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06.12.2021 - 18:020

Muralto, per il nodo intermodale si cerca un’alternativa

Dopo l’incontro di oggi della Delegazione delle autorità, il Municipio incaricherà un ingegnere del traffico di verificare la fattibilità di un ‘piano B’

Per il nodo intermodale alla stazione Ffs di Muralto si cerca una soluzione alternativa. Qualora fosse trovata, questa nuova ipotesi e quella vecchia (i bus in transito lungo viale Cattori), invisa praticamente a tutti, potrebbero venire sottoposta al voto popolare.

È la notizia che emerge dall’incontro della Delegazione delle autorità svoltosi oggi pomeriggio a Muralto per cercare di mettere un po’ d’ordine dopo i fatti delle scorse settimane. Ovverosia la sentenza con cui il Consiglio di Stato aveva annullato le decisioni del Consiglio comunale di Muralto riguardanti la variante di Pr per il comparto stazione e la costruzione della pensilina grezza; e poi la frenata, da parte dello stesso governo, sul credito PaLoc per realizzare il nodo intermodale. Prima di procedere, aveva chiarito il direttore del Dt Claudio Zali, a Muralto è necessario che si trovi una condivisione. Auspicio che il consigliere di Stato ha ribadito oggi. Va anche aggiunto che un rappresentante dei contrari al nodo intermodale così come progettato, proprio al nostro giornale aveva dichiarato che un consenso si potrà trovare a patto che venga salvato viale Cattori e risparmiata la vivibilità della porzione più a ovest del lungolago di Muralto: una zona densamente turistica che nulla vuole spartire con il transito di centinaia di bus al giorno, 365 giorni all’anno.

Il prossimo passo, secondo informazioni raccolte dalla ‘Regione’, consiste nel mandato che il Municipio di Muralto conferirà ad un ingegnere del traffico, incaricato di valutare un “piano B” che risparmi appunto viale Cattori, convogli tutti i bus lungo viale Stazione (come succede adesso), ma contempli anche una soluzione sostenibile in stazione, dove già si è al limite del sopportabile, con il netto potenziamento del servizio di trasporto pubblico.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti del Dipartimento del territorio, delle Ffs, delle Fart, della Città di Locarno, della Cit e del Municipio di Muralto (il cui vicesindaco, Dao Nguyen-Quang, è presidente della Delegazione delle autorità).

La situazione attuale

Quello che si è verificato attorno alla stazione Ffs di Muralto e che ha messo in “stand by” nuova pianificazione e nodo intermodale è un intrico di procedure che si mischiano tra loro e che rendono difficile procedere su una strada maestra senza che salti fuori qualche sorpresa dalle vie laterali. Una procedura ben chiara è quella avviata dal Cantone sulla base della Legge sulle strade, orientata alla realizzazione del nodo di interscambio. Volendo, il Cantone potrebbe tirare dritto e realizzare ciò che serve al servizio di trasporto pubblico, a maggior ragione dopo il grosso potenziamento entrato in vigore nel dicembre del 2020. Perché mai il Dipartimento del territorio non decida in questo senso, lo avevamo chiesto alcuni giorni fa a Claudio Zali: «In effetti – era stata la risposta – dal profilo formale il Cantone potrebbe procedere indipendentemente dalle intenzioni e dalle decisioni degli altri partner di progetto. Tuttavia, proprio perché siamo partner di progetto (con tanto di convenzione firmata) e non entità indipendenti, sulla base di considerazioni politiche e di opportunità non ho ritenuto che forzare le cose fosse la migliore soluzione».

Legata fisicamente (ma slegata formalmente) al nodo intermodale, c’è poi la pensilina dei bus per la quale il Comune aveva votato i 4,74 milioni di franchi per la costruzione grezza. Il tentativo di Muralto di ottenere il credito si era scontrato con dei ricorsi prima e poi con la sentenza di annullamento della decisione del Consiglio comunale da parte del Consiglio di Stato. Una struttura simile dovrà in ogni caso venir realizzata – previo ottenimento del credito – dal Comune. Ma ciò potrà avvenire soltanto quando la variante di Piano regolatore riguardante il comparto sarà stata nuovamente votata dal legislativo comunale e poi adottata dal Cantone.

Parallelamente, ci sono le Ffs, proprietarie del comparto stesso. Ffs che in stazione intendono portare a termine una doppia operazione commerciale: la prima è semplice e riguarda l’installazione di una serie di commerci; qui la variante di Pr non c’entra perché a fare stato è la Legge ferroviaria. C’entra, invece, la variante di Pr, per la seconda operazione commerciale, quella dello stabile residenziale che dominerà il comparto. E con la variante ha ovviamente a che fare anche l’autosilo pubblico-privato che sorgerà nella zona dell’attuale “Park & Ride” per sgravare il lungolago dai posteggi.

In questo mezzo labirinto procedurale succede dunque che le procedure stesse, indipendenti fra loro, si incrocino e si annodino, e che chi è contro il previsto tracciato dei bus risalendo viale Cattori ricorra contro la variante di Pr e che chi osteggia le operazioni immobiliari delle Ffs usi argomenti riguardanti il nodo intermodale. L’obiettivo di tutte le parti in causa, sottolineato in primo luogo dal Dipartimento, è appunto trovare un consenso a livello regionale, cercando soluzioni che calmino gli animi fra i numerosi contrari e permettano di liberarsi dall’impasse attuale.

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