Ticino

Oggi, 10:552017-02-23 10:55:08
@laRegione

Tassa sul sacco, si vota il 21 maggio

Il Consiglio di Stato ha comunicato che il voto sul 'rüt' avrà luogo il 21 maggio. A renferendare quella che ufficialmente è una modifica della Legge cantonale di applicazione...

Il Consiglio di Stato ha comunicato che il voto sul 'rüt' avrà luogo il 21 maggio. A renferendare quella che ufficialmente è una modifica della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulla protezione dell’ambiente (LalPamb) è stata la Lega di Lugano, con il granconsigliere Boris Bignasca in prima fila. In prima fila a difendere la tassa ci sarà invece il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, anch'egli della Lega.

Lo stesso giorno si voterà anche sulla Legge federale sull'energia.

Oggi, 07:302017-02-23 07:30:00
Davide Martinoni @laRegione

Esecuzioni e fallimenti, la Camera scrive (preoccupata) alla Gestione

Gli effetti della sottodotazione “in personale e in mezzi materiali” dell’Ufficio di esecuzione (Ue) e dell’Ufficio dei fallimenti (Uf) sono...

Gli effetti della sottodotazione “in personale e in mezzi materiali” dell’Ufficio di esecuzione (Ue) e dell’Ufficio dei fallimenti (Uf) sono al centro di una lettera che il presidente della Camera esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello ha inviato il 17 febbraio alla Commissione della gestione e delle finanze del Gran Consiglio. Il tema generale è la modifica dell’organizzazione degli Uffici di esecuzione e dei fallimenti, ma il focus viene messo sulle conseguenze di una politica che sembra basarsi su criteri “che spesso appaiono non andare oltre alla semplice rinuncia a sostituire posti divenuti vacanti e alla fissazione di obiettivi di risanamento astratti, per di più nell’urgenza, in un periodo già delicato per i numerosi cambiamenti organizzativi e lavorativi cui il...

Ieri, 22:462017-02-22 22:46:44
@laRegione

Il Ps dice no al referendum di Nenad Stojanovic

Tutti d’accordo, i socialisti presenti questa sera al “parlamentino” del partito, almeno su un punto. Il principale. Combattere la strategia dell’Udc che sul...

Tutti d’accordo, i socialisti presenti questa sera al “parlamentino” del partito, almeno su un punto. Il principale. Combattere la strategia dell’Udc che sul populismo ha costruito la propria fortuna. Ma come? Alla fine hanno avuto la meglio (con 24 voti) coloro che respingendo la richiesta di referendum promossa da Nenad Stojanovic, hanno così sottolineato la bontà della scelta fatta dalle Camere federali nell’applicazione dell’articolo costituzionale 121a, perché legittima e perché «la nostra è una democrazia semidiretta» come ha ricordato Carlo Lepori che parlava a nome della Direzione del partito. Certo, hanno detto i contrari, Stojanovic ha avuto il merito di mettere in un angolo i democentristi – che pur gridando allo scandalo non si oppongono alla legge approvata dalla maggioranza delle Camere federali – svelandone tutta la contraddizione del caso. E però, ha ricordato Manuele Bertoli, consigliere di Stato, «da noi il referendum è un appello popolare; un’istanza superiore sul “prodotto” deciso». Che usa la minoranza, appunto, per aver ragione ultima. Del resto anche il gruppo parlamentare Ps in Gran Consiglio, come ha ricordato Ivo Durisch, capogruppo, ha votato contro la proposta referendaria del Ppd. Il promotore, presente in sala, ha precisato cosa l’ha spinto a lanciare la raccolta delle firme: «È l’Udc che grida allo scandalo e così fomenta il populismo. Non dobbiamo permetterlo» ha detto Stojanovic. Ma attenzione, ha replicato Marina Carobbio, consigliere nazionale, «perché con il referendum si rischia di rilanciare la destra». Alla fine il “compagno Nenad” ha perso, pur convincendo una decina di delegati. Ne valeva comunque la pena, ha precisato Stojanovic, e il dibattito che è seguito gli ha dato ragione. In una serata socialista, va detto, già ricca di contenuti – approvata fra l’altro una risoluzione contro la chiusura degli uffici postali – partendo dalla relazione introduttiva del presidente Igor Righini che è tornato sul “caso permessi” accusando Norman Gobbi, direttore del Dipartimento istituzioni, di aver commesso «gravi errori politici» e che il Ps si aspetta dal “ministro” leghista «maggiore serietà e senso dello Stato». Che significa assunzione di responsabilità.

Ieri, 20:392017-02-22 20:39:09
@laRegione

Righini (Ps): 'Gobbi dimostri più senso dello Stato'

"Il Partito socialista chiede a Norman Gobbi maggiore serietà e senso dello Stato. Sulla vicenda dei permessi ha dato risposte inadeguate e non consone alla sua...

"Il Partito socialista chiede a Norman Gobbi maggiore serietà e senso dello Stato. Sulla vicenda dei permessi ha dato risposte inadeguate e non consone alla sua funzione". Cosi Igor Righini, presidente Ps, nella sua introduzione al Comitato cantonale del partito in corso a Bellinzona.

Ieri, 17:562017-02-22 17:56:08
@laRegione

Il ‘dicastero cimitero’ in Gran Consiglio

Due posizioni distinte. Vanno rivisti o no i criteri per l'assegnazione dei dicasteri municipali? I deputati presenti nella Commissione della legislazione questa mattina...

Due posizioni distinte. Vanno rivisti o no i criteri per l'assegnazione dei dicasteri municipali? I deputati presenti nella Commissione della legislazione questa mattina si sono divisi tra favorevoli al cambiamento della specifica legge e fautori dello status quo. Causa del contenzioso, la vicenda di Amalia Mirante, municipale di Torricella-Taverne, che lo scorso anno, con l'elezione del nuovo Municipio, si vide assegnare dai colleghi solo il cimitero comunale, lei che da economista in precedenza si era occupata anche delle finanze comunali. Un caso che suscitò parecchio clamore e, più tardi, un atto parlamentare oggi, appunto, al vaglio del Gran Consiglio.

Ieri, 17:472017-02-22 17:47:19
@laRegione

Dietro il blitz anti-terrorismo c'è il meticoloso lavoro dell’intelligence della Polizia cantonale

L'odierna operazione anti-terrorismo in Ticino scaturisce dal meticoloso lavoro dell’Intelligence della...

L'odierna operazione anti-terrorismo in Ticino scaturisce dal meticoloso lavoro dell’Intelligence della Polizia cantonale. Stava svolgendo, in contatto con la Polizia federale, una serie di accertamenti su presunte attività terroristiche sul nostro territorio. La prima persona a essere stata attenzionata dai servizi della Cantonale è il cittadino dalla doppia nazionalità, svizzera e turca, arrestato nelle scorse ore e sotto inchiesta da parte del Ministero pubblico della Confederazione. Lui, presunto reclutatore del sedicente Stato islamico, risiede nel Sottoceneri e lavora(va) quale agente di sicurezza privato per un’agenzia del Bellinzonese. Ed è da lui che gli inquirenti ticinesi sono risaliti al titolare dell’agenzia, un 36enne cittadino svizzero e italiano, fermato anche lui di primo mattino. Le relative indagini della Polizia e del Ministero pubblico cantonali hanno fatto emergere i reati che hanno poi innescato il procedimento a carico del 36enne, fra cui l’usura, il sequestro di persona e atti di violenza nei confronti di almeno un richiedente l’asilo ospitato al centro di Camorino della cui sorveglianza era stata incaricata la ditta di sicurezza sopracenerina. Il titolare di quest’ultima non è indagato per terrorismo. Per contro il trentenne dalla doppia nazionalità, svizzera e turca, che non aveva progettato attentati in Ticino ma che secondo gli investigatori si occupava di reclutzare aspiranti terroristi, è coinvolto anche nell’inchiesta cantonale, dovendo rispondere di una parte dei reati addebitati al 36enne.

Ieri, 16:342017-02-22 16:34:29
Paolo Ascierto @laRegione

Scandalo permessi, Corti non esaminerà l'operato dell'Ufficio migrazione

L'ex consulente giuridico del Consiglio di Stato ha detto no. Non sarà quindi Guido Corti a esaminare l'operato dell'Ufficio della...

L'ex consulente giuridico del Consiglio di Stato ha detto no. Non sarà quindi Guido Corti a esaminare l'operato dell'Ufficio della migrazione, finito nella bufera dopo lo scandalo dei permessi facili e i relativi arresti. La decisione di Corti, spiega il governo in un comunicato stampa, “è motivata dalla percezione di un clima di sfiducia attorno alla sua possibile designazione”. Sfiducia espressa anche ieri dalla Commissione parlamentare della gestione, che non vede di buon occhio nemmeno la scelta dell'altro perito: l'avvocato ed ex pm federale Pierluigi Pasi, già alla dipendente dell'allora direttore del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini, del quale Pasi è oggi collega in uno studio legale. 

