Ticino

Oggi, 23:002017-10-18 23:00:47
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I socialisti bocciano il pacchetto socio-fiscale

Fermare, congelare il progetto in attesa della rivista legge federale sulla Riforma III delle imprese e separare ciò che non può convivere ovvero la fiscalità dalla...

Fermare, congelare il progetto in attesa della rivista legge federale sulla Riforma III delle imprese e separare ciò che non può convivere ovvero la fiscalità dalla socialità. Se così non sarà, se il Gran Consiglio accoglierà il pacchetto fisco-sociale (una ventina milioni di sgravi e altrettanti per il sostegno alle famiglie), il Ps si batterà per convincere il popolo a dire no, parteciperà al probabile comitato referendario. Una presa di posizione, quella espressa ieri a Bellinzona dal Comitato cantonale socialista, non certo facile. Alla fine è prevalsa la posizione della Direzione (31 favorevoli, 21 contro e 4 astenuti), ma solo dopo un confronto ampio, appassionato e a tratti persino concitato. In una Casa del Popolo decisamente gremita di delegati – come da tempo non capitava – la politica degli sgravi fiscali, per quanto “infarcita” di proposte sociali, resta un forte richiamo per chi – come i socialisti – si batte per una miglior ridistribuzione del reddito. Perché questo è stato il tema dominante del dibattito fra “pragmatici riformisti” e “idealisti”, o meglio, andando oltre gli schematismi, fra chi vede questo pacchetto fiscale e sociale come «una grande trappola», per dirla con Anna Biscossa, e chi invece lo considera «uno scambio conveniente nella logica del dare e avere» vedi Manuele Bertoli, consigliere di Stato. Igor Righini, presidente, si è limitato a presentare la risoluzione del gruppo dirigente precisando alla fine che «questo progetto non è politicamente equo». All’inizio, nel ricordare i 25 anni dalla costituzione della sezione ticinese del Ps, nata dalla fusione fra Pst e Psa, il presidente cantonale ha voluto, guarda caso, mettere l’accento sulla necessità di «fare gioco di squadra» perché «le nostre diversità sono una risorsa». Già sapeva Righini, del resto, che di lì a poco sarebbe tornata, prepotente, la questione di sempre, che ha attraversato la storia socialista: compromessi col “nemico” per migliorare la vita dei più deboli o sguardo lungo verso un’identità forte capace di cambiare davvero le sorti dei salariati? Ha prevalso la seconda, anche perché – s’è detto ieri sera – «se diciamo sì [al pacchetto fiscale, ndr] siamo complici della politica liberale e così si perde», come ha affermato il rappresentante della Giso, i giovani e dunque il futuro della sinistra ticinese. Certo, ma un pacchetto sociale come questo – ha risposto Pepita Vera Conforti – in altri tempi ce lo sognavamo (21 milioni pagati dai datori di lavoro): gli sgravi fiscali non ci piacciono ma queste concessioni sono importanti. Eh no cari compagni, ha quasi tuonato Anna Biscossa, «era meglio il pacchetto fiscale della signora Masoni, perché più trasparente». Contenuti a parte, è il metodo che proprio non convince: «Fare mercato è autolesionismo» ha aggiunto la già presidente. E se si cede oggi, si dovrà sempre contrattare un po’ di sgravi per un tanto al chilo di socialità.

Oggi, 17:252017-10-18 17:25:54
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Anche Syndicom stigmatizza l'articolo del Cdt: 'È contrario alle regole del giornalismo corretto'

Ancora una reazione, questa volta di Syndicom, che stigmatizza l’articolo del Corriere del Ticino di oggi...

Ancora una reazione, questa volta di Syndicom, che stigmatizza l’articolo del Corriere del Ticino di oggi sul caso Argo 1 poiché ritenuto “contrario alle buone regole del giornalismo corretto”. Il sindacato commenta: “L’articolo odierno crea confusione, è tendenzioso e distoglie l’attenzione dai fatti concreti, fornendo informazioni poco rilevanti dal punto di vista giornalistico. Viene messa in discussione la credibilità dei collaboratori, peraltro già confermata dalla magistratura, e denigrato l’operato di chi si impegna con coraggio, attraverso il giornalismo d’inchiesta, nella ricerca della verità. È particolarmente grave e preoccupante che con questo articolo il CdT abbia esposto mediaticamente un collaboratore finora mai citato, definendolo infiltrato, solamente per aver denunciato al suo sindacato gli abusi”. E ancora: “Syndicom ritiene che siano stati violati i principi fondamentali del giornalismo e confida nel fatto che la direzione del CdT intervenga immediatamente prendendo le distanze da questo modo indegno di fare informazione”. Infine viene ribadito “il pieno sostegno a tutti i giornalisti che, in difesa del nostro sistema democratico, si impegnano quotidianamente nella ricerca della verità”.

