Ticino

Oggi, 08:422017-06-27 08:42:27
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Il riscaldamento globale su giugno – E guai a parlare di bomba d'acqua

Si è oramai entrati negli ultimi tre giorni di un giugno che dal punto di vista meteorologico verrà ricordato per il caldo e la canicola....

Si è oramai entrati negli ultimi tre giorni di un giugno che dal punto di vista meteorologico verrà ricordato per il caldo e la canicola. La particolarità di questo mese, si legge infatti sul sito di MeteoSvizzera, è stata la persistenza di temperature elevate, sia di giorno sia soprattutto di notte. Già nei primi 3 giorni di giugno la temperatura media giornaliera ha superato la norma 1981-2010 di 3-4 °C, a partire dall’11 lo scarto è salito a 5-7 °C e dopo il 20 a ben 7-10 °C. Il tempo soleggiato e molto caldo è stato causato da ripetuti sistemi di alta pressione sull’area europea con l’apporto di aria subtropicale verso il continente. Più in generale, continuano i meteorologi, si stanno manifestando in maniera un po’ più pronunciate che negli anni passati le conseguenze del riscaldamento e del cambiamento del clima in atto da circa tre decenni: il caldo in Svizzera fa parte della canicola che ha colpito l’Europa in generale, dell’estrema siccità presente in Italia o delle condizioni particolarmente favorevoli per l’innesco di incendi nella penisola iberica, Alaska, Russia, Sudovest degli Stati Uniti, ecc. Come dimostrato dalle analisi delle estati molto calde del 2003 e 2015, appare chiaramente che i periodi canicolari sono diventati più numerosi negli ultimi decenni. Nelle regioni spesso toccate dalla calura, come la Svizzera occidentale, i periodi canicolari si susseguono a distanza più ravvicinata, rispettivamente, nelle regioni toccate solo saltuariamente dalla canicola nel passato la loro presenza diventa regolare.

Nubifragi, non bombe d'acqua

Intanto gli ultimi giorni di questo caldo giugno sono segnati da forti precipitazioni che hanno anche causato qualche disagio. Sul blog online di Meteo Svizzera si mettono quindi i puntini sulle i. “Probabilmente introdotto dai mass media in cerca di titoli accattivanti – si legge – il termine bomba d’acqua sta diventando di uso comune, vuoi per l’intensificarsi di fenomeni estremi, vuoi per la ricerca di quel sensazionalismo di cui un po’ tutti siamo complici. Il corretto nome per il fenomeno è però nubifragio”. Perché allora c'è chi parla di bomba d'acqua? “Forse il nuovo termine è stato suggerito da un infelice traduzione dall’inglese, cloudburst = nubifragio, dove il termine cloud = nuvola e burst = scoppiare, sono poi scaturiti in bomba d’acqua”. Male. Anche perché “è proprio in Ticino, che in Svizzera si detiene il record dei rovesci più intensi, simili quantitativi caduti in tempi così brevi possono essere correlati a fenomeni di nubifragio”.

Ieri, 20:482017-06-26 20:48:50
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Maltempo, disagi in tutto il Ticino

Oltre alla strada cantonale tra Rancate e Besazio, nel Mendrisiotto, la Polizia cantonale segnala disagi per il maltempo anche sulla cantonale tra Gnosca e Preonzo (l'arteria è...

Oltre alla strada cantonale tra Rancate e Besazio, nel Mendrisiotto, la Polizia cantonale segnala disagi per il maltempo anche sulla cantonale tra Gnosca e Preonzo (l'arteria è chiusa per la caduta di un albero) e sulla strada principale PA13, all'altezza dell'uscita di Ascona (rami sul campo stradale).

Ieri, 16:372017-06-26 16:37:08
Andrea Manna @laRegione

Consegnata la petizione contro l'espulsione dei Gemmo. Hassan, uno dei figli: “Vi ringrazio. Il mio sogno? Poter studiare”

«È una procedura che riguarda l'asilo e quindi è di competenza della...

