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laR
 
25.11.2021 - 05:15
Aggiornamento: 15:14

Nodo intermodale, le Fart vedono grigio

Il Cda scrive a Dipartimento del territorio, Cit e Comune di Muralto per ricordare l’urgenza della misura infrastrutturale

“Il Consiglio di amministrazione è molto preoccupato per le possibili implicazioni a livello di funzionalità gestionale, di viabilità generale, di costi indotti e di qualità di servizio per l’utenza, derivanti da una dilazionata messa in esercizio del nuovo nodo”.

È un passaggio chiave della lettera che le Ferrovie e autolinee regionali ticinesi (Fart) hanno scritto a Dipartimento del territorio, Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Municipio di Muralto, riguardo alla brusca frenata imposta dal governo al grande progetto di nodo intermodale – di fatto congelato – come conseguenza dell’annullamento delle decisioni del Consiglio comunale di Muralto riguardo alla variante di Pr per il comparto della stazione e al credito di 4,74 milioni di franchi per la costruzione grezza della futura pensilina per i bus.

La lettera, di cui la “Regione” ha potuto prendere visione in esclusiva, è fedele testimonianza dello scoramento dell’azienda di trasporto pubblico, che nel nodo intermodale vedeva, e continua a vedere, l’unica vera risposta possibile, dal punto di vista infrastrutturale, al grande potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico del Locarnese messo in atto a partire dal cambio d’orario (13 dicembre 2020).

Il Cda premette di aver preso atto della decisione del Consiglio di Stato di sospendere la richiesta di credito per il nodo intermodale e di bloccare tutto invitando enti locali e Cit “a trovare un adeguato consenso su questa imprescindibile misura del Programma di agglomerato del Locarnese”. PaLoc che, secondo le Fart, va nel cuore degli interventi infrastrutturali individuati alla stazione Ffs di Muralto, descrivendo le opportunità i benefici per l’agglomerato. Che sono i seguenti: miglioramento della qualità dei sistemi di trasporto; promozione dello sviluppo centripeto degli insediamenti; aumento della sicurezza del traffico; e riduzione dell’impatto ambientale e del consumo di risorse. Per realizzazione e messa in servizio – era il 2016 – venivano indicati gli anni 2019, rispettivamente 2020, con l’apertura della galleria di base del Ceneri.

‘Nodo attuale oltremodo sollecitato’

Le Fart erano state coinvolte a livello strategico (a titolo consultivo) e operativo nello studio e nella progettazione del nuovo nodo di interscambio. Questo, del tutto logicamente, visto il potenziamento in arrivo con il nuovo orario. Nella sua missiva l’azienda di trasporto pubblico sottolinea che l’utenza sta rispondendo molto bene alla nuova impostazione del traffico pubblico: da inizio anno al 19 novembre l’aumento è stato del 20% rispetto allo stesso periodo del 2019. “Le corse sono talmente ben frequentate che da inizio anno sulle linee urbane e regionali abbiamo dovuto inserire più di 300 corse di supplemento”. Dati che “indicano in maniera molto chiara quanto è oggi sollecitato l’attuale nodo di interscambio”.

C’è dunque grande preoccupazione per l’inopinata situazione di stallo, anche considerando che in ambito di strategia aziendale il futuro è praticamente già domani: dal 2024-25 si prevede infatti l’introduzione progressiva della trazione elettrica e il nodo di interscambio rappresenta, anche in questa direzione, “un tassello imprescindibile”.

L’auspicio espresso dall’azienda di trasporto pubblico a Cantone e Cit (il cui presidente, Paolo Caroni, presiede per altro anche le Fart) è quindi che “a breve si possa realizzare un’adeguata soluzione infrastrutturale del futuro nodo, affinché il medesimo diventi sicuro, confortevole e attrattivo per l’utenza, e funzionale alla movimentazione degli autobus”.

Muralto potrebbe cambiare idea

Intanto, secondo quanto riferito dal ‘Quotidiano’ della Rsi nell’edizione di martedì, non sarebbe più così scontato che il Municipio di Muralto non ricorrerà al Tram contro la sentenza del governo (notizia per altro confermata alla “Regione” dal vicesindaco Nguyen-Quang). Stando al sindaco Stefano Gilardi, è vero che l’esecutivo si è collegialmente espresso in quel senso, ma solo «per ora»; potrebbe quindi anche cambiare idea e impugnare l’annullamento delle decisioni prese dal Consiglio di Stato. Al di là delle questioni di merito riguardanti i messaggi approvati il 20 ottobre, la sentenza governativa aveva evidenziato che il Consiglio comunale che aveva votato non era correttamente composto, poiché qualche briciola legislativa era stata persa per strada durante l’avvicendamento fra consiglieri uscenti ed entranti (5 nella sera stessa dell’importante votazione).

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