Oggi, 15:542017-10-18 15:54:38
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Laurent Pellandini sarà il nuovo direttore del Carl

Nella seduta odierna il Consiglio di Stato ha nominato Laurent Pellandini quale nuovo direttore del Centro abitativo, ricreativo e di lavoro (Carl) dell’...

Nella seduta odierna il Consiglio di Stato ha nominato Laurent Pellandini quale nuovo direttore del Centro abitativo, ricreativo e di lavoro (Carl) dell’Organizzazione  sociopsichiatrica cantonale (Osc) in sostituzione di Patrizio Broggi, che dal 1. maggio 2018 beneficerà del pensionamento.
Pellandini, nato nel 1965, ha conseguito nel 1987 il Diploma in cure infermieristiche in psichiatria presso la Scuola cantonale in cure infermieristiche che aveva la sua sede a Mendrisio/Casvegno. Nel 1992 ha ottenuto il Diploma di operatore sociale presso l’Ecole supérieure de travail social a Ginevra. Ha sempre lavorato presso l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. Dal 2006 è Coordinatore di un’unità abitativa del Carl. Oltre a questa attività, da quasi vent’anni, è anche docente a tempo parziale presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della Supsi. Il nuovo direttore avrà in particolare il compito di portare avanti i progetti avviati presso l’Istituto, continuando e consolidando gli importanti sforzi intrapresi negli scorsi anni.
La sua profonda conoscenza dell’Osc e dei Servizi che la compongono lo faciliterà in
questo impegnativo lavoro. Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per esprimere un pensiero di gratitudine a Patrizio Broggi per l’impegno e la dedizione profusi durante la sua direzione del Carl, dove ha introdotto numerosi importanti cambiamenti.

Oggi, 12:092017-10-18 12:09:00
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Ticino Ticket continua fino al 2020

La continuità del progetto Ticino Ticket verrà garantita almeno fino al 2020, anno di apertura della galleria di base del Monte Ceneri.

Secondo il Consiglio di Stato e l'...

La continuità del progetto Ticino Ticket verrà garantita almeno fino al 2020, anno di
apertura della galleria di base del Monte Ceneri.

Secondo il Consiglio di Stato e l'Agenzia turistica ticinese, "l’iniziativa Ticino Ticket, che dal 1° gennaio 2017 permette al visitatore che pernotta in un albergo, in un ostello o in un campeggio di muoversi liberamente con i mezzi pubblici per tutta la durata del suo soggiorno – beneficiando nel contempo di agevolazioni sugli impianti di risalita, la navigazione e le principali attrattive turistiche – sta contribuendo in modo concreto a ridare slancio all’intero settore turistico ticinese. Dalla sua introduzione, infatti, il bilancio è più che positivo: sono già stati stampati oltre 500'000 biglietti, mentre
le entrate a tariffa ridotta nelle attrazioni convenzionate hanno superato quota 160’000.
Quest’ultimo dato è molto significativo perché dimostra che Ticino Ticket, oltre ad essere
un importante strumento di marketing, sta contribuendo a generare indotto nell’intera
regione."

"Alla luce di questi importanti dati, il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), il
Dipartimento del Territorio (DT), l’Agenzia turistica ticinese (ATT), le quattro
Organizzazioni Turistiche Regionali (OTR), le tre associazioni di categoria
(hotelleriesuisse Ticino, GastroTicino e l’associazione campeggi ticinesi), dodici aziende
di trasporto e diversi partner tra cui le Ferrovie Federali Svizzere, la Comunità tariffale
Arcobaleno, BancaStato, il FoxTown e altri, si sono impegnati per raggiungere l’obiettivo
comune di garantire il proseguimento dell’iniziativa."

