21.10.2022 - 11:13
Aggiornamento: 15:42

Calore rinnovabile - La prima consulenza

Negli ultimi anni sempre più proprietari immobiliari hanno dimostrato una crescente sensibilità nei confronti dell’ambiente

di Regiopress Advertising
calore-rinnovabile-la-prima-consulenza
Emanuele Bossi esperto prima consulenza calore rinnovabile

Una riflessione sulla sostituzione del proprio sistema di riscaldamento, quando ormai poco sostenibile, pare dunque scontata. Ma come unire rapidità d’azione, pianificazione lungimirante e il desiderio impellente di ridurre le emissioni inquinanti? Semplice, grazie alla prima consulenza gratuita di "Calore rinnovabile". Il modo più efficiente per dire definitivamente addio a olio combustibile e gas naturale è infatti affidarsi a specialisti del settore, liberi, indipendenti e certificati da SvizzeraEnergia, quali Emanuele Bossi – ingegnere presso Evolve e consulente Città dell’energia.

Ricevuta la chiamata di un cliente, Emanuele effettua un sopralluogo per cercare di consigliare la soluzione più adatta a ogni abitazione, che minimizzi l’impatto su clima e finanze. «La consulenza a domicilio – puntualizza il nostro interlocutore – permette di spiegare in modo concreto la procedura necessaria a sostituire il vettore esistente, di solito una caldaia a gasolio. A seconda della sua ubicazione, ad esempio, la pompa di calore nelle case mono o bifamiliari può implicare delle opere edili per attenuarne il rumore». Nel sopralluogo Emanuele raccoglie anche informazioni circa la storicità dell’edificio, eventuali risanamenti, ed elementi più dispersivi di calore. «Il programma informa anche sulla possibilità di isolare maggiormente l’immobile. Altre consulenze permettono di fotografare lo stato conservativo dell’edificio e presentare scenari di intervento (tetto, cappotto, serramenti) valutati in termini di costi-benefici: la spesa iniziale rapportata a un risparmio energetico quantificabile».


Aiuti cantonali, federali e comunali

Dopo una prima indicazione sulla potenza termica necessaria, lo specialista consiglia quindi l’impianto più adatto a riscaldare l’abitazione. Una pompa di calore magari abbinata a pannelli fotovoltaici o il pellet abbinato al solare termico. «Il cliente riceve più alternative e una previsione del risparmio economico nell’arco dei prossimi vent’anni. Può quindi richiedere delle offerte ad uno o più installatori. Nelle suddette offerte è però raccomandato verificare la presenza del marchio di qualità della pompa di calore, condizione sine qua non per ottenere i sussidi cantonali». A proposito di incentivi, spesso anche federali e comunali, il consulente spiega dettagliatamente tutta la procedura di erogazione. Dalla licenza edilizia all’inizio del cantiere. «La spesa media – continua ancora Emanuele – di un impianto rinnovabile in una casa monofamiliare è di 30-40 mila franchi, ma senza considerare i sussidi diretti e i benefici fiscali. Dal 2020 è stata infatti modificata la legge tributaria, permettendo così, oltre a ricevere gli incentivi, di dedurre fiscalmente l’investimento e riportare eventuali interventi atti a razionalizzarne il consumo su più periodi fiscali. In base alla situazione reddituale del cittadino è possibile recuperare fino al 30% dell’investimento».


Energia locale

Spesso quello che più spaventa è infatti proprio la spesa necessaria a installare un nuovo sistema di riscaldamento, ma, anche in questo caso, il consulente di Calore rinnovabile può indicare la scelta migliore in modo da evitare di acquistarne uno sovradimensionato. «La grandezza della pompa di calore è determinata dalla potenza necessaria, solitamente in una casa monofamiliare è piuttosto ridotta e poco rumorosa. Una scarsa isolazione dell’immobile, tuttavia, implica la necessità di una potenza maggiore. È quindi importante riflettere su eventuali interventi atti a diminuire gli sprechi energetici prima di cambiare l’impianto di riscaldamento». La maggiore considerazione riposta nei confronti del clima implica anche una normativa più serrata su questo tipo di installazioni. «Sì, l’intenzione è di limitare l’utilizzo di sistemi di riscaldamento a energie fossili così da evitare una recrudescenza dell’effetto serra... Noi cerchiamo di consigliare il vettore energetico più ecologico e, possibilmente, locale». A detta di Emanuele, studi alla mano, il parco immobili genera circa un terzo di tutte le emissioni di anidride carbonica della Svizzera, posizionandosi alle spalle solo della mobilità. La maggior parte degli edifici continua infatti ad essere riscaldata con combustibili fossili. E, ciò, nonostante i motivi per passare alle energie rinnovabili e quindi neutrali in termini di CO2 siano parecchi: questi sistemi permettono sì di apportare un importante contribuito a tutela del clima, ma anche di risparmiare.

Il trend attuale è di realizzare riscaldamenti basati ad esempio sull’integrazione di una pompa di calore e un impianto fotovoltaico per la produzione di elettricità. Gli interessati a sostituire il proprio riscaldamento con uno rinnovabile sulla pagina di "Calore rinnovabile" trovano il calcolatore dei costi di riscaldamento e l’elenco completo degli esperti accreditati per la prima consulenza. ■

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved