Ticino

Ieri, 14:332017-03-24 14:33:54
@laRegione

Caso Argo 1, il Ps sollecita un'inchiesta amministrativa

Il PS chiede d’istituire al più presto un’inchiesta amministrativa per fare luce sullo scandalo ‘Argo 1’, la ditta di sorveglianza che per tre anni, su...

Il PS chiede d’istituire al più presto un’inchiesta amministrativa per fare luce sullo scandalo ‘Argo 1’, la ditta di sorveglianza che per tre anni, su mandato diretto del Dipartimento sanità e socialità, si è occupata della sicurezza nei centri temporanei di accoglienza di richiedenti l'asilo. Agenzia per la quale lavorava il presunto reclutatore dell'Isis e il cui direttore è indagato tra l'altro per usura e atti di violenza.

“È imperativo rispondere con maggiore chiarezza e trasparenza alle domande suscitate dal caso affinché i legittimi dubbi vengano dissipati – si legge nel comunicato stampa firmato dal presidente socialista Igor Righini –. È fondamentale individuare e valutare negligenze, errori e responsabilità”.

Un'inchiesta amministrativa permetterebbe, a mente del Ps, di venire a conoscenza dei fatti “per fare piena luce sulla vicenda”, consentendo al governo di “fornire solide spiegazioni”. Solo così sarà possibile “riacquisire la fiducia dei cittadini, erosa dall’attesa di risposte e da informazioni contraddittorie”.

“Le zone d’ombra e gli interrogativi sono tuttora molti – prosegue la nota –. Il fatto che il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli abbia dimenticato che ‘Argo 1’ stesse svolgendo un mandato diretto ricondotto tacitamente. Le ragioni per cui le informazioni sono state rese note solo in seguito a più fughe di notizie pubblicate dai media. Il motivo della scelta di ‘Argo 1’, un’agenzia di sicurezza priva di un’esperienza riconosciuta nel campo dell’asilo, il cui passato societario avrebbe dovuto fare scattare più di un allarme. L’argomento dell’urgenza è ricevibile in materia di logistica dell’accoglienza, ma non lo è per quanto riguarda la sicurezza e dei mandati diretti per 3,4 milioni di franchi”.

“Alla luce dei quesiti aperti e della gravità del caso, i tentativi di banalizzazione non sono accettabili così come non è ammissibile che i responsabili dei dipartimenti interessati si rifugino nel silenzio rimandando le risposte all’esito delle inchieste in corso. Oltre alle dimensioni amministrative e giudiziarie, il caso esige chiarezza e coerenza anche sul piano politico”.

Ieri, 09:412017-03-24 09:41:37
Aldo Bertagni @laRegione

Dadò fa i conti in tasca al Ppd

“Viste le ristrettezze nelle quali ci troviamo, dobbiamo tutti assieme dare una mano a superare questo primo anno di rinnovamento e di risanamento del partito”. Anche quest’anno, come...