"La complessità del progetto Ticino Ticket è data anche dal costo complessivo
dell’operazione, che ammonta annualmente a oltre 5 milioni di franchi. Il finanziamento
del progetto per i prossimi tre anni è reso possibile dalla diminuzione del contributo
forfettario a favore della Comunità tariffale Arcobaleno, da un nuovo adeguamento della
tassa di soggiorno (alberghi 4-5 stelle: + CHF 0.30; alberghi 0-3 stelle: + CHF 0.20; campeggi e ostelli: + CHF 0.10), da un maggior coinvolgimento finanziario da parte di tutte le organizzazioni turistiche e dalla conferma di esistenti e nuove sponsorizzazioni."

Secondo, il direttore di Ticino Turismo Elia Frapolli, “l’iniziativa è in continua
evoluzione. Un gruppo di lavoro è già all’opera affinché, in futuro, il Ticket venga
realizzato in forma elettronica. Nel contempo, il sistema sarà perfezionato anche grazie
alle nuove tecnologie e ai nuovi sistemi di geolocalizzazione che permetteranno di
monitorare meglio i flussi turistici e di proporre un’offerta sempre più mirata e attenta alle reali esigenze dei nostri ospiti”.
 

Oggi, 11:272017-10-18 11:27:00
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Siccità: divieto assoluto di accendere fuochi

A partire dalle ore 12 di oggi, mercoledì 18 ottobre, entra in vigore il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto a causa del pericolo d'incendio che interessa i...

A partire dalle ore 12 di oggi, mercoledì 18 ottobre, entra in vigore il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto a causa del pericolo d'incendio che interessa i boschi del comprensorio comunale.

La misura è attiva in Cantone Ticino, nel Moesano, in Val Poschiavo e in Val Bregaglia. Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto resterà in vigore fino alla successiva comunicazione di revoca. Il Cantone specifica che"il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto si estende, di principio, a tutti i tipi di fuoco. Sono inoltre proibiti i fuochi artificiali, i falò e le esercitazioni che possono causare incendi." Per i trasgressori multe fino a 20'000 franchi.

Oggi, 07:132017-10-18 07:13:00
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Argo 1, al via la commissione parlamentare d'inchiesta

L’affaire Argo 1 finirà sul tavolo di una Commissione parlamentare d’inchiesta che verrà costituita, con molta probabilità, il prossimo 20 novembre quando il...

L’affaire Argo 1 finirà sul tavolo di una Commissione parlamentare d’inchiesta che verrà costituita, con molta probabilità, il prossimo 20 novembre quando il Gran Consiglio tornerà a riunirsi. Lo ha annunciato ieri in aula Pelin Kandemir Bordoli, presidente della Gestione. La Cpi indagherà «sull’operato del Consiglio di Stato, dei dipartimenti e dei servizi competenti e coinvolti nella gestione del settore asilo» come ha precisato la presidente.

Toccherà al parlamento, ovviamente, dire l’ultima parola e lo farà, come detto, alla prossima sessione concedendo il nullaosta con relativo mandato – che appare scontato – e nominando i membri (uno per gruppo parlamentare). La Gestione, che si è riunita ancora ieri pomeriggio, ha preso atto delle conclusioni unanimi della propria sottocommissione coordinata da Alex Farinelli e «a larga maggioranza» le ha fatte proprie. Tempi più rapidi del previsto – si era parlato di due o tre settimane – dunque per affinare i termini della futura inchiesta (che affiancherà quella penale e l’altra amministrativa, varata dal governo).

La “spinta propulsiva” è giunta dal coordinatore Farinelli che c’ha lavorato tutto lo scorso weekend, supportato a distanza da Ivo Durisch, capogruppo socialista, giunto ieri in riunione con parecchie idee. Fatta la sintesi fra i due, ne è scaturita una riflessione coi colleghi commissari-deputati, per arrivare alle conclusioni unanimi: il mandato da sottoporre al resto della Gestione. Che l’ha esaminato nel tardo pomeriggio, durante la pausa dei lavori parlamentari, e approvato nei modi riferiti da Kandemir Bordoli.

Allora, Farinelli, è soddisfatto delle conclusioni? «Certo, lo sono, perché ci avevano dato tre settimane e invece ce ne abbiamo messe solo due. In sottocommissione c’è stata, evidentemente, un’ampia discussione per definire il mandato». A questo punto cosa vi aspettate dal Consiglio di Stato? «La massima collaborazione, anche perché credo sia nell’interesse di tutti che questa vicenda veda finalmente la fine» risponde ancora il capogruppo liberale radicale. L’idea è quella di chiudere entro l’estate... «Infatti, per quanto non sarà facile perché non bisogna dimenticare che siamo pur sempre parlamentari di milizia». La sottocommissione ha dunque concluso il proprio lavoro? «Diciamo che consegnerà tutto quello che ha raccolto alla costituenda Commissione parlamentare d’inchiesta».

