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14.08.2021 - 17:19
Aggiornamento: 16.08.2021 - 15:19
di Stefania Briccola

La filosofia dei gatti, ma utilissima agli umani

Si dice che i gatti abbiano sette vite, ma c’è dell’altro. Qualcuno sostiene che possono anche insegnarci a vivere meglio

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

I gatti sono un buon modello di vita da seguire e meglio studiare?  John Gray nel libro Filosofia felina (ed. Rizzoli) si è concentrato sul tema. A parlarci di gatti e significato dell’esistenza, con tanto di argomentazioni, non è uno qualsiasi. Il filosofo, docente e saggista, ha firmato diversi best seller e insegnato nelle università di Oxford, Harvard, Yale e alla London School of Economics. Nell’intrigante volumetto, che sfoggia un gatto nero meditabondo in cattedra sulla copertina, l’autore fa un excursus nella storia del pensiero, scomodando Aristotele, Spinoza e Schopenhauer, e nella letteratura dispensando pillole di saggezza felina a ogni pagina. 

Saggi e pacati

L’imperturbabilità olimpica dei mici è un’ottima alleata per fronteggiare i repentini cambiamenti di un mondo in continuo divenire. I gatti sono molto concreti e di fronte alla follia dell’uomo passano oltre. Il loro comportamento risponde a scopi precisi e al proprio godimento immediato. Diversamente dagli uomini, i felini non hanno bisogno della filosofia per allontanare l’ansia e cercare la felicità, obbediscono solo alla loro natura sentendosi appagati da quello che hanno. Sembrano possedere nell’intimo la consapevolezza che non esiste una vita perfetta e non stanno a rimuginare di continuo sull’esistenza che avrebbero voluto. Loro vivono e basta, e sono convinti che ne valga la pena, sempre. Se gli uomini sono costantemente insoddisfatti e protesi verso una condizione diversa, i saggi quattro zampe non si sforzano minimamente di essere qualche cosa che non sono. Se noi lottiamo per la felicità, per loro questa chimera è uno stato naturale cui fare ritorno dopo le minacce al proprio benessere. La mancanza di pensiero astratto e di ripiegamento della coscienza è indice della loro stessa libertà. I mici si fidano solo di quello che possono toccare, odorare e vedere. Non pensano alla morte o al suo eventuale senso e dimenticano in fretta il dolore. 


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Parlare con la coda

A proposito di empatia abbiamo ereditato la convinzione che l’altruismo e il vivere per gli altri siano la massima forma di moralità. Diversamente i gatti non si lasciano influenzare dalle emozioni altrui ad eccezione dei loro cuccioli, ma sono in grado di avvertire l’angoscia, il dolore e la morte dei compagni umani e sanno offrire con la propria sola presenza conforto e vicinanza senza però sacrificarsi. Sull’imperturbabilità felina c’è da precisare che talvolta l’apparenza inganna. I mici infatti manifestano le emozioni con le orecchie e la coda, piuttosto che attraverso la complessa mimica facciale. Poi ci sono le fusa, che a noi piacciono tanto, e in genere traducono la loro felicità, ma non in ogni caso. 

Non sottovalutateli

Per un dialogo ravvicinato coi felini c’è il libro del dottor Yuki Hattori, che è una star in Giappone, What cats want. An illustrated guide for truly understanding your cat (Bloomsbury Publishing). Il veterinario nipponico racconta come decifrare i movimenti della coda dei gatti e il tipo di miagolio. (A proposito di quest’ultimo, per i più curiosi e impazienti di sapere cosa dice il proprio micio, è stata realizzata di recente anche la app “Meow Talk”). Nell’Impero del Sol Levante i gatti sono ben accolti e si diffondono i bar dedicati, i cosiddetti “Neko Café” dove i padroni di casa a quattro zampe regnano sovrani nello spazio ludico e gli avventori possono giocare e socializzare con loro. 
In Svizzera, prima della pandemia, volevano aprire un Katzencafé a Berna, la città più gattofila della Confederazione. In Ticino ci sono allevamenti di certosini, norvegesi, sacri della Birmania, siamesi, sphinx e siberiani. Patricia Highsmith (1921-1995), che scelse di vivere nel Locarnese, ha amato i mici e nel racconto La più grossa preda di Ming li rende capaci di vendicarsi delle angherie degli uomini. Secondo la regina del thriller i gatti “offrono agli scrittori ciò che gli umani non sono in grado di dare: una compagnia senza pretese e senza intrusioni, riposante e mutevole come il movimento appena percettibile di un mare tranquillo”.  


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SETTE CONSIGLI DA PELOSETTI

Alla fine del libro di John Gray, che in Filosofia felina ha colto perfettamente lo ‘spirito del tempo’, ci sono alcuni consigli pratici per avere una vita migliore seguendo la saggezza dei gatti. Ne abbiamo scelti sette:

1. Non cercate mai di convincere un uomo a essere ragionevole
Gli esseri umani usano la ragione per rafforzare la visione in cui vogliono credere e raramente si sforzano di scoprire se sia vera. Quando l’irragionevolezza umana vi fa sentire frustrati, alzate i tacchi.  

2. Non cercate un senso nella vostra sofferenza 
Se siete infelici, non correte il rischio di trasformare questa condizione nel significato della vostra vita.   

3. Se rinunciate a inseguire la felicità, potreste trovarla
Fate qualcosa che vi sembra interessante e sarete felici senza saperlo.

4. La vita non è una storia
Se concepite l’esistenza come un racconto, sarete tentati di scriverla fino all’epilogo. Invece una vita senza copione è più emozionante di qualsiasi storia inventata.

5. Non abbiate paura del buio. Nell’oscurità della notte si cela molto di ciò che è prezioso 
In genere si pensa prima di agire e questo sembra essere un buon consiglio. A volte però se nel buio si intravede una luce è meglio seguirla perché non si sa dove potrebbe condurci riservandoci delle sorprese.  

6. Diffidate di chiunque si offra di rendervi felici
Chi lo fa ha solo lo scopo di essere meno infelice e la vostra sofferenza gli torna utile. 

7. Se non riuscite a vivere un po’ più come i gatti, tornate senza rimpianti al mondo delle distrazioni degli umani
Vivere come un gatto significa non desiderare altro che l’esistenza che si conduce e rinunciare a ogni consolazione. Questo potrebbe essere insopportabile. Se è così, abbracciate una religione tradizionale con i suoi riti. Se non riuscite a trovare una fede, immergetevi nella vita con le passioni dell’amore, la corsa al successo, il clamore delle notizie e scacciate ogni senso di vuoto.


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