“Viste le ristrettezze nelle quali ci troviamo, dobbiamo tutti assieme dare una mano a superare questo primo anno di rinnovamento e di risanamento del partito”. Anche quest’anno, come sempre, gli “amici popolari democratici” hanno trovato nella cassetta della posta il cortese invito del presidente cantonale (questa volta “accompagnato” dai vice Fonio e Passalia) dove si ricorda che la politica, come il resto, non vive di sola acqua fresca. E però i toni questa volta sono un po’ più diretti e “franchi” del passato. Cosa vuol dire “ristrettezze”, Fiorenzo Dadò? «Beh, che ad esempio se invito un relatore a una serata e poi lo porto a cena, assai spesso tocca a me offrirla». Vuol dire usando soldi suoi? «Già, proprio così». Ecco, non si può certo affermare che la politica attiva oggi nuoti nell’oro. Non in Canton Ticino, almeno. Nella lettera inviata in questi giorni ai militanti “azzurri” si ricorda fra l’altro che “l’apparato del partito deve poter funzionare al meglio, senza la spada di Damocle sulla testa”. Sbagliamo o quest’anno l’appello è più forte del solito? «Diciamo che il partito l’ha sempre fatto, si è sempre rivolto ai propri simpatizzanti per sollecitare un contributo finanziario, ognuno beninteso in base alle proprie possibilità – risponde il presidente –, poi va detto che questi tempi, non solo per il Ppd, sono particolarmente complicati per diversi motivi e le risorse scarseggiano, quando fare attività politica costa. Basti solo pensare all’affitto dei locali per i Comitati cantonali, per non dire la gestione del segretariato». Perché un conto – aggiunge Dadò – è snellire il partito. «Operazione senz’altro giusta» sottolinea il nostro interlocutore, altra cosa pretendere che l’attività politica si basi esclusivamente sul volontariato. Come fa lui, peraltro. «È vero. Io faccio il presidente a titolo gratuito». Ma perché non ci sono i soldi o per sua scelta? «In questo caso per mia scelta, perché si potrebbe sempre fare a meno di qualcosa d’altro» aggiunge il presidente popolare
democratico.  Sempre nel testo sopraccitato si precisa che la situazione finanziaria del settimanale di partito, ‘Popolo e Libertà’, “non è irrisolvibile ma certamente è preoccupante”. Cosa vuol dire? «‘Popolo e Libertà’ fatica sul mercato come fatica tutta la stampa, indipendente compresa. È un periodo difficile, come sappiamo, per i media cartacei». Eppure l’informazione diretta, senza mediatori, resta uno strumento indispensabile per chi ha idee e progetti da presentare alla società, ai cittadini. «Certamente. Di più. Se viene meno il ruolo della politica, e mancando le risorse per sostenere la propria pubblicazione vuol dire ridurre lo spazio, si corre il rischio che i gruppi d’interesse – oggi più potenti dei partiti – prevalgano sul resto della società e questo non è un bene per la democrazia» precisa il presidente del Ppd. Ma cerchiamo di fare di due conti, giusto per capire. Quanto costa oggi l’attività, diciamo base, di un partito come il vostro – dunque che esiste da “sempre” e con un impegno importante nelle istituzioni – attivo in Canton Ticino? «Nel nostro caso la voce principale coinvolge evidentemente il segretariato cantonale, che vuol dire due stipendi. Vogliamo almeno stare sui 150mila franchi annui? Poi non va dimenticato che un partito delle nostre dimensioni deve ogni tanto organizzare una serata, un convegno. E ancora stampare materiale, inviare lettere, affittare locali per le riunioni. Tutto questo in un anno, come
dire, senza impegni eccezionali». Una volta, diciamo la verità, le vie del signore erano... infinite. Non solo nel Ppd, evidentemente. Oggi si constata una maggior “prudenza” nel finanziare il proprio partito? Voi peraltro non avete nemmeno le tessere. «Sono contrario alle tessere. Diciamo che i contributi non sono più scontati. Del resto la stessa attività parlamentare, che indirettamente finanzia i partiti, non risolve questo problema. Al contempo però le pretese, chiamiamole così, dei cittadini sono aumentate. Non va dimenticato, fra l’altro, che sono pochi coloro che lavorano volontariamente». Insomma, la questione è seria perché non sono “alla canna del gas” ma senza risorse si resta fermi. «Ne parlerò anche al prossimo Comitato cantonale», dice Dadò, in agenda il 12 aprile a Sant’Antonino. I delegati “azzurri” sono avvisati...

23.3.2017, 19:402017-03-23 19:40:49
Paolo Ascierto @laRegione

Politici nei cda pubblici? 'Dovranno rinunciare agli emolumenti'

Granconsiglieri e consiglieri di Stato potranno continuare a sedere nei Consigli d’amministrazione (cda) di aziende pubbliche o parapubbliche? Per...