Previsto come detto anche un budget, non tanto per i parlamentari – che già godono dei “gettoni” di presenza –, quanto piuttosto per eventuali periti esterni. La cifra dovrebbe aggirarsi sui 100’000 franchi. Nei prossimi giorni i gruppi parlamentari definiranno meglio le rispettive posizioni già pensando a chi dovrà sedere nella Cpi. E non per forza toccherà a chi già se n’è occupato, come appunto i membri della sottocommissione. Anche perché, si diceva ieri nei corridoi, è un lavoro impegnativo che richiede tempo... L’appuntamento è fissato per il 20 novembre, quando appunto il parlamento costituirà la commissione. «È stato approfondito ogni aspetto, come previsto dalla legge in materia, e si è giunti a questa decisione» ha dichiarato ieri ai media, dopo l’annuncio in aula, Pelin Kandemir Bordoli. «A questo punto i gruppi parlamentari sono invitati a discutere e decidere prima della prossima sessione di novembre. La Commissione della gestione ha approvato la decisione a larga maggioranza, mentre la proposta è giunta unanime dalla sottocommissione» ha aggiunto la presidente. La Gestione è dell’idea, ha aggiunto Kandemir Bordoli, che si debba poi «procedere celermente».

Entro l’estate 2018, salvo sorprese di percorso. E il contenuto del mandato? «Quello che ho riferito in aula. Verificare l’attività del Consiglio di Stato, dei dipartimenti e dei servizi coinvolti nella gestione dei richiedenti l’asilo. Questo in buona sostanza è il mandato». Che basta e avanza.

Ieri, 17:432017-10-17 17:43:45
Andrea Manna @laRegione

Procedura elezione magistrati, è rinvio:  in Gran Consiglio se ne riparlerà a novembre.

Doveva essere la volta buona, dopo oltre due anni di lavori commissionali fra audizioni e discussioni. Per sapere...

Doveva essere la volta buona, dopo oltre due anni di lavori commissionali fra audizioni e discussioni. Per sapere come cambierà il sistema di elezione dei magistrati in Ticino – ritocchi al modello vigente (nomina parlamentare di pp e giudici) o elezione popolare delle toghe – bisognerà invece attendere ancora. Fino alla prossima seduta del Gran Consiglio, che prenderà il via il 6 novembre. Ieri infatti il parlamento ha di fatto deciso il rinvio. Pronunciandosi sulla richiesta del capogruppo della Lega Daniele Caverzasio di rispedire il dossier alla speciale commissione, il Legislativo si è letteralmente spaccato in due: 34 i favorevoli e 34 i contrari. In questi casi, ha indicato il presidente del Gran Consiglio Walter Gianora, la 'trattanda' viene rinviata alla seduta successiva del plenum. A innescare la richiesta di Caverzasio è stato l'intervento,a  nome del Ps, di Jacques Ducry, per il quale l'eventuale accoglimento di una delle proposte contenute nel rapporto di maggioranza del popolare democratico Maurizio Agustoni – ovvero l'istituzione di una Commissione giudiziaria tenuta a preparare e a gestire il concorso per l'elezione dei magistrati – avrebbe legato le mani a un'altra commissione, quella che si sta occupando di rivedere la legge sul Gran Consiglio, passando anche da una riorganizzazione delle commissioni parlamentari. Il rapporto di maggioranza, sottoscritto anche dai commissari del Ps, è per il mantenimento della nomina parlamentare di giudici e pp con tuttavia una serie di correttivi. Chiede invece l'elezione popolare dei magistrati il rapporto di minoranza  allestito dalla democentrista Lara Filippini con il sostegno della Lega. Appuntamento a novembre   

Ieri, 17:172017-10-17 17:17:56
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Commissione parlamentare d'inchiesta su Argo 1

Il ‘Caso Argo 1’ sarà oggetto di una Commissione parlamentare d'inchiesta (Cpi). Questa almeno la proposta presa oggi dalla Commissione della gestione che invita il...