21.2.2017, 20:452017-02-21 20:45:56
Paolo Ascierto @laRegione

'La lotta alla corruzione? È anche una questione di cultura'. Parla il pg della Confederazione Lauber

Come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica? È sceso in Ticino in un momento delicato...

Come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica? È sceso in Ticino in un momento delicato il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. Il Cantone è infatti scosso dallo scandalo dei permessi facili, che vede tra gli imputati anche un dipendente dell'Ufficio della migrazione accusato di aver preso mazzette in cambio di agevolazioni per ottenere documenti di soggiorno. E allora stasera, al termine dell'evento 'Il crimine organizzato in Svizzera' tenutosi s Lugano sotto l'egida del Dipartimento istituzioni di Norman Gobbi, Lauber non ha potuto sottrarsi alla domanda: come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica?  «Per combattere la corruzione – ha risposto il magistrato – esistono molteplici approcci. A livello federale, per esempio, tutti possono annunciare eventuali sospetti a un servizio. Servizio che poi analizza le segnalazioni ed eventualmente le inoltra alla Procura federale». Più in generale però, ha specificato Lauber, «si tratta di una questione di cultura e di valori che devono essere avvertiti come propri. E ciò riguarda tutti i livelli: da quello nazionale a quello cantonale, dalle attività pubbliche a quelle private».

Nel corso della serata il pg della Confederazione ha poi voluto rassicurare i presenti: contro Gennaro Pulice, pentito di mafia italiano che ha detto di aver 'comprato' un permesso di soggiorno in Ticino, a Berna «è stata aperta un'inchiesta» per ricliclaggio. Ma «per ora non è emerso – ha confermato il magistrato – nessun legame con l'inchiesta cantonale (condotta dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, ndr)» che vede coinvolto pure l'Ufficio migrazione. E le infiltrazioni della ’Ndragheta e delle altre mafie in Svizzera? «Non c'è un'inflitrazione sistematica. Né in Ticino, né altrove», ha assicurato Lauber. Pur trattandosi di «casi puntuali» (una ventina in tutto), occorre tuttavia rimanere «vigili». Non da ultimo perché i mezzi attualmente a disposizione dell'autorità inquirente non sono sufficienti, «se vogliamo andare lontano» nella lotta al crimine organizzato.

21.2.2017, 17:142017-02-21 17:14:46
Aldo Bertagni @laRegione

Paolo Beltraminelli: ‘Gli italiani hanno capito... ’

Il clima in questi casi, si sa, è sempre disteso e collaborativo. Lo vuole l’etichetta. E però questa volta c’era più d’un motivo per complicare anche il...


Il clima in questi casi, si sa, è sempre disteso e collaborativo. Lo vuole l’etichetta. E però questa volta c’era più d’un motivo per complicare anche il paludato cerimoniale diplomatico. Perché diciamo la verità: negli ultimi tempi i rapporti fra Canton Ticino e Italia si sono, come dire, un pelino incrinati. Dunque una visita particolarmente attesa quella di Paolo Beltraminelli, presidente del Consiglio di Stato, lunedì e ieri a Roma per alcuni incontri da tempo in agenda con rappresentanti dei ministeri italiani degli esteri e delle finanze. Sul tavolo, l’accordo bilaterale italo-svizzero sulla doppia imposizione che attende solo la firma. E che per “colpa” del Ticino, non si smuove. «Credo proprio che si potrà trovare una soluzione. La via è tracciata, seppur in quadro complesso» ci dice Beltraminelli al telefono dopo aver incontrato Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli affari Esteri e Vieri Ceriani, capo negoziatore per gli affari fiscali. «La nostra visita è stata opportuna anche per ribadire che i rapporti italo-svizzeri, ma anche fra Canton Ticino e Italia, sono di reciproca amicizia. A questo proposito posso dire che il “malinteso comunicativo” [l’uscita di Norman Gobbi su corruzione e italiani, ndr] è rientrato. Non c’è stata nessuna polemica perché hanno compreso perfettamente l’errore» precisa subito il presidente di governo. Dopodiché si è entrati in materia, come si dice, sui rapporti fra Italia e Svizzera. Gli italiani, fra l’altro, sono interessati anche all’applicazione elvetica dell’articolo costituzionale 121a sugli stranieri. C’è l’ostacolo casellario giudiziale richiesto in Ticino ai frontalieri che l’Italia contesta. «Resta un tema. Su questo punto – aggiunge Beltraminelli – ho precisato che ci vuole un po’ di pazienza, perché il tutto s’inserisce nella ricerca di un equilibrio anche dopo la votazione popolare cantonale “Prima i nostri” che va in una certa direzione. Del resto abbiamo aperto un contenzioso anche con il resto della Svizzera, vedi i ricorsi della ComCo sulla legge degli artigiani. Ho fatto presente che il governo ticinese deve tener conto del parere del popolo e non può permettersi di farsi sconfessare due o tre volte». Come dire, si lavora per una soluzione ma «ci vuole pazienza e mi è parso di capire che anche gli italiani, tutto sommato, non hanno fretta di firmare». Beltraminelli ha ottenuto anche una promessa da Ceriani sull’accesso delle banche elvetiche ai servizi finanziari italiani. «Un punto importante per noi».