«È una procedura che riguarda l'asilo e quindi è di competenza della Confederazione. Ciò che come Consiglio di Stato possiamo fare è di contattare l'autorità federale: domani (oggi, ndr.) ne discuteremo nel corso della nostra seduta e prenderemo una decisione, vedremo come muoverci». Parole semplici, chiare quelle pronunciate dal presidente del governo ticinese Manuele Bertoli accogliendo a Palazzo delle Orsoline la delegazione di (ormai ex) allievi della 4C del Liceo 1 di Lugano, che questo pomeriggio ha consegnato – all'indirizzo di governo e Gran Consiglio –  la petizione “urgente” (in tre giorni quasi seicento firme su carta e oltre mille online) per la revoca dell'espulsione della famiglia Gemmo, di origine curda, proveninente dalla Siria. Famiglia che da oltre un anno è ospite del centro asilanti  della Croce Rossa a Paradiso e che ha interposto ricorso contro  il prospettato suo 'rientro' in Grecia dove erano stati registrati. Contro la decsione della Segreteria di Stato per la migrazione i Gemmo hanno inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale, che ha concesso l'effetto sospensivo per il marito (l'uomo è oggi gravemente malato), la moglie e tre figli minorenni. Non per gli altri due nel frattempo divenuti maggiorenni, i quali dovrebbero pertanto lasciare la Svizzera entro fine mese. «Ho parlato con alcuni miei colleghi  e si è consapevoli della situazione in cui si trova questa famiglia – ha aggiunto Bertoli –. Spero che su questo caso non ci si divida. Domani comunque sarà uno degli argomenti che il governo affronterà. Ripeto: la procedura è di competenza della Confederazione e, per giunta, il caso è sotto la lente di un tribunale». Alla consegna della petizione c'era anche Hassan, uno dei due figli maggiorenni dei Gemmo: «Ringrazio tutti coloro che hanno preso a cuore la vicenda della mia famiglia. Da voi mi trovo molto bene. Il mio sogno è di poter studiare e trovare un lavoro».

Ieri, 15:412017-06-26 15:41:02
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Direzione Rsi, lascia Tonascia

Si dividono le strade di Patrick Tonascia e della Rsi. Stando a nostre informazioni, l'azienda di Comano e il membro della direzione e responsabile del Dipartimento operazioni avrebbero...

Si dividono le strade di Patrick Tonascia e della Rsi. Stando a nostre informazioni, l'azienda di Comano e il membro della direzione e responsabile del Dipartimento operazioni avrebbero infatti concordato la cessazione del rapporto di impiego. Una separazione che sarebbe dovuta a divergenze in merito alle strategie future del Dipartimento. La carica verrà ricoperta ad interim dal direttore Maurizio Canetta.

Proveniente dal mondo dell'economia privata, Tonascia era tra i nomi che circolavano quando si è trattato di scegliere il sostituto di Dino Balestra alla testa della Rsi. Carica poi affidata a Canetta.

Ieri, 15:222017-06-26 15:22:16
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È arrivato il coleottero asiatico Pj: 'Nocivo per il territorio, segnalateci la sua presenza'

Attenzione al coleottero Pj: infesta i prati e si nutre di fiori e piante ornamentali. Viene dall'Asia ed è...

Attenzione al coleottero Pj: infesta i prati e si nutre di fiori e piante ornamentali. Viene dall'Asia ed è arrivato in Ticino. A lanciare l'allarme è la Sezione dell’agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe), la quale comunica che, la scorsa settimana, in una trappola a feromoni situata a Stabio nelle immediate vicinanze del confine del Gaggiolo, sono stati catturati tre adulti del coleottero giapponese, Popillia japonica (detto Pj), insetto inserito tra gli organismi di quarantena. Si tratta quindi, per definizione, di un organismo nocivo, potenzialmente dannoso per il nostro territorio, contro il quale vige una lotta ufficiale per contenerne la diffusione. L’obiettivo attuale è quello di eradicare questo primo focolaio, apparentemente molto contenuto.