Il ‘Caso Argo 1’ sarà oggetto di una Commissione parlamentare d'inchiesta (Cpi). Questa almeno la proposta presa oggi dalla Commissione della gestione che invita il plenum ad affrontare il tema, ergo la costituzione della commissione, già nella seduta di novembre. Il mandato è chiaro: esaminare tutti i nessi e connessi, amministrativi e politici, legati al mandato diretto per oltre 3 milioni di franchi attribuito dagli uffici del Dipartimento sanità e socialità all'agenzia di sicurezza Argo 1, senza passare dal Consiglio di Stato; mandato legato al controllo dei centri richiedenti l'asilo. «La decisione è stata presa a larga maggioranza» ha dichiarato ai media Pelin Kandemir Bordoli, presidente della Gestione. L'inchiesta parlamentare dovrà terminare i propri lavori entro l'estate 2018 e potrà contare su un budget predefinito. A questo punto manca solo il nullaosta (scontato) del Gran Consiglio.

Ieri, 14:272017-10-17 14:27:19
@laRegione

Unia dà battaglia alla riforma fiscale e sociale del governo

Per Unia la riforma fiscale e sociale presentata il settembre scorso dal governo, e oggi all'esame del parlamento, non passerà. Il Sindacato è deciso...

Per Unia la riforma fiscale e sociale presentata il settembre scorso dal governo, e oggi all'esame del parlamento, non passerà. Il Sindacato è deciso a dare battaglia “con ogni mezzo” al pacchetto proposto a livello cantonale. Lo ribadisce in una nota diffusa oggi, martedì. “Si tratta infatti di un ennesimo regalo ai più ricchi, di un modo per accrescere ulteriormente le disuguaglianze sociali e mettere seriamente a rischio le finanze pubbliche”, motiva senza tanti giri di parole Unia.

“Il Ticino – spiega ancora il Sindacato – è confrontato con un'emergenza sociale senza precedenti, con un mercato del lavoro sempre più brutalizzato che produce sotto-occupazione, povertà e insicurezza esistenziale. La priorità non può dunque certo essere quella di ridurre le imposte delle aziende che conseguono grandi utili e delle persone fisiche più benestanti, come vuole questa contro-riforma”.

Ieri, 14:092017-10-17 14:09:23
@laRegione

Argo1, nessun ripensamento della Procura sul 'superteste'

Il 'superteste' del 'caso' Argo1 è credibile. La conferma giunge dalla stessa Procura, contattata dalla Rsi. Insomma, non si riaprirà nessuna inchiesta: la...

Il 'superteste' del 'caso' Argo1 è credibile. La conferma giunge dalla stessa Procura, contattata dalla Rsi. Insomma, non si riaprirà nessuna inchiesta: la smentita è chiara. Ad allungare delle ombre sul 55enne ex dipendente della ditta era stato, questa mattina , martedì, un servizio del CdT. Secondo l'edizione odierna del quotidiano luganese sussiste un documento, a conoscenza di Cantone e Magistratura (che nega di averlo ricevuto), in cui emerge come il già agente di sicurezza sia al beneficio di una prestazione assistenziale in Italia. L'uomo, sempre alla Rsi, ha peraltro ammesso di ricevere una piccola invalidità e che questo fatto era “noto a tutti”.

Ieri, 09:022017-10-17 09:02:53
Daniela Carugati @laRegione

Arrivano le polveri fini. Il Dt esorta a correre ai ripari

Le polveri sottili tendono già a salire oltre la soglia limite dei 50 microgrammi per metro cubo, in particolare nel sud del Ticino. Tra mercoledì e...

Le polveri sottili tendono già a salire oltre la soglia limite dei 50 microgrammi per metro cubo, in particolare nel sud del Ticino. Tra mercoledì e venerdì della settimana scorsa a Mendrisio la media giornaliera è già andata oltre l'asticella fissata dall'Ordinanza federale contro l'inquinamento atmosferico. Il Dipartimento del territorio ha quindi diffuso questa mattina, martedì, le prime raccomandazioni per contenere il carico ambientale dello smog invernale. Per limitare le emissioni di Pm10 è utile infatti tenere determinati comportamenti dentro e fuori casa.

Nelle abitazioni, consiglia il Dt, è bene mantenere le temperature sui 18 gradi centigradi nelle camere da letto e sui 21 negli altri locali. Negli impianti a legna, si richiama, “di fondamentale importanza è l’utilizzo di legna secca, così come una gestione corretta del focolare, utilizzando il metodo dell’accensione dall’alto”. Mentre per stufe e camini si esorta a rinunciare al loro utilizzo o comunque a limitare l'uso di combustibile.