Granconsiglieri e consiglieri di Stato potranno continuare a sedere nei Consigli d’amministrazione (cda) di aziende pubbliche o parapubbliche? Per le iniziative parlamentari generiche dei granconsiglieri Pelin Kandemir Bordoli (Ps) e Franco Denti (Verdi) ‘no’. Per parte della Commissione costituzione e diritti politici ‘ni’. Perché tra i commissari chiamati a esprimersi sulle due iniziative sta prendendo piede un compromesso. Un compromesso che fa così: di principio ministri e parlamentari non dovranno sedere nei cda di Stato e Parastato (Aet, Eoc, BancaStato e via dicendo). Lo potranno fare solamente se otterranno una deroga e se rinunceranno all’emolumento, accontentandosi di un rimborso spese e del gettone di presenza (un po’ come già avviene per i membri del governo).  Una controproposta firmata Tamara Merlo (Verdi) e che verrà ora messa nero su bianco in un rapporto. Poi, alla prossima riunione della Commissione, ci si conterà.
«L’obiettivo – spiega Merlo alla ‘Regione’ – è quello di trovare un punto comune. Punto comune che sarebbe sicuramente meno di quanto chiede l’iniziativa di Kandemir Bordoli e molto meno di quanto propone quella di Denti. Ma si tratta anche di dare una risposta alla popolazione». Non da ultimo perché il tema ‘conflitti d’interesse’ è molto sentito dall’opinione pubblica e rappresenta un ‘ever green’ della politica di milizia. «Dalle discussioni del 2011 a oggi – annota tuttavia la deputata ecologista – si è fatto poco nulla su questo fronte». Ci si proverà con il compromesso grazie al quale, continua Merlo, «si risponderebbe pure alle critiche di chi sostiene che è importante avere politici nei consigli d’amministrazione, soprattutto perché in fondo rappresentano Stato e cittadinanza». Orbene, con il compromesso quando «c’è un interesse superiore», rileva la granconsigliera dei Verdi, a deputati e ministri basterà «chiedere una deroga» per sedere nei consigli di amministrazione. «E vi si siederebbero davvero per interesse pubblico, visto che rinuncerebbero al grosso della remunerazione. Sarebbe – conclude Merlo – un bel segnale nei confronti dei cittadini».

23.3.2017, 11:042017-03-23 11:04:09
Chiara Scapozza @laRegione

Arcobaleno fa sempre più breccia: 'I prezzi sono i più convenienti della Svizzera'

Arcobaleno piace sempre di più. A 20 anni dalla nascita della comunità tariffale, i dati continuano a segnare un aumento di...

Arcobaleno piace sempre di più. A 20 anni dalla nascita della comunità tariffale, i dati continuano a segnare un aumento di persone che scelgono di viaggiare con il trasporto pubblico. La cifra d'affari nel 2016 è aumentata del 3,8%, con un aumento delle vendite dell'abbonamento annuale ancora più marcata degli anni precedenti (+8,7%). "Il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti - fa sapere Martino Colombo, capo sezione mobilità del Dt - in generale sono i più convenienti della Svizzera". In occasione dell'anniversario un veicolo itinerante promuoverà attivamente l'uso del trasporto pubblico. Info su arcobaleno.ch/venti.

22.3.2017, 14:262017-03-22 14:26:29
@laRegione

L'Mps: 'Beltraminelli e Gobbi, dimettetevi!'

L'Mps chiede le dimissioni dei consiglieri di Stato Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli. In una nota, il movimento del deputato Matteo Pronzini sostiene che “la misura ci...

L'Mps chiede le dimissioni dei consiglieri di Stato Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli. In una nota, il movimento del deputato Matteo Pronzini sostiene che “la misura ci sembra esser colma”, invitando i due 'ministri' a farsi da parte.

“Non passa giorno senza che i ministri Gobbi e Beltraminelli, interessati alle vicende che hanno preso avvio dal caso di corruzione in materia di permessi, debbano ammettere delle mezze-verità che, in modo più o meno evidente, smentiscono quello che hanno già ammesso il giorno precedente – si legge nel comunicato dell'Mps –. Si tratta di un atteggiamento che, al di là di una presunta mancanza di trasparenza, mostra tuttavia un totale disprezzo per i cittadini e le cittadine di questo cantone”.

“Siamo in presenza di comportamenti che sono censurabili non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello etico: basti pensare alle dichiarazioni apertamente xenofobe del ministro Gobbi a proposito della nazionalità di una delle persone coinvolte nella vicenda dei permessi”.

Le dimissioni dei consiglieri di Stato, conclude il movimento, “contribuirebbero, forse, a ridare un minimo di credibilità a delle istituzioni alle quali ne è rimasta ben poca”.

