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Ascona, obbligo di mascherina all'aperto
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laR
 
17.03.2021 - 16:16
Aggiornamento : 17:32

Mascherine, Ascona tira la volata e replica alle critiche

Locarno, ‘coperti’ in Piazza Grande, Largo Zorzi e Città Vecchia. Il sindaco: ‘Non vogliamo multare, ma prima di tutto sensibilizzare’

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La notizia dell'obbligo delle mascherine all'aperto in alcune zone di Ascona (il nucleo storiche e il parco giochi del Parsifal) è ancora fresca, ma già piovono le critiche. L'introduzione della misura a salvaguardia della salute dei cittadini e degli ospiti del borgo, decisa martedì dal Municipio, è prevista nel corso della settimana prossima: «Non appena saranno pronti i pannelli informativi da posare alle entrate delle zone interessate, potremo partire», annuncia il sindaco Luca Pissoglio.

Sui dubbi manifestati via social o sulla stampa d'Oltralpe, l'intervistato non nasconde un certo stupore, ricordando che altre mete turistiche svizzere hanno già adottato questo obbligo e che in pochi hanno avuto qualcosa da ridire.

Avete valutato le questioni giuridiche? «Certamente e abbiamo sciolto qualsiasi nodo in proposito – spiega il sindaco –. Fondamentalmente si tratta di applicare l'Ordinanza federale che sul tema non lascia spazio ai dubbi: vige l’obbligo della mascherina nelle aree pedonali animate dei centri e dei nuclei dei paesi, così come in altri spazi pubblici molto frequentati, come i parchi gioco. In ogni caso ovunque ci sia un numero di persone tale da non poter rispettare la distanza sociale di 1,5 metri».

Come far rispettare questa regola? «Ci saranno dei controlli di Polizia regolari. Non c'è la possibilità d'infliggere multe, ma si procede con una denuncia penale contro i trasgressori. Ovviamente il ruolo degli agenti sarà soprattutto quello d'informare le persone, invitandole a seguire le disposizioni. Non ci saranno sanzioni, se non in casi estremi». In sostanza, chi mangia il gelato camminando potrà continuare a farlo, possibilmente tenendosi a distanza dagli altri frequentatori delle aree pubbliche, ma appena terminato dovrà rimettersi la mascherina.

C'è chi intravede una possibile disparità di trattamento nel caso in cui le terrazze dei bar (che sulla piazza di Ascona sono state estese verso il lago) venissero riaperte: chi sarà seduto al tavolo non dovrà indossare la mascherina. Chi passeggerà poco distante invece sì. «Agli avventori delle terrazze dei bar sarà garantita la necessaria distanza sociale; camerieri e gerenti dovranno vigilare in tal senso – afferma Pissoglio –. Come ci si alza, però, bisognerà indossare la protezione del viso. Ci appelliamo al buon senso di tutti per poter raggiungere l'ambizioso obiettivo di un'Ascona Covid-free».

Se l'adozione di questa nuova norma è comprensibile per un'area molto frequentata come il nucleo del Borgo, soprattutto pensando al periodo pasquale ormai alle porte, è forse più difficile da “digerire” per gli utenti del parco giochi del Parsifal, sulla collina del Monte Verità, ben distante dal centro. «Abbiamo notato che spesso le persone si siedono vicine sulle panchine o fanno gruppetto. La mascherina sarà obbligatoria solo all'interno del perimetro del parco, ma in ogni caso non per i bimbi al di sotto dei dieci anni».