Inutile dire che scegliere il trasporto pubblico, lasciando l'auto in rimessa, almeno laddove è possibile, rappresenta un contributo importante per l'ambiente.

Per saperne di più sullo stato dell'aria è possibile scaricare l'applicazione 'airCHeck' per Smartphone, consultare la pagina www.ti.ch/oasi sul portale del Cantone e sintonizzarsi sui canali radio.

16.10.2017, 17:492017-10-16 17:49:39
Andrea Manna @laRegione

Il governo per ora non può costituirsi parte civile, ma su Argo 1 il lavoro del perito va avanti

Al momento non sono dati i presupposti per la costituzione del Consiglio di Stato, e dunque del Cantone,...

Al momento non sono dati i presupposti per la costituzione del Consiglio di Stato, e dunque del Cantone, quale parte civile (accusatore privato) nel procedimento penale sull’affaire Argo 1: lo ha indicato, come riferito dal 'Corriere del Ticino', il procuratore generale ai cinque ministri. La missiva di John Noseda non blocca però il lavoro dell’avvocato ed ex procuratore pubblico Marco Bertoli (nella foto), incaricato di recente dal Consiglio di Stato di sciogliere alcuni interrogativi legati ai rapporti fra il Dipartimento sanità e socialità e l'allora agenzia privata di sicurezza in relazione allo scottante mandato. Il perito esterno insomma va avanti. «La decisione del procuratore generale riguarda un ambito diverso da quello affidato al sottoscritto: in altre parole, questa decisione non incide in alcun modo sull’analisi che sono stato incaricato di eseguire – afferma Marco Bertoli, interpellato dalla ‘Regione’ –. La mia perizia verte infatti su tematiche amministrative. Se nel corso del lavoro reputerò necessario, ai fini degli accertamenti amministrativi, ascoltare persone che il Ministero pubblico ha già interrogato, avrò la facoltà di chiedergli di poterle sentire io o di accedere alle loro dichiarazioni verbalizzate davanti alla Procura. Ciò in base alla collaborazione fra autorità, in questo caso penale e amministrativa».

16.10.2017, 15:542017-10-16 15:54:33
Chiara Scapozza @laRegione

Parlamentari fuori dai CdA delle aziende parastatali

La maggioranza del Gran Consiglio ha deciso di darsi qualche regola in più per evitare i conflitti di interesse. Con 43 voti contro 36, i deputati hanno accolto...

La maggioranza del Gran Consiglio ha deciso di darsi qualche regola in più per evitare i conflitti di interesse. Con 43 voti contro 36, i deputati hanno accolto l’iniziativa di Pelin Kandemir Bordoli (Ps) che chiede di vietare ai parlamentari di far parte dei consigli di amministrazione (CdA) delle aziende parapubbliche. Con il voto odierno, il legislativo ha dunque chiuso ai suoi membri le porte dei CdA di BancaStato, Azienda elettrica ticinese, Azienda cantonale dei rifiuti e Ente ospedaliero cantonale, ritenendo che chi fa il controllore di queste aziende (il Gran Consiglio) non può rivestire al contempo il ruolo del controllato (nel CdA delle aziende).

16.10.2017, 15:402017-10-16 15:40:00
@laRegione

Si avvicina il giorno della vaccinazione

Si tiene il 3 novembre prossimo la Giornata nazionale della vaccinazione contro l’influenza. Quel giorno c’è la possibilità di farsi vaccinare a prezzo modico in molti studi...

Si tiene il 3 novembre prossimo la Giornata nazionale della vaccinazione contro l’influenza. Quel giorno c’è la possibilità di farsi vaccinare a prezzo modico in molti studi medici senza bisogno di appuntamento, ricorda oggi l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in una nota. La vaccinazione è raccomandata soprattutto a chi ha più di 65 anni, agli ospiti di case per anziani e case di cura, alle donne incinte, ai bambini prematuri d’età inferiore a due anni, nonché a persone affette da malattie croniche (cancro, malattie cardiocircolatorie o respiratorie). È invitato a farlo anche chi per motivi professionali o in ambito privato ha contatti con persone ad alto rischio di complicazioni. Ciò vale ad esempio per il personale di asili nido, centri diurni e reparti di maternità, nonché per il personale medico e di cura e i familiari di bimbi di meno di sei mesi. Il 3 novembre, per un prezzo modico di 30 franchi sarà possibile farsi vaccinare senza appuntamento, in uno degli studi medici che partecipano all’azione. L’elenco è pubblicato sul sito www.kollegium.ch. È comunque già possibile farlo dal medico di famiglia, dal pediatra o dal ginecologo, nelle case di cura, negli ospedali o dal servizio a domicilio Spitex. Il periodo ottimale è tra metà ottobre e metà novembre, conclude la nota dell’UFSP.