Chi è: coleottero scarabeide originario del Giappone.
Diffusione: questo pericoloso coleottero è giunto in Europa dapprima nelle Isole Azzorre (Portogallo) nel 1970 e, più recentemente, in Italia. È stato avvistato per la prima volta nell'estate del 2014 nella zona del Parco del Ticino, riguardando sia il Piemonte (Provincia di Novara) che la Lombardia (Provincia di Varese, zona dell’aeroporto internazionale della Malpensa compresa).
Caratteristiche: è un piccolo coleottero, il cui adulto misura 8-12 mm di lunghezza e 5-7 mm di larghezza. Il colore è dato sostanzialmente dalle elitre (ala sclerificata tipica dei coleotteri) che sono color rame, mentre il capo ed il pronoto (zona immediatamente dietro alla testa) sono verde metallico. Le larve vivono nel terreno, sono lunghe 20 mm a maturità (3 stadi larvali) e sono molto simili a quelle di qualunque altro maggiolino: a forma di C, di colore bianco con capo e zampe marrone chiaro.
Possibili confusioni: Pj è caratterizzata dalla presenza sull’addome di cinque ciuffi di peli bianchi per lato (frecce rosse nell’immagine) e altri due all’estremità (freccia gialla, carattere fortemente distintivo). Queste sue particolarità permettono di distinguerla facilmente da altre specie già presenti nella nostra regione come il maggiolino degli orti (Phyllopertha horticola), la cetonia dorata (Cetonia aurata) e l’Anomala vitis.
Il coleottero indigeno che assomiglia maggiormente per forma e dimensione a Pj è il giugnino (Mimela junii), il cui adulto ha colore simile a Pj e presenta anche delle macchie laterali bianche. Si distingue dal coleottero giapponese in quanto è un po’ più grande di Pj (lunghezza 15 mm), non presenta nessuna macchia a livello caudale e le elitre coprono tutto il corpo.
Quando è presente Pj: gli adulti emergono dal terreno a partire da inizio-metà giugno (prima segnalazione 2017: 29 maggio, Turbigo, Ufficio fitosanitario Regione Lombardia) e l’inizio delle ovideposizioni avviene dopo pochi giorni, sotto la cotica erbosa. Il picco di presenza degli adulti è tra luglio e agosto. Compie una sola generazione/anno.
Danni: La larva infesta i prati, in particolare quelli irrigui di graminacee, nutrendosi delle radici. Gli adulti sono polifagi e attaccano piante spontanee, di pieno campo, ornamentali e forestali, determinando defogliazioni e distruzione della pianta e dei fiori. Gli adulti possono alimentarsi su quasi 300 specie vegetali, ma i danni più gravi interessano un numero limitato di piante. Tra le più colpite alle nostre latitudini ci sono acero, glicine, rosa, rovo, tiglio, olmo, mais, melo, pesco, soia e vite.
Misure di prevenzione, contenimento e controllo: il Servizio fitosanitario continuerà con i controlli, sia visivi che tramite trappole a feromone, del territorio, in particolare attorno alla zona del ritrovamento. Alla popolazione si chiede gentilmente di segnalare qualsiasi caso sospetto.
Come fare in caso di un possibile avvistamento in Ticino:
o fare una fotografia dell’insetto (importante per la validazione);
o annotare luogo e data del ritrovamento;
o se possibile, catturarlo, conservarlo in una scatola chiusa e, all’occasione, congelarlo;
o segnalare subito il caso al Servizio fitosanitario della Sezione dell’agricoltura, via mail (servizio.fitosanitario@ti.ch) oppure telefonicamente (091 814 35 85/86/57).

 

Ieri, 14:262017-06-26 14:26:48
@laRegione

Minaccia le Guardie di confine con un cacciavite: arrestato un cittadino guineano

Il Ministero pubblico, la Polizia cantonale e le Guardie di confine comunicano che ieri è stato arrestato un 31enne cittadino...

Il Ministero pubblico, la Polizia cantonale e le Guardie di confine comunicano che ieri è stato arrestato un 31enne cittadino guineano. Per cause che l'inchiesta di polizia dovrà stabilire, l'uomo, giunto a piedi presso il valico di Gandria poco dopo la mezzanotte, ha minacciato con un cacciavite due guardie di confine che gli avevano chiesto i documenti. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono violenza o minaccia contro i funzionari ed entrata illegale. L'inchiesta è coordinata dal Sostituto Procuratore generale Antonio Perugini.

Ieri, 13:122017-06-26 13:12:59
@laRegione

Disegnato il Ticino a 27 Comuni

La dieta sarà drastica: dagli attuali 120 i Comuni ticinesi passeranno nei prossimi anni a 27. È lo scenario previsto dalla seconda fase del Piano cantonale delle aggregazioni (Pca)...

La dieta sarà drastica: dagli attuali 120 i Comuni ticinesi passeranno nei prossimi anni a 27. È lo scenario previsto dalla seconda fase del Piano cantonale delle aggregazioni (Pca) presentato stamane dal direttore del Dipartimento istituzioni e che sarà messo in consultazione. Se l'esito sarà positivo, la palla passerà a governo prima e Gran Consiglio poi. La prima versione del Pca, lo ricordiamo, prevedeva di ridurre a 23 il numero degli enti locali.

Ecco il comunicato stampa del Consiglio di Stato: 

Il Consiglio di Stato ha dato il proprio via libera alla seconda fase di consultazione del Piano cantonale delle aggregazioni (Pca), dopo che nella prima fase erano state raccolte opinioni e proposte riguardo agli indirizzi politici da adottare in questo settore di cruciale importanza per il futuro del Cantone.

Nel corso della mattinata, il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi hanno presentato i nuovi scenari previsti dal Piano cantonale delle aggregazioni, le modalità di attuazione gli incentivi che ne sosterranno l’attuazione, sotto forma di contributi per la riorganizzazione amministrativa e per investimenti di sviluppo socio-economico. È stato inoltre spiegato come il Governo intende applicare la Legge sulle aggregazioni e quella sulla perequazione, coordinandole con il Pca e con la riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020». Il progetto sarà ora sottoposto a una nuova consultazione fra Comuni, associazioni di Comuni e partiti politici rappresentati in Gran Consiglio. Una volta raccolte le indicazioni e adattato il progetto, il Consiglio di Stato allestirà un messaggio all’attenzione del Parlamento, al quale spetta la competenza di adottare i contenuti del Pca.