21.2.2017, 14:062017-02-21 14:06:10
Andrea Manna @laRegione

Permessi 'corrotti', la Gestione istituisce una Sottocommissione e chiede di congelare la riorganizzazione dell'Ufficio migrazione

Permessi 'corrotti', annessi e connessi: anche il parlamento vuole...

Permessi 'corrotti', annessi e connessi: anche il parlamento vuole vederci chiaro sulla  vicenda che sta investendo l’Ufficio cantonale della migrazione. Nell'ambito dell'esercizio dell'alta vigilanza, la Commissione della gestione ha così istituito stamattina una Sottocommissione, denominata 'Permessi'. Come ha appena spiegato il presidente della Gestione Walter Gianora (Plr) nel corso di una conferenza stampa, è composta dei capigruppo e da Franco Denti in rappresentanza dei Verdi e «si avvarrà di esperti esterni (all'Amministrazione ndr.)  indipendenti di comprovata competenza nazionale». Esperti ancora da individuare. Intende inoltre «avvalersi  dell'ausilio del Controllo cantonale delle finanze in maniera esclusiva». La sottocommissione terrà la sua prima riunione subito dopo le vacanze di Carnevale. Ma non è tutto. La Gestione, ha aggiunto Gianora,  manifesta «perplessità» sulla scelta dei periti (l'ex giurista dell'Esecutivo cantonale Guido Corti e Pierluigi Pasi, avvocato, già pm federale e in precedenza collaboratore del precedente direttore del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini)  indicati la scorsa settimana dal governo per l'esecuzione dell'annunciato audit sull'Ufficio della migrazione: auspica quindi «figure garanti  di una maggiore indipendenza e lontane dall'Amministrazione e da schieramenti politici». La Gestione, attraverso la propria sottocommissione, si riserva inoltre «di estendere  le verifiche ad altri settori sensibili dell'Amministrazione e di valutare le modalità di controllo all'interno della stessa». Infine, chiede di «congelare» la riorganizzazione della Sezione della popolazione, e dunque anche dell'Ufficio della migrazione, che secondo gli intendimenti del Dipartimento istituzioni dovrebbe partire agli inizi del prossimo aprile. E questo, a detta della commissione parlamentare , «al fine di poter tener conto delle risultanze delle verifiche che verranno espletate». Gianora: «L'obiettivo della Sottocommissione è di fare chiarezza nel minor tempo possibile, ma ovviamente questo dipenderà anche da ciò che mergerà dalle nostre verifiche». Sulle richieste della Gestione prenderà posizione domani il Consiglio di Stato, nel corso della sua riunione settimanale al cui ordine del giorno era già previsto il tema audit.

21.2.2017, 12:002017-02-21 12:00:25
Paolo Ascierto @laRegione

I radar saranno segnalati su “canali istituzionali”

In Ticino i radar mobili verranno segnalati. Perlomeno sulle strade comunali e cantonali. Ma come? Tramite “canali di informazione istituzionali: gli utenti...