www.kollegium.ch

16.10.2017, 09:302017-10-16 09:30:49
@laRegione

Cantone accusatore privato nel caso Argo 1, il Pg Noseda: 'Prematuro'

È prematuro, per il Consiglio di Stato, costituirsi accusatore privato nell'ambito dei procedimenti penali sul caso Argo 1. A sostenerlo –...

È prematuro, per il Consiglio di Stato, costituirsi accusatore privato nell'ambito dei procedimenti penali sul caso Argo 1. A sostenerlo – con una missiva inviata all'esecutivo cantonale – è il procuratore generale John Noseda. “Allo stato attuale – riporta il Cdt – il Cantone non si può considerare parte lesa”. Nel frattempo – registra ancora il quotidiano di Muzzano –, nell'ambito della costituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta si starebbero susseguendo diverse indisponibilità: Alex Farinelli (Plr), Ivo Durisch (Ps), Daniele Caverzasio (Lega) e Fabio Bacchetta-Cattori (Ppd) non avrebbero infatti l'intenzione di far parte della commissione.

15.10.2017, 08:542017-10-15 08:54:04
Marco Marelli

Proposta da Varese: incentivo fiscale per tenere gli operai in Italia

Un incentivo fiscale destinato ai lavoratori e un obiettivo: arrestare la fuga delle professionalità, per lo più giovani e qualificate, dalle...

Un incentivo fiscale destinato ai lavoratori e un obiettivo: arrestare la fuga delle professionalità, per lo più giovani e qualificate, dalle aziende lombarde di confine (specie le piccole e medie) verso le imprese ticinesi, particolarmente attrattive sotto il profilo della remunerazione. Insomma, una ''guerra'' al dumping salariale svizzero, che avvantaggia le aziende ticinesi e per evitare la desertificazione produttiva delle aree a ridosso della "ramina".

È quanto prevede la proposta di legge ''Aree di confine'' messa a punto da Confartigianato Varese e illustrata nel fine settimana a Gallarate a imprenditori, sindacalisti, parlamentari e consiglieri regionali che per la parte di loro competenza hanno assicurato, sia a livello europeo che italiano, l'impegno affinché la proposta di legge possa andare in porto.

Confartigianato Varese ci è arrivata dopo aver recepito le criticità denunciate dagli imprenditori dell'area del Luinese e della Valcuvia, che più delle altre risente della ''calamità Ticino''. Come conferma la continua crescita del numero di frontalieri. Realtà che riguarda anche la provincia di Como e in parte anche la Valtellina.

Il progetto di legge propone la detassazione di salari e stipendi per consentire l'innalzamento dell'importo netto percepito in busta paga. Se dovesse passare, a beneficiarne sarebbero non meno di 100mila operai, poiché l'incentivo fiscale dovrebbe essere esteso non solo ai frontalieri attivi in Ticino, Grigioni e Vallese, ma anche a quelli occupati in Francia, Austria e Slovenia.

La proposta prevede che per accedere al regime fiscale incentivante, i lavoratori dovranno dimostrare di risiedere in Italia. Inoltre, avranno l'obbligo di vivere in un Comune di confine per almeno tre anni successivi all'assunzione o per i tre mesi precedenti all'entrata in vigore della norma. «Siamo consapevoli delle difficoltà che incontreremo lungo il cammino – commenta Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese – ma davanti alle criticità delle nostre imprese non potevamo stare in silenzio».

15.10.2017, 08:422017-10-15 08:42:41
@laRegione

Operaio perde una falange nella pressa a San Vittore

Sabato alle 13.30 durante la revisione di una grossa pressa meccanica un operaio italiano di 52 anni è rimasto incastrato nel macchinario con l'indice della mano...