Il Piano cantonale delle aggregazioni è lo strumento di riferimento per definire l’assetto istituzionale del Ticino di domani e accompagnare la riforma del Comune e quella dei suoi rapporti con il Cantone. Il Pca è nato nel 2011, con l’approvazione della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni da parte del Gran Consiglio, che aveva previsto l’elaborazione di uno strumento per definire le linee guida a lungo termine del Consiglio di Stato. In seguito i lavori erano stati sospesi in attesa della sentenza del Tribunale federale sull’iniziativa popolare «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona», per poi riprendere nella seconda parte del 2016 con una nuova consultazione interlocutoria negli agglomerati (escluso il Bellinzonese) alla ricerca di soluzioni condivise. Il Consiglio di Stato ha in seguito consolidato gli scenari aggregativi, passati da 23 a 27, in particolare estrapolando il comparto delle Terre di Pedemonte e del «Piano» nel Locarnese, della «Collina Nord», «Collina Sud» e «Melide-Vico-Morcote» nel Luganese; sono inoltre state riordinate le ipotesi già elaborate per Capriasca, Malcantone Est e Ovest e Luganese.

Ieri, 12:252017-06-26 12:25:46
Paolo Ascierto @laRegione

Famiglia siriana, arriva l'interrogazione: 'Teniamoli uniti!'

Finirà sul tavolo del Consiglio di Stato il caso della famiglia curdo-siriana che rischia di venir divisa dall'espulsione di due figli maggiorenni....

Finirà sul tavolo del Consiglio di Stato il caso della famiglia curdo-siriana che rischia di venir divisa dall'espulsione di due figli maggiorenni. Per il granconsigliere Ppd Fiorenzo Dadò e i suoi colleghi di partito Maurizio Agustoni, Sara Beretti Piccoli e Lorenzo Jelmini, la denuncia della classe del Liceo Lugano 1 è “meritevole dell'attenzione della politica cantonale e non solo!”. E quindi ecco l'interrogazione dal titolo “Autorità ticinesi, teniamo unita questa famiglia” che pone al Consiglio di Stato tre domande: “Quali sono le competenze delle autorità cantonali riguardo la situazione di questa famiglia?; Esistono delle clausole di carattere straordinario che permettono un intervento delle autorità cantonali a favore della permanenza in Svizzera, rispettivamente del Canton Ticino, di tutti i membri della famiglia?; Il Consiglio di Stato intravede la possibilità di una misura urgente che tenga conto della situazione straordinaria di questa famiglia, in particolare dei figli da poco maggiorenne?”. Fra poche ore verranno intanto consegnate a Palazzo delle Orsoline le firme raccolte contro l'allontanamento dei due ragazzi curdo-siriani, che dovrebbero tornare in Grecia. Le sottoscrizioni sono settecento e contano nomi noti, come quello dell'ex vescovo Giacomo Grampa e dell'ex presidente del Consiglio nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi.  

Ieri, 11:152017-06-26 11:15:54
@laRegione

Dramma di Ascona: tra gelosia, stalking e rammarico

Gelosia, denunce, liti e urla che si udivano fino in strada. E poi un precedente lutto e i messaggi su Facebook tra cordoglio e ricerca della forza per andare...

Gelosia, denunce, liti e urla che si udivano fino in strada. E poi un precedente lutto e i messaggi su Facebook tra cordoglio e ricerca della forza per andare avanti. Emergono nuovi dettagli sul dramma di Ascona, dove venerdì una 38enne macedone è stata freddata dai colpi di pistola esplosi da suo marito.

Ieri il 'Quotidiano' ha raccolto la testimonianza della figlia della vittima. La quale ha parlato di un uomo, il presunto omicida, che non avrebbe mancato di minacciare la compagna. “O stai con me o ti ammazzo”, le accuse di avere un amante e l'obbligo a non uscire più di casa: questo e altro, secondo il racconto della figlia, avrebbero portato la donna a denunciare il marito per stalking. Una denuncia che non era caduta nel nulla: l'uomo doveva mantenere almeno trecento metri di distanza dalla 38enne. Una misura che non è però riuscita a frenare la furia omicida.

Oggi 'Tio.ch' parla inoltre di un precedente e tragico incidente d'auto nel quale otto anni fa l'omicida avrebbe perso la prima moglie. Un fatto che, secondo le testimonianze raccolte dal portale, avrebbe segnato il macedone. Su Facebook intanto una delle figlie della vittima descrive l'omicidio di Ascona come un «orrore inspiegabile». «Non importa quanto sia difficile o doloroso, anche questa volta – aggiunge la ragazza – si è costretti a stringere i denti». E poi il saluto: «Riposa in pace grande donna, sei e sarai sempre nei nostri cuori».