In Ticino i radar mobili verranno segnalati. Perlomeno sulle strade comunali e cantonali. Ma come? Tramite “canali di informazione istituzionali: gli utenti della strada – spiega il Consiglio di Stato in un comunicato stampa odierno – saranno  a conoscenza che in una determinata regione del Cantone sono previsti rilevamenti della velocità, senza ricevere tuttavia indicazioni precise sull’ubicazione degli apparecchi e gli orari di attività”. In tal modo si vuole evitare di annullare l'efficacia dei controlli. Quello del governo è una sorta di compromesso rispetto a quanto deciso dal Gran Consiglio. Gran Consiglio che chiedeva infatti di segnalare la presenza dei 'flash' un centinaio di metri prima. “Per quanto riguarda invece l’autostrada A2 – continua la nota –, l’Ufficio federale delle strade ha categoricamente respinto l’idea di annunciare in anticipo i controlli sui tratti di sua competenza”.

21.2.2017, 09:482017-02-21 09:48:44
@laRegione

Netto aumento dei pernottamenti in Ticino nel 2016, recuperato buona parte del calo del 2015

I pernottamenti sono risultati in leggero calo nel 2016 in Svizzera, in diminuzione più sensibile nei Grigioni, ma...

I pernottamenti sono risultati in leggero calo nel 2016 in Svizzera, in diminuzione più sensibile nei Grigioni, ma in netto aumento in Ticino, con un +4,6% che compensa in parte il -5,7% registrato nel 2015.

In termini assoluti nel nostro cantone sono stati registrati 100 mila pernottamenti supplementari, un dato che va comunque rapportato al -133 mila dell’anno precedente, quando era stato segnato -5,7%. Stando ai dati pubblicati in mattinata dall'Osservatorio del turismo (O-Tur) i mesi che hanno fatto la differenza in termini percentuali rispetto al 2015 sono soprattutto marzo (+18,8%), luglio e agosto (oltre il +9%) e ottobre (+9,7%). Bene anche maggio e settembre. Ad aver inciso maggiormente sull'aumento numerico dei pernottamenti sono i mesi estivi, con luglio e agosto che fanno segnare complessivamente un più 60mila, ovvero il 60% dell'intero incremento annuale (vedi allegato).

Bene tutte le regioni, tranne il Mendrisiotto

Tutte le regioni ticinesi hanno goduto dell'aumento, tranne il Mendrisiotto. A sud del Ticino il calo è stato del 5,5% rispetto al 2015, con poco più di 109mila presenze. Bene invece Bellinzona e Alto Ticino (171'293, +3.1%), la regione Lago Maggiore e Valli (1'067'886, +7.9%) e il Luganese (931'478, +2.6%). Sulle rive del Ceresio la stagione è stata particolarmente positiva visto che l'aumento è stato constatato anche rispetto al confronto pluriennale.

Calo in Svizzera, tonfo per i Grigioni

A livello nazionale sono state registrate 35,5 milioni di notti, con una flessione dello 0,3% rispetto all’anno precedente, dovuta al marcato calo degli stranieri (-1,5%) che non è stato interamente compensato dagli indigeni (+1,2%).

Stando ai dati diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica (Ust) ancora più doloroso è stato l’arretramento nei Grigioni (-1,9% a 4,6 milioni), mentre il Ticino si dimostra la regione più dinamica, con un +4,6% a 2,3 milioni.

21.2.2017, 07:002017-02-21 07:00:00
Andrea Manna @laRegione

Permessi e ponteggi, il 42enne è già noto alla giustizia

Non è la prima volta che il titolare della M+M Ponteggi di Camorino, ditta ora in liquidazione, sbatte contro il muro della giustizia. Il 42enne cittadino...

Non è la prima volta che il titolare della M+M Ponteggi di Camorino, ditta ora in liquidazione, sbatte contro il muro della giustizia. Il 42enne cittadino kosovaro residente nel Bellinzonese – finito la scorsa settimana in manette nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di documenti taroccati (passaporti, permessi di dimora...) alimentato da mazzette – ha già subìto condanne tramite decreti d’accusa, non solo in Ticino, in relazione all’impiego irregolare di manodopera.