Il governo: ‘Libertà e sicurezza insieme’

Oggi, intanto, in una lettera inviata ai Municipi dei Comuni ticinesi per fornire alcune indicazioni sulla gestione degli spazi pubblici in vista delle festività pasquali, il Consiglio di Stato sostiene l'introduzione mirata dell’obbligo di indossare la mascherina negli spazi aperti molto frequentati quale misura per ridurre i nuovi contagi. Il governo segnala che in Ticino al momento la situazione epidemiologica rimane fragile: il numero di nuovi contagi appare infatti in aumento, e l’evoluzione a medio termine è molto incerta. In vista dei flussi turistici che potrebbero caratterizzare la Pasqua, il CdSo rivolge perciò ai Comuni l’invito a “ponderare attentamente” le misure da introdurre sul territorio, “in modo da assicurare la sicurezza sanitaria della popolazione pur concedendo, nel contempo, il massimo di libertà possibile a residenti e turisti”.

La mascherina obbligatoria negli spazi aperti molto frequentati è un provvedimento considerato efficace poiché “bene si presta per gli spazi pubblici – centri urbani, zone di svago, aree a bordo lago, ecc. – per i quali è lecito prevedere un forte afflusso di persone”. Per contro, il governo sconsiglia soluzioni estemporanee come la chiusura di spazi pubblici “a macchia di leopardo”, che “finirebbe per generare un quadro disomogeneo fra le diverse località”. A questo scopo è stato condiviso con i Comuni del materiale di sensibilizzazione tradotto in quattro lingue; ricorda le norme sanitarie in vigore in Ticino, “tenendo conto anche del probabile arrivo di molte persone non ticinesi che possiedono una residenza secondaria sul nostro territorio”.

In conclusione, il governo ricorda che l’avvicinarsi della bella stagione farà crescere il legittimo desiderio di fruire degli spazi che offerti dal territorio, sia fra i residenti, sia fra i turisti. Nelle prossime settimane le autorità politiche “dovranno quindi optare per un approccio pragmatico, che – favorendo il tradizionale avvio della stagione turistica, a vantaggio del benessere fisico e mentale di tutti e dell’attività dei nostri operatori economici – permetta di conservare, in parallelo, il controllo sulla diffusione del virus nel nostro Cantone”.

‘In Città terrazze estese’

E pragmatica dovrà essere anche la Città di Locarno, che nella sua seduta di martedì ha deciso di scendere sul sentiero aperto da Ascona, confermando nel contempo la possibilità per gli esercenti di estendere le superfici esterne qualora il Consiglio federale dovesse ribadire la volontà di aprire le terrazze dei ristoranti. «Le condizioni saranno le medesime già applicate durante la scorsa stagione estiva – dice il sindaco Alain Scherrer –. L'obiettivo primario è certamente favorire questa categoria già fortemente penalizzata e tutta la clientela, ma anche facilitare il mantenimento delle distanze fra le persone». Questo, per tutta la stagione turistica, iniziando dal periodo pasquale.

Scherrer precisa che «con l'obbligo di mascherina nei nuclei e nei centri urbani applicheremo semplicemente l'Ordinanza federale già in vigore, che parla in questo senso all'articolo 3c capoverso 2. Non vogliamo inasprire alcunché, quanto piuttosto puntare sulla sensibilizzazione. Nelle zone con forte afflusso di turisti come Piazza Grande, Largo Zorzi e Città Vecchia verrà posata della cartellonistica per ricordare l'esigenza di indossare la mascherina. Agenti della Polcomunale circoleranno per la città non certo per multare, ma per comunicare. Contravvenzioni sono previste solo in casi estremi in cui qualcuno si rifiuti di indossare la mascherina laddove invece ciò va fatto». Locarno, conclude Scherrer, «vigilando e facendo informazione intende confermarsi buon'ultima nella speciale classifica delle città ticinesi che hanno inflitto multe nell'ambito delle normative anti-Covid». 

A Muralto, dove in particolar modo il lungolago è gettonatissimo da residenti e turisti, con la conseguenza di facili assembramenti, verranno invece «stampati e posati dei cartelloni informativi con i divieti di littering, di schiamazzi e con il richiamo all'obbligatorietà di indossare la mascherina», informa il sindaco Stefano Gilardi.

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