Ieri, 06:202017-06-26 06:20:00
Paolo Ascierto @laRegione

Edilizia, Lia più facili per le grandi imprese

Lattoneria, gessatura e opere di giardinaggio. Ma pure idraulica, carpenteria e posa dei ponteggi. E via dicendo. Tra le proprie fila le grandi ditte di costruzioni...

Lattoneria, gessatura e opere di giardinaggio. Ma pure idraulica, carpenteria e posa dei ponteggi. E via dicendo. Tra le proprie fila le grandi ditte di costruzioni contano talvolta dipendenti in grado di ‘fare da sé’ simili mansioni. Mansioni proprie però dell’artigianato. E quindi: pure tali ditte generali devono sottostare alla Legge cantonale sulle imprese artigianali, la Lia, e iscriversi al relativo albo? Devono farlo sebbene siano già parte di un altro albo, quello cantonale delle imprese (Lepicosc)? Sì e no. E in ogni caso non saranno tenute a pagare la tassa d’iscrizione, né a dimostrare una volta di più di adempire determinati criteri di qualità. Ciò perché nelle scorse settimane la Commissione di vigilanza sulla Lia e la Società impresari costruttori (Ssic-Ti) sono giunte a...

25.6.2017, 08:242017-06-25 08:24:32
@laRegione

Maltempo, notte da allarme rosso nel Ticino centro-meridionale

Forti raffiche di vento, attività elettrica intensa, pioggia battente e persino grandine. Quella appena trascorsa è stata una notte da allarme rosso...

Forti raffiche di vento, attività elettrica intensa, pioggia battente e persino grandine. Quella appena trascorsa è stata una notte da allarme rosso nel Sottoceneri e in alcune parte del Locarnese e Bellinzonese. Fra le 3.30 e le 7 circa sono sette i comunicati diramati da Meteo Svizzera per allertare riguardo ad altrettante ondate di maltempo che si sono abbattute sul Ticino. 

I forti temporali hanno da un lato abbassato le alte temperature degli ultimi giorni, ma hanno d'altro canto portato a disagi sulle vie di comunicazione. È stato richiesto l'intervento di pompieri e polizia in varie zone per allagamenti e piante cadute almeno una cinquantina di volte. La maggior parte dei casi è sotto controllo, ma per alcuni ci vorranno ancora ore di lavoro. 

23.6.2017, 19:542017-06-23 19:54:53
@laRegione

Due agenti a processo per fatti del 2013

Emerge oggi una vicenda datata novembre 2013, quando due poliziotti fecero scendere dall'auto un conducente ubriaco, picchiandolo dapprima nel posteggio dell'Ospedale La...

Emerge oggi una vicenda datata novembre 2013, quando due poliziotti fecero scendere dall'auto un conducente ubriaco, picchiandolo dapprima nel posteggio dell'Ospedale La Carità, dopo che questi aveva dato in escandescenza, e – dopo l'ammanettamento – colpendolo con calci e pugni. Il trattamento continuò poco più tardi in gendarmeria. Il cittadino italiano (rappresentato da Stefano Will) rimase ricoverato per 4 giorni, subendo più interventi chirurgici. I mesi di invalidità totale gli costarono la perdita del posto di lavoro.

Come anticipato questa sera dalla Rsi, i due agenti della Polizia cantonale in forza ai reparti mobili del Sopraceneri (difesi da Andrea Bersani e Brenno Canevascini), verranno presto processati. Alle Assise Correzionali dovranno rispondere di ripetute lesioni semplici, abuso di autorità e (in un caso) vie di fatto. I reati sono contenuti nei decreti d’accusa, cui entrambi si sono opposti, confermati dal procuratore generale John Noseda, che ha proposto una pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere sospese e una multa. La procura ha già prosciolto un terzo agente, e condannato la presunta vittima per la guida in stato di inattitudine.  

23.6.2017, 15:052017-06-23 15:05:28
Generoso Chiaradonna @laRegione

Il femminicidio, una drammatica realtà europea

Il dramma di questa mattina ad Ascona è soltanto l'ultimo di eventi tragici che riguardano donne. Stando agli ultimi dati della Statistica criminale di polizia (Spc)...