22.3.2017, 12:002017-03-22 12:00:12
@laRegione

Il Ps: 'Parsimonia anche nella riduzione dei ricavi dello Stato'

Occorre parsimonia anche nel ritoccare i ricavi che può incassare lo Stato. Questo principio – valido per quanto concerne le spese – è invocato...

Occorre parsimonia anche nel ritoccare i ricavi che può incassare lo Stato. Questo principio – valido per quanto concerne le spese – è invocato oggi dal Partito socialista, che inoltra un'iniziativa parlamentare generica a firma del suo capogruppo in parlamento Ivo Durisch.

La legge “presenta una lacuna importante” che “non favorisce l'applicazione corretta del principio di parsimonia per tutte le operazioni che comportano un uso di risorse finanziarie dell'ente pubblico: uscite ed entrate”. Per questo motivo, l'iniziativa chiede di esplicitare l'applicazione del principio della parsimonia anche alla voce ricavi, “in particolare quando un'operazione finanziaria proposta provoca una riduzione dei ricavi”.

In passato – a mente dei socialisti – è mancata la “verifica” della necessità di certe politiche. Alleggerendo le imposte tramite sgravi fiscali, ad esempio, “non sempre le conseguenze sono state adeguatamente quantificate. Queste stime non sono sempre state eseguite con la dovuta prudenza, un criterio a cui deve attenersi la gestione finanziaria”. I minori ricavi, sovente “non quantificabili” in sede di preventivo, generano poi nel tempo la necessità di tagli su altre prestazioni necessarie. “Non sarebbe accettabile – scrive Durisch – premiare del 'non utile' e nel contempo dover tagliare e/o rinunciare sul/al 'necessario”.

22.3.2017, 07:422017-03-22 07:42:00
Paolo Ascierto @laRegione

Gobbi: 'Sapevo che c'era un reclutatore dell'Isis, ma non chi fosse né dove lavorasse'

«Sapevo che sul territorio agiva un presunto reclutatore dell’Isis. Punto. Chi fosse, che cosa facesse e dove operasse o...

«Sapevo che sul territorio agiva un presunto reclutatore dell’Isis. Punto. Chi fosse, che cosa facesse e dove operasse o lavorasse, evidentemente non mi era noto. Punto». Il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi scioglie il dilemma: sapeva o non sapeva del caso Argo 1, l’agenzia di sicurezza che impiegava un presunto reclutatore dello Stato islamico e che, nonostante ciò e nonostante il suo titolare sia sotto inchiesta, ha ricevuto 3,4 milioni di mandati diretti dal Cantone? Gobbi sapeva che l’ombra jihadista stava per stagliarsi sul Ticino, ma non conosceva le generalità dell’uomo sotto la lente dell’intelligence e attualmente il carcere: «I dettagli – dice infatti il capo delle Istituzioni alla ‘Regione’ – non erano di mia competenza. Inoltre il rischio di mandare all’aria una simile operazione era alto. È in ogni caso fantapolitica credere che fossi a conoscenza del caso e avessi taciuto per far scoppiare la bomba in mano a Paolo Beltraminelli (è infatti il Dipartimento sanità e socialità di Paolo Beltraminelli ad aver dato il mandato diretto alla Argo 1, ndr)». E chi ha avvisato Gobbi dell’esistenza del presunto reclutatore? «Nell’ambito di analisi generali e dei confronti che ho con il capo dei Servizi d’informazione della Confederazione – risponde il direttore del Di – l’informazione mi è stata data: che c’era un presunto reclutatore e che erano in corso delle verifiche. Niente sulle sue generalità. L’inchiesta sull’Argo 1 è stata aperta solo in seguito». E perché non ha comunicato l’informazione ai colleghi di governo? «Quell’informazione era di mia competenza, come direttore di dipartimento». Eppure non c’era il segreto istruttorio, dato che l’inchiesta non era ancora aperta. «Ma si trattava di sicurezza dello Stato. Ci sarà un motivo se li chiamano servizi segreti...». D’accordo. Ultima domanda: perché lunedì ha preferito non rilasciare dichiarazioni sulla questione? Così facendo, non si fomentano i dubbi? «Bisognerebbe porre la domanda a chi ha fomentato questa faccenda. In realtà – conclude Gobbi – è opportuno fare un po’ di chiarezza e di ordine: negli scorsi giorni sono state formulate alcune illazioni. Per questo motivo invito tutti, anche i parlamentari, a prendere distanza da conclusioni affrettate. Lasciamo lavorare gli inquirenti. Poi ci sarà tempo per ritornare sul caso».  