Sabato alle 13.30 durante la revisione di una grossa pressa meccanica un operaio italiano di 52 anni è rimasto incastrato nel macchinario con l'indice della mano sinistra e ha perso una falange. Lo comunica la Polizia cantonale grigionese. L'incidente si è verificato quando l'uomo stava fissando due lastre metalliche del nastro trasportatore. Due colleghi lo hanno immediatamente liberato facendo leva sulle lastre metalliche. Nonostante il pronto intervento l'operaio ha perso la falange distale ed è stato trasportato con l'ambulanza del Sam all'ospedale San Giovanni di Bellinzona.

14.10.2017, 06:302017-10-14 06:30:00
Andrea Manna e Chiara Scapozza

Al volante già a 17 anni, il governo ticinese è favorevole

Staccare il ‘patentino’ già a 17 anni? Una buona idea, che si allineerebbe peraltro a quanto succede in gran parte dell’Unione europea. Il Consiglio di...

Staccare il ‘patentino’ già a 17 anni? Una buona idea, che si allineerebbe peraltro a quanto succede in gran parte dell’Unione europea. Il Consiglio di Stato è favorevole a una delle principali misure previste dal “pacchetto” ‘Opera 3’, attualmente in consultazione a livello federale e che mira a “ottimizzare” le procedure di “ammissione di persone alla circolazione stradale”. Con la nuova ordinanza elaborata dal Dipartimento federale dei trasporti (Datec) si vuole disporre per i candidati “una formazione più completa”, affinché possano acquisire “tutte le competenze operative di cui hanno bisogno per diventare dei conducenti sicuri e responsabili”. L’impostazione “a due fasi” è confermata (patente prima in prova, poi definitiva) anche se tra una fase e l’altra le ore di corso vengono...

13.10.2017, 19:572017-10-13 19:57:37
@laRegione

Radar mobili, la Polizia ha indicato quelli della prossima settimana

La Polizia cantonale ha reso noti i controlli mobili della velocità previsti nella settimana tra il 16 e il 22 ottobre.

Distretto di...

La Polizia cantonale ha reso noti i controlli mobili della velocità previsti nella settimana tra il 16 e il 22 ottobre.

Distretto di Bellinzona:

• Bellinzona
• Sementina
• Cadenazzo


Distretto di Locarno:
• Losone
• Arcegno
• Locarno
• Piazzogna
• Quartino


Distretto di Lugano: 
• Molino Nuovo
• Aranno
• Agno
• Loreto
• Bioggio
• Manno
• Lugano
• Canobbio
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Come sempre la Polizia ricorda che dalla lista “sono esclusi i rilevamenti con le vetture civetta e i controlli con pistola laser... Inoltre, la misura non si applica ai controlli mobili sulla rete autostradale”. Non solo, i controlli annunciati possono anche non essere svolti,  mentre “viene comunque data alla sola Polizia cantonale la facoltà di svolgere, straordinariamente, dei controlli non annunciati allo scopo di reprimere infrazioni gravi e garantire la sicurezza degli utenti della strada”.

13.10.2017, 19:222017-10-13 19:22:05
@laRegione

Ospedale psichiatrico, quattro medici a processo per omicidio colposo: si trattava di un 25 enne 

Quattro medici dell'Ospedale socio-psichiatrico cantonale di Mendrisio a processo per omicidio, questa la...

Quattro medici dell'Ospedale socio-psichiatrico cantonale di Mendrisio a processo per omicidio, questa la decisione della Pretura Penale. Come si legge in un comunicato del Dss, il processo segue l'opposizione contro i decreti d’accusa per omicidio colposo emessi nei confronti dei quattro medici dal Ministero pubblico nell’aprile scorso.

I fatti risalgono a maggio 2014, quando un paziente dell'Ospedale è deceduto. Stando a quanto riferito dalla Rsi, si trattava di un giovane di origini brasiliane, 25 enne, da tempo affetto da gravi problemi di ordine psichico. La colpa dei medici che lo avevano in cura sarebbe stata quella di aver calibrato in modo errato la somministrazione di psicofarmaci.

Nei confronti dei medici il Consiglio di Stato ha aperto un'inchiesta disciplinare. Questa procedura e quella della Commissione di vigilanza sanitaria resteranno però sospese fino alla chiusura del procedimento penale. Il processo inizierà a novembre.

Finora i medici hanno continuato a lavorare regolarmente, “non essendo mai sussistiti – secondo il Dss – elementi per una sospensione cautelare”.