Il dramma di questa mattina ad Ascona è soltanto l'ultimo di eventi tragici che riguardano donne. Stando agli ultimi dati della Statistica criminale di polizia (Spc) diffusi alla fine dello scorso marzo delle 19 persone uccise durante il 2016, ben 18 erano donne. Ogni venti giorni, di fatto, c'è stato un'omicidio di una donna. Nelle vicina Italia si è coniugato un neologismo ('femminicidio') per indicare quei delitti passionali in cui la vittima è una donna. Atti scellerati generalmente commessi da uomini che non accettano un fallimento della vita di coppia. Un fenomeno in aumento in tutti i paesi e la Svizzera, stando ai dati della Spc, non fa eccezione. Fidanzati gelosi o che si sentono respinti, ma anche uomini maturi stanchi della vita matrimoniale. Tutti gli episodi hanno come comune denominatore il fatto che la donna viene vista come il nemico per eccellenza. La sua eliminazione rappresenta – nella folle visione degli assassini – l'unica soluzione possibile per un universo maschile allo sbando. Un fenomeno che riguarda la nostra società a tutti i livelli, a prescindere dall'età e dal ceto sociale o cultura di provenienza.

In Europa i Paesi in cui le donne sono più vittime di violenza sono – a sorpresa – quelli del Nord. Stando ad alcuni dati diffusi dall'Istat (l'Istituto di statistica italiano) nei mesi scorsi sul fenomeno della violenza sulle donne in Italia e Europa, sarebbero proprio Danimarca e Norvegia con il 26,9% e il 22,19% di donne che hanno denunciato abusi o violenze. In Italia si è fermi al 12,2%. Questo non vuole dire che ci siano meno episodi. Molto probabilmente si denuncia di meno.

Per quanto riguarda i femminicidi, per il 2016 il primato spetta all'Europa dell'Est: Lettonia (3 donne uccise ogni 100 mila abitanti); Bielorussia, Moldavia, Lituania (due ogni 100 mila). La Svizzera con le 18 uccise lo scorso anno segna uno 0,46 ogni 100 mila abitanti.

23.6.2017, 15:052017-06-23 15:05:01
Marco Marelli

Frontalieri convocati dal premier Gentiloni

I frontalieri hanno un appuntamento con Paolo Gentiloni. Il premieri italiano, che nel periodo in cui era ministro degli Esteri aveva toccato con mano le problematiche...

I frontalieri hanno un appuntamento con Paolo Gentiloni. Il premieri italiano, che nel periodo in cui era ministro degli Esteri aveva toccato con mano le problematiche legate a questa categoria di lavoratori, non ha infatti tardato a rispondere alla lettera di Alessandro Tarpini, il presidente del Consiglio intersindacale Ticino-Lombardia-Piemonte, e di Vittorio Giumelli, presidente del Csri Lombardia-Grigioni. Lettera spedita lo scorso 13 giugno e tramite la quale si sollecitava a Gentiloni un incontro urgente. Orbene, oggi da Roma è giunta la convocazione per le 11 di martedì 27 giugno. Della delegazione per il Csri Ticino-Lombardia-Piemonte ci saranno in rappresentanza di Unia e Ocst Sergio Aureli e Andrea Puglia. E al centro dell’ampia discussione è previsto soprattutto l’accordo parafato nel dicembre 2015 sul nuovo sistema fiscale per i frontalieri. Ma la delegazione non mancherà di esprimere anche le preocupazioni sull’escalation di azioni ostili nei confronti dei frontalieri.
Per quanto concerne il nuovo sistema fiscale, osserva Sergio Aureli, andranno tenute in conto alcune specificità, incominciando dal cambio euro-franco. Importante inoltre la franchigia, attualmente fissata in 7'500 euro per tutti, e il periodo entro il quale dovrebbe andare a regime il nuovo sistema , attualmente indicato in dieci anni. «Un cambio radicale, considerato che non pochi frontalieri hanno preso impegni finanziari, come il mutuo della casa», sottolinea Aureli. Fra i sindacalisti serpeggia tra l’altro una forte preoccupazione, legata al rischio di introdurre in Svizzera l’evasione fiscale per evitare di pagare le quote Irpef più alte. Insomma, verranno chiesti aggiustamenti anche per arginare il rischio del dumping salariale e il potenziamento dei meccanismi di protezione sociale, quali ad esempio disoccupazione, maternità, per compensare la penalizzazione fiscale.

22.6.2017, 06:102017-06-22 06:10:00
Andrea Manna e Chiara Scapozza

Argo 1, la mail con cui il capo dell'Ussi Scheurer ritratta

Voci? Rumors? È tutto nero su bianco. In una mail. In un messaggio di posta elettronica, preceduto da una telefonata, che il 12 giugno Renato Scheurer,...