22.3.2017, 06:202017-03-22 06:20:00
Chiara Scapozza @laRegione

Un indotto da 213 milioni l'anno sul territorio: 'Rsi, parte [rilevante] del tuo mondo'

Un indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È quanto genera all’anno la...

Un indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È quanto genera all’anno la Radiotelevisione svizzera (Rsi) nella Svizzera italiana secondo lo studio dell’istituto di ricerca Bak di Basilea presentato ieri alla stampa. Due cifre, quelle citate in entrata, che aggiungono significato al mandato di servizio pubblico attribuito alla Srg Ssr, oggi al centro del dibattito politico poiché il popolo sarà chiamato ad esprimersi sull’iniziativa che chiede l’abolizione del canone. «Un dibattito talvolta anche acido – commenta il direttore della Rsi Maurizio Canetta introducendo i risultati del BakBasel –. Da qualche tempo abbiamo iniziato un cammino di trasparenza, pubblicando cifre e dati, rispondendo alle domande del pubblico. Oggi si aggiunge questo...

22.3.2017, 06:182017-03-22 06:18:00
Simonetta Caratti @laRegione

La Ses congela la nuova tassa per rustici fuori zona

La nuova tassa di 264 franchi per residenze ‘fuori zona’ ha sollevato talmente tante critiche, che la Società elettrica sopracenerina (Ses) ha deciso di '...

La nuova tassa di 264 franchi per residenze ‘fuori zona’ ha sollevato talmente tante critiche, che la Società elettrica sopracenerina (Ses) ha deciso di 'congelarla' per studiare meglio il dossier con la ElCom. In una lettera inviata di recente ai Comuni, la Ses spiega che la nuova tassa annua di 264 franchi è posticipata a data da definire. Vediamo perché. Scrive la Ses ai Comuni: "Alla luce delle reazioni che questa tassa ha suscitato nell’opinione pubblica e a livello politico, informiamo che nei giorni scorsi ci siamo nuovamente premurati di sollecitare la Commissione federale dell’Energia (ElCom), affinché prenda al più presto posizione in merito alle modalità di applicazione della nuova tassa e alle categorie di clienti che possono eventualmente essere esentate dalla stessa. (...) in considerazione di un imminente chiarimento sul tema in questione, abbiamo deciso di posticipare la fatturazione della tassa a data da definire". Battuta d’arresto dunque per la nuova tassa che avrebbe colpito 2’500 abbonati su 80'000 per incassare 650’000 franchi invocando il principio della causalità. Ora che succede? «Stiamo facendo chiarezza e raccogliendo informazioni con ElCom che ci spiegherà se e come adattare o cambiare la tassa. La decisione finale spetta al Cda della Ses», ci spiega l’ingegner Pier Angelo Ceschi, membro di direzione alla Ses. 

21.3.2017, 20:232017-03-21 20:23:56
Andrea Manna @laRegione

Argo 1 e informative, Galusero: ancora molti i lati oscuri

Per il deputato del Plr Giorgio Galusero – già autore dell’interpellanza sul politicamente scottante mandato diretto alla Argo 1 per la sorveglianza dei...

Per il deputato del Plr Giorgio Galusero – già autore dell’interpellanza sul politicamente scottante mandato diretto alla Argo 1 per la sorveglianza dei centri d’accoglienza per richiedenti l’asilo, alla quale lunedì 13 marzo il capo del Dss Paolo Beltraminelli ha risposto in Gran Consiglio – «ci sono ancora molti lati oscuri nella vicenda che coinvolge la ditta di sicurezza di Cadenazzo». E questo, aggiunge Galusero, «alla luce di quanto pubblicato domenica dal ‘Caffè’ e stamattina dalla ‘Regione’. Mi chiedo, e penso che se lo chiedano in tanti, cosa esattamente contenesse l’informativa dell’Intelligence e dunque cosa sapesse realmente il direttore del Dipartimento istituzioni. Mi dispiace, ma qui sono ancora diversi gli interrogativi che attendono una risposta».