C’è di più. L’uomo ha pure qualche ‘pendenza’ nel Canton Zurigo, dove è stato di recente dietro le sbarre per reati contro l’incolumità delle persone. È stato poi posto in libertà provvisoria. Il procedimento avviato dalle autorità giudiziarie d’oltre Gottardo verrà ora trattato con ogni probabilità dal Ministero pubblico ticinese. Confermando l’arresto ordinato mercoledì dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, che coordina la vasta indagine sui ‘ permessi corrotti’, il giudice dei provvedimenti coercitivi ha fissato a tre mesi la durata di detenzione preventiva del 42enne. A due mesi e mezzo invece quella del 32enne indicato quale direttore dell’impresa di ponteggi: come il titolare, è cittadino kosovaro e pure lui vive nel Bellinzonese. Entrambi erano stati bloccati nel blitz condotto la mattina del 14 febbraio dagli agenti della Polcantonale del Commissariato di Bellinzona e dai colleghi della Gendarmeria.

Nella ditta di Camorino, dove allo stesso numero civico ha sede un’altra Sagl attiva nel settore dei ponteggi (questa non in liquidazione) e anch’essa sotto la lente degli inquirenti, ha lavorato in passato il 25enne coinvolto nella prima ondata di arresti. Quella che tra martedì 7 e il giorno seguente ha travolto pure l’Ufficio cantonale della migrazione, con il fermo di un funzionario 28enne e della sua compagna, coetanea, alle dipendenze del medesimo ufficio fino al 2015, quando è stata licenziata per motivi disciplinari, non attinenti agli episodi oggetto delle indagini in corso. Al 25enne, il presunto corruttore cittadino svizzero di origini kosovare, era riconducibile la Aliu Big Team: dietro a questa impresa di costruzione bellinzonese, di fatto mai operativa, avrebbe gestito fra il 2015 e il 2016 il giro illecito di permessi, alcuni dei quali destinati a stranieri poi impiegati dalla ditta di Camorino. A carico dei vertici della M+M Ponteggi il sost pg Perugini ipotizza una serie di reati: tratta di esseri umani, usura, falsità in certificati, incitazione aggravata all’entrata, alla partenza e al soggiorno illegale di persone.

21.2.2017, 06:002017-02-21 06:00:00
@laRegione

Lo Stato si mette a dieta

Questa volta si fa sul serio. Dopo anni di ragionamenti più o meno generici sulla revisione dei compiti dello Stato, il governo ha deciso di prendere il toro per le corna e cambiare davvero....

Questa volta si fa sul serio. Dopo anni di ragionamenti più o meno generici sulla revisione dei compiti dello Stato, il governo ha deciso di prendere il toro per le corna e cambiare davvero. Come? Rivedendo i principi che regolano la gestione dei servizi pubblici. La destra lo chiede da sempre, ma sino a ieri non si era andati oltre a vaghe promesse. Ebbene, il Consiglio ha deciso di svoltare. Quattro paginette – è la nota a protocollo della seduta di mercoledì 8 febbraio scorso – dove in breve e chiara sintesi si descrive la “rivoluzione copernicana” dell’Amministrazione cantonale. Per ora sono solo indicazioni, tutte da verificare. Ma il dado è tratto. È qui infatti che si parla di “effettuare una prima valutazione sulla possibilità di introdurre una gestione per obiettivi” nei...

20.2.2017, 23:012017-02-20 23:01:15
@laRegione

Referendum 9 febbraio, Giovani socialisti con Stojanovic

La Gioventù socialista Ticino (Giso) ha deciso di sostenere il referendum sulla legge d’applicazione all’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”...

La Gioventù socialista Ticino (Giso) ha deciso di sostenere il referendum sulla legge d’applicazione all’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa” lanciato da Nenad Stojanovic. E non solo: mercoledì sera chiederà anche al Comitato cantonale del Ps di prendere posizione su un'eventuale raccolta firme.
Ricordiamo che l’iniziativa popolare federale 'Contro l’immigrazione di massa', si legge in una nota diramata in serata, è stata accettata dal popolo svizzero con poco meno di ventimila voti di scarto: lo 0.4% dei votanti ha fatto la differenza.Orbene, una decisione presa dalla maggioranza va  rispettata e attuata in onore del nostro sistema democratico. Le camere federali si sono però ritrovate di fronte alla parziale inconciliabilità di due principi, entrambi voluti dal popolo: il testo esplicito dell’iniziativa e gli accordi bilaterali. Da qui una la legge d’applicazione che non ha accontentato pienamente tutti. Perciò la Giso sostiene il referendum nell’intento di dare al popolo l’opportunità di esprimersi in via definitiva ed evitando che il Paese resti nuovamente in stallo di fronte alle minacce dell’Udc, che, ironia della sorte, non appoggia il referendum.