Voci? Rumors? È tutto nero su bianco. In una mail. In un messaggio di posta elettronica, preceduto da una telefonata, che il 12 giugno Renato Scheurer, capo dell’Ussi, l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, invia al coordinatore della Vigilanza, la sottocommissione del Gran Consiglio che si sta occupando dello scottante caso Argo 1. Una mail in cui Scheurer corregge il tiro rispetto a quanto dichiarato alla stessa sottocommissione (vedi la ‘Regione’ di martedì 20). Rispondendo alle domande della Vigilanza, da lei convocato in maggio per essere sentito sul controverso mandato milionario assegnato a suo tempo dal Dipartimento sanità e socialità all’agenzia di sicurezza per la sorveglianza di centri d’accoglienza per richiedenti l’asilo, l’alto funzionario del Dss aveva...

21.6.2017, 15:572017-06-21 15:57:51
@laRegione

Legge imprese artigianali (Lia): 4'600 firme ne chiedono l'abrogazione

Sono 4’602 le firme che in un paio di mesi l’artigiano Andrea Genola è riuscito a raccogliere per chiedere l’abrogazione della Lia, la Legge...

Sono 4’602 le firme che in un paio di mesi l’artigiano Andrea Genola è riuscito a raccogliere per chiedere l’abrogazione della Lia, la Legge sulle imprese artigianali. Oggi al presidente del Gran Consiglio Walter Gianola non sono invero state consegnate le firme, bensì un brevetto notarile che ne certifica l’esistenza. E questo poiché Genola non intende fermarsi a Bellinzona, bensì recarsi a Berna, “in quanto la Lia colpisce tutte le ditte svizzere che vogliono lavorare in Ticino”, ricorda in una nota (lo sostiene peraltro anche la Comco, la Commissione della concorrenza, che ha interposto ricorso per violazione della legge sul mercato interno).

A motivare la richiesta di stralcio della Lia (adottata dal parlamento cantonale nel 2015 e frutto di un’iniziativa parlamentare elaborata del 2012) è la difesa della “libertà economica”, peraltro “sancita dalla nostra Costituzione”. Secondo Genola, e gli artigiani che rappresenta, “la legge Lia erode questo importante principio”, soprattutto perché “discriminatoria” per le aziende ticinesi rispetto a quelle svizzere (per i costi di iscrizione all’albo) e rispetto a quelle italiane (per le “differenze di responsabilità per il titolare”). Ma anche tra aziende del territorio: “Carica degli stessi costi aziende con dimensioni diverse favorendone dunque una piccola parte”.

Secondo chi ha firmato la petizione, la Lia persegue scopi già previsti da leggi e strumenti esistenti. Dunque “genera solo burocrazia e costi supplementari per raggiungere degli scopi già perseguti da altri enti, leggi e regolamenti”.

Inoltre, concede “un potere di deroga illimitato a una commissione [quella che dà il via libera alle iscrizioni all’albo, ndr] dove il conflitto di interessi non può essere escluso”. Oltre alla citata opposizione della Comco, altri ricorsi sono pendenti al Tribunale amministrativo cantonale.

20.6.2017, 14:032017-06-20 14:03:50
Generoso Chiaradonna @laRegione

Vendesi villa ad Ascona – Si accettano Bitcoin

La vendita di una casa non fa certo notizia. Che il venditore accetti in contropartita i Bitcoin è certamente più curioso. È quanto sta cercando di fare Stefan...

La vendita di una casa non fa certo notizia. Che il venditore accetti in contropartita i Bitcoin è certamente più curioso. È quanto sta cercando di fare Stefan Christiani con una villa di Ascona.

Non franchi svizzeri, quindi, ma bitcoin, la criptovaluta agli onori della cronaca in questi mesi grazie a quotazioni stratosferiche (un bitcoin oggi pomeriggio valeva 2'617 dollari circa, ndr). Il 36nne Stefan Christiani è determinato a promuovere la prima vendita di una proprietà ticinese in Bitcoin. E non si tratta solo di una prima Ticinese ma bensì di una prima Svizzera.
“Come appassionato di nuove tecnologie, sono fermamente convinto nei vantaggi enormi
del Bitcoin rispetto alle tradizionali valute come il dollaro, l’euro o il franco svizzero.” afferma Christiani. “Bitcoin è un metodo di pagamento veloce, sicuro, che non ha bisogno di intermediari e, secondo me, rivoluzionerà il modo in cui si effettuano pagamenti”.
La villa appartiene a un amico di Christiani ed è stata costruita nel 1954 nel tipico stile
ticinese di quegli anni. Situata sulla collina di Ascona ha un terreno che misura circa
600mq, una zona abitabile di circa 165mq e dispone di 7.5 camere come pure una piscina
coperta. Due ampi terrazzi hanno vista sul lago maggiore e l’intera proprietà si trova a
pochi passi dal centro di Ascona. La villa è ufficialmente in vendita per 829 Bitcoin (2,169 milioni di dollari ovvero 2 milioni di franchi circa, ndr). Christiani si appoggia per le questioni tecniche e giuridiche alla fiduciaria Boverat Sa di Chiasso.
Ricordiamo che la città di Zugo ha promosso una sorta di criptovalley dedicata a chi vuole sviluppare il comparto delle criptovalute in Svizzera e anche le Ffs vendono bitcoin direttamente dai loro distributori automatici di biglietti. Ora anche il mondo immobiliare, o almeno una parte, cerca di cavalcare la novità bitcoin.