21.3.2017, 18:542017-03-21 18:54:39
Chiara Scapozza @laRegione

Indotto complessivo di 213 mil...

Indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È questo l'impatto economico della Rsi sul territorio della Svizzera italiana secondo lo studio dell'istituto BakBasel.

Indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È questo l'impatto economico della Rsi sul territorio della Svizzera italiana secondo lo studio dell'istituto BakBasel.

21.3.2017, 17:162017-03-21 17:16:09
@laRegione

È tempo di allergie

Lo starnuto fa primavera. Sono tornati i pollini, come può confermare il 20 per cento circa della popolazione svizzera afflitto da naso e occhi che prudono. Gli allergeni non si trovano però solo...

Lo starnuto fa primavera. Sono tornati i pollini, come può confermare il 20 per cento circa della popolazione svizzera afflitto da naso e occhi che prudono. Gli allergeni non si trovano però solo all’esterno: all’interno ci pensano acari, muffe e compagnia bella a creare fastidi. Che fare? Domani, 23 marzo, in occasione della Giornata nazionale delle allergie, ‘aha! Centro allergie Svizzera’ fornirà informazioni e consigli in sette stazioni svizzere. Il sole e le temperature miti, si ricoda in una nota, hanno dato il via alla diffusione dei pollini di nocciolo e ontano, a cui si stanno aggiungendo quelli di frassino e della fortemente allergenica betulla. In Svizzera la stagione dei pollini è incominciata, provocando a una persona su cinque sintomi come naso che cola, raffiche di starnuti e occhi che lacrimano e prudono. Chi cerca riparo tra le mura domestiche è esposto anche lì a tutta una serie di sostanze e particelle che possono provocare allergie. “È un problema serio, considerato che trascorriamo il 90 per cento del nostro tempo all’interno - in casa, in ufficio, a scuola, in palestra”, spiega nel comunicato Georg Schäppi, direttore di ‘aha! Centro allergie Svizzera’. La Fondazione si sta adoperando per favorire un buon clima all’interno dei locali abitati. In occasione della ‘Giornata nazionale’ chi passerà domani dalle stazioni Ffs di Basilea, Berna, Ginevra, Locarno, Losanna, Lucerna e Zurigo riceverà un opuscolo con informazioni importanti sulle allergie e consigli per una migliore qualità dell’aria all’interno dei locali. Negli ultimi decenni le malattie allergiche sono diventate sempre più frequenti. All’interno dei locali, oltre ai pollini impigliati negli abiti e nei capelli, anche gli acari provocano naso congestionato e occhi gonfi, come ben sa il 5-8 per cento dei bambini e degli adulti che in Svizzera reagisce a questi minuscoli ragnetti che vivono nei nostri letti. Senza contare l’effetto delle muffe sul respiro di molte persone. In questi casi, la soluzione è soprattutto una: acquistare rivestimenti antiacaro per i materassi, spolverare con cura, eliminare al più presto ogni traccia di muffa e arieggiare regolarmente due o tre volte al giorno.

21.3.2017, 11:512017-03-21 11:51:25
@laRegione

Caso Argo 1, scarcerato il titolare dell'agenzia di sicurezza

Ha lasciato il Farera il 34enne titolare della Argo 1, l'agenzia di sicurezza finita al centro di uno scandalo poiché impiegava un presunto...

Ha lasciato il Farera il 34enne titolare della Argo 1, l'agenzia di sicurezza finita al centro di uno scandalo poiché impiegava un presunto reclutatore dell'Isis e poiché aveva ricevuto mandati diretti per quasi tre milioni e mezzo dal Cantone. È il sito della Rsi a riferire della scarcerazione.

Il 34enne cittaino svizzero ed ex marito di Anna Oxa, lo ricordiamo, è accusato di usura, sequestro di persona e atti di violenza nei confronti dei richiedenti l'asilo che sorvegliava con la sua ditta su incarico del Cantone.

20.3.2017, 15:542017-03-20 15:54:46
Christian Lovaldi

Un anno e qualche mese al Gay Pride della Svizzera italiana: 'c'è ancora da fare per sconfiggere i pregiudizi'

Scritte omofobe sui manifesti della campagna “Love Life” a Lugano. Bellinzona che potrebbe...

