificazione del comparto stazione”; se “intenda formare un gruppo di lavoro specifico al quale possano aderire spontaneamente più attori sia di carica pubblica, sia comuni cittadini o aventi interessi specifici nel comparto stazione”; o se voglia “ancora proporre lo stesso progetto contestato da 561 voti”.

Il mandato all’ingegnere del traffico

La seconda interrogazione riguarda la necessità di conferire un mandato all’ingegnere del traffico per isolare una soluzione praticabile per il nodo intermodale atteso da tutta la regione, “tenuto conto che tutti i progetti presentati nel 2016 dai 4 team che hanno ricevuto il mandato di studio in parallelo per la progettazione del comparto stazione sono stati verificati dal collegio di esperti, incaricato della valutazione dei lavori sia sotto l’aspetto della funzionalità, sia sotto quello della fattibilità e dell’urbanistica”. Inoltre, vengono chieste informazioni sui criteri alla base della scelta dell’esperto e sull’esistenza di “una precisa e dettagliata offerta” o di “confronti d’offerte” comprensivi di costo, modalità e tempistica. Infine, Muralto Democratica chiede al Municipio se abbia “pensato di coinvolgere nuovamente le Ffs al tavolo delle discussioni per rivalutare l’utilizzo dell’area a livello binari allo scopo di creare lo spazio sufficiente e necessario per le manovre e lo stazionamento a favore del trasporto pubblico su gomma” e se “finalmente riterrà opportuno coinvolgere dei rappresentanti della popolazione locale al fine di trovare l’intesa per elaborare l’auspicata soluzione condivisa da tutte le parti in causa”.

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