20.6.2017, 13:522017-06-20 13:52:00
Andrea Manna @laRegione

Pg, anche un assessment per i cinque candidati

Non solo verranno sentiti dalla Commissione di esperti indipendenti, i cinque candidati alla carica di procuratore generale saranno sottoposti anche a un assessment da...

Non solo verranno sentiti dalla Commissione di esperti indipendenti, i cinque candidati alla carica di procuratore generale saranno sottoposti anche a un assessment da parte di una ditta specializzata. Lo ha deciso l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, che stamattina si è incontrato con il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti per fare il punto su procedura e tempi legati alla nomina del pg. Ancora non si se la società che verrà incarica degli assessment sarà ticinese o d'Oltralpe. Il parlamento eleggerà il subentrante di John Noseda «a inizio autunno», ha indicato il presidente del Gran Consiglio  Walter Gianora incontrando i giornalisti al termine dell'incontro con i vertici del Dipartimento.

20.6.2017, 11:372017-06-20 11:37:23
@laRegione

Allarme canicola

Per i prossimi giorni e fino a sabato MeteoSvizzera prevede un pericolo di livello 3 per quanto riguarda la canicola che dovrebbe riguardare buona parte del cantone Ticino, in particolare per il...

Per i prossimi giorni e fino a sabato MeteoSvizzera prevede un pericolo di livello 3 per quanto riguarda la canicola che dovrebbe riguardare buona parte del cantone Ticino, in particolare per il Sottoceneri. Nella giornata di giovedì sono attesi oltre 35 gradi. In Ticino e Vallese è allerta nei luoghi sotto i 600 metri di altitudine.

Durante questo periodo si consiglia di seguire le raccomandazioni del Gruppo operativo salute e ambiente (Gosa) del Dipartimento della sanità e della socialità.
Se esposte a temperature elevate e per un periodo di tempo prolungato, anche le persone che godono di buona salute possono soffrire di forti disagi. In questi casi il corpo non riesce infatti a dissipare il calore in eccesso, e potrebbero emergere patologie serie come il colpo di sole e il colpo di calore. Quest’ultimo, in particolare, non è per forza legato a un’esposizione diretta al sole, ma può – ad esempio – verificarsi quando le persone si trovano in locali chiusi, poco ventilati, con temperature e umidità elevate. In caso di canicola si consiglia di bere molta acqua e consumare pasti leggeri, con molta frutta e verdura; evitare sforzi intensi nelle ore di maggiore insolazione (tra le 12 e le 16); impedire al caldo di entrare nelle case, oscurando le finestre durante il giorno e arieggiando durante la notte rimanere in casa o in zone fresche e, se possibile, in ambienti climatizzati nelle ore di maggiore insolazione (tra le 12 e le 16).
Per le persone sensibili – lattanti, bambini piccoli, anziani fragili, persone affette da malattie croniche o che assumono farmaci regolarmente – è inoltre consigliabile: fare più spesso la doccia o il bagno e bere molta acqua; avvisare i vicini o i servizi sociali se devono passare un periodo da soli; consultare il medico o il farmacista; in caso di urgenza, rivolgersi al servizio 144

20.6.2017, 11:122017-06-20 11:12:20
@laRegione

Perequazione, il Ticino tra i beneficiari ma meno dello scorso anno

Nel 2018 la Confederazione e i Cantoni finanziariamente forti metteranno a disposizione di quelli più deboli 4,076 miliardi, il 3,2% in più...

Nel 2018 la Confederazione e i Cantoni finanziariamente forti metteranno a disposizione di quelli più deboli 4,076 miliardi, il 3,2% in più rispetto a quest’anno. Il Ticino riceverà 41,5 milioni, circa 6 milioni in meno, mentre l’importo versato ai Grigioni rimarrà pressoché invariato: 268,1 milioni. I calcoli saranno ora sottoposti ai cantoni che esprimeranno il loro parere. L’Amministrazione federale delle finanze (Aff) ha adeguato i versamenti di compensazione dei cantoni per il 2018 basandosi sull’evoluzione del potenziale delle risorse e il rincaro per la compensazione degli oneri. L’anno prossimo Obvaldo diventerà un cantone finanziariamente forte, mentre Vaud sarà declassato a cantone debole.