Scritte omofobe sui manifesti della campagna “Love Life” a Lugano. Bellinzona che potrebbe diventare la prossima incoronata tra la rete delle città arcobaleno. Il progetto concreto di una grande Pride nazionale del 2018 nella Svizzera italiana. Il tema dell’integrazione e dei diritti delle persone Lgbt (acronimo che sta per  lesbiche, gay, bisessuali e trans)  è più forte che mai anche alle nostre latitudini. Sembra però esserci ancora molto da fare.

 Il Ticino: ‘friendly’ ma non troppo

«Da una parte viviamo in un momento storico in cui alle persone Lgbt  sono concessi più diritti rispetto al passato; abbiamo l’unione domestica registrata e il cambio giuridico di genere per le persone transessuali. Dall’altra, però, pregiudizi e stereotipi sono ancora riscontrabili nella popolazione ticinese, sia in contesti scolastici che lavorativi e resta ancora molto da fare per garantire piena uguaglianza alle persone di questa comunità – racconta Marco Coppola, operatore sociale presso l’associazione Zonaprotetta –. Molti ragazzi, e anche adulti, vengono da noi in cerca di un sostegno concreto, qualcuno con cui confidarsi. E noi siamo qui proprio per questo: offrire un sostegno concreto a chi ne abbisogna. Zonaprotetta è un’associazione nata come Aiuto Aids Ticino che offre la possibilità di discutere dei piccoli e grandi dubbi inerenti la salute sessuale, ottenere informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili e la contraccezione. È uno spazio aperto a tutti».

Per quanto riguarda l’evoluzione del panorama ticinese, «la situazione è senz’altro migliorata e le nuove generazioni sono più aperte. La maggiore informazione e l’impegno di associazioni quali Zonaprotetta e Imbarco Immediato hanno giocato un ruolo chiave in questo miglioramento. Per un’azione più efficace, comunque, è necessario un intervento complessivo che includa le istituzioni e la politica e intensifichi la campagna di sensibilizzazione su questo tema all’interno del nostro territorio, condannando gli episodi di omo- e transfobia in modo più esplicito e puntando di più sull’informazione e il dialogo all’interno delle scuole».

'Il resto della Svizzera più avanti'

Paragonando la scena gay e trans ticinese col resto della Svizzera, Coppola non ha dubbi: «la Svizzera interna è più avanti su questo aspetto. Le maggiori dimensioni demografiche predispongono già i grandi centri urbani all’incontro e al dialogo con il diverso, e c’è molta più consapevolezza di questa realtà, che è pure più sentita data la maggiore presenza di luoghi d’incontro ed eventi dedicati. Molte persone con un diverso orientamento sessuale, o una diversa identità di genere, si spostano anche perché in Ticino si sentono in qualche modo limitati».

A proposito di consapevolezza ed eventi dedicati alla realtà omo e trans ticinese, Coppola parla di un grande progetto in serbo per il Ticino: «Per il 2018 è prevista la prima parata del Gay Pride. L’ideazione e l’organizzazione dell’evento prevede la collaborazione, oltre che di Zonaprotetta e Imbarco Immediato, anche di Network, un’associazione per dirigenti omosessuali. La parata rappresenta una vera e propria scommessa per il grande cambiamento sociale e culturale che apporterà: si tratta di un passo avanti per la comunità Lgbt ticinese. Sarà un classico Pride come quelli presenti in altre città Svizzere. È una marcia per i diritti e per l’uguaglianza».

Le difficoltà della comunità gay e trans ticinese

Guardando ai numeri – precisa Mattia Modini, coordinatore dell’associazione di gay e lesbiche locali Imbarco Immediato che da oltre 10 anni si occupa dell’organizzazione di eventi culturali e sociali in tutto il Ticino – la realtà ticinese non sembra tra le più idilliache. «Da un sondaggio sull’omofobia rivolto alle persone Lgbt è emerso che il 32% degli interpellati ha affermato di già essere stato vittima di comportamenti omofobici e il 60% ritiene che in Ticino le persone omosessuali siano discriminate. Secondo il 48,5 dei partecipanti, fra gli ambienti in cui si riscontrano comportamenti omofobici/discriminatori vi sono le scuole; per il 50,5% lo stesso accade nei locali pubblici».

Insomma, commenta Modini: «Nella Svizzera italiana sono ancora presenti forme di pregiudizio e di omofobia. Nelle scuole è molto frequente il bullismo omofobo, cioè l’attacco nei confronti di chi viene considerato “diverso” messo in atto dal gruppo o dal singolo che ritiene di essere dalla parte “giusta”. Chi è vittima di bullismo in quanto nero, arabo, ebreo, disabile, può trovare nella propria comunità o nella propria famiglia supporto e aiuto. I giovani con un orientamento sessuale diverso spesso sono isolati e non hanno nessuno a cui rivolgersi, magari perché non hanno ancora accettato il proprio modo di essere, perché non conoscono altre persone “come loro” o perché in famiglia l’omosessualità non è tollerata. Questo può portare a depressione e in alcuni casi anche al suicidio, che per i giovani Lgbt è 5 volte maggiore rispetto ai coetanei eterosessuali».  

I miglioramenti ci sono

Un miglioramento delle condizioni di vita, però, c’è stato: «Negli ultimi anni si sono fatti dei progressi, anche legislativi, e le giovani generazioni sono più tolleranti e sensibili», ribadisce Modini. E, nonostante i pregiudizi e il bullismo, nella realtà ticinese vi vivono persone Lgbt che affrontano la loro omosessualità in modo aperto, naturale e con la stessa dose di felicità di tutti gli altri. Si amano, si uniscono, costruiscono famiglie». Il dialogo sull’argomento c’è, ma «si dovrebbe fare di più, non spetta solo a noi associazioni Lgbt il ruolo di sensibilizzazione, ma anche alle Istituzioni e alla scuola. Evidentemente parlare tra i banchi di omosessualità è difficile, e tuttavia è necessario: non si tratta di parlare di sessualità, ma di diritti fondamentali degli individui».

Nelle Valli, tra gossip e chiusure. Ma 'dipende anche da come ci si pone'

Sensibilizzazione importante a tutte le latitudini del cantone, anche e soprattutto là dove il tema suscita ancora molta confusione. «Come si può immaginare, nelle valli la mentalità è più chiusa rispetto ai nuclei cittadini – ci racconta Daniele, un cuoco italiano gay 26enne originario del Milanese trasferitosi a Campo Blenio – È un piccolo comune di 185 abitanti, e di conseguenza si sa tutto di tutti e il “gossip” è all’ordine del giorno. Ci sono ancora molti pregiudizi legati alla tematica Lgbt, ma è anche vero che molto dipende da come la persona si pone di fronte agli altri. Personalmente non ho mai avuto grossi problemi e sono ben integrato con i miei colleghi al lavoro, forse anche grazie al fatto che ho una personalità molto aperta. Le città sono comunque più predisposte all’interazione in generale, per questo preferisco uscire a Bellinzona per fare una serata in compagnia».

20.3.2017, 12:422017-03-20 12:42:10
@laRegione

A Monza da Papa Francesco con Tilo

Papa Francesco sarà sabato 25 a Monza per una visita pastorale. Per permettere ai fedeli residenti in Ticino di recarsi nella cittadina brianzola senza code e senza lo stress del...

Papa Francesco sarà sabato 25 a Monza per una visita pastorale. Per permettere ai fedeli residenti in Ticino di recarsi nella cittadina brianzola senza code e senza lo stress del posteggio, Tilo ha previsto il rinforzo di tutti i collegamenti Ticino - Milano e ritorno. Tutti i treni Tilo, inoltre, fermeranno eccezionalmente anche alla stazione di Lissone-Muggiò, principale punto di accesso all’evento per i viaggiatori provenienti da nord. Per i gruppi di viaggiatori dalla Svizzera, speiga Tilo in una nota, vale la normale procedura di riservazione annunciandosi ai punti vendita Ffs. In Lombardia Trenord ha predisposto un importante piano di potenziamento del servizio per rispondere alla domanda di mobilità dei gruppi di fedeli, con l’istituzione di diverse offerte speciali per l'occasione. Maggiori informazioni sul sito web di Trenord.