Studio Hotelleriesuisse: metà degli hotel colpiti nel 2025, ribassi spesso non approvati e OTA che influenzano i prezzi tramite visibilità e ranking
Gli alberghi svizzeri sono sempre più vittime del cosiddetto "undercutting" sulle piattaforme di prenotazione online. Secondo uno studio pubblicato oggi dall'associazione di categoria Hotelleriesuisse, le camere d'albergo vengono offerte su siti come Booking o Expedia a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati direttamente dalle strutture stesse, spesso senza il loro consenso.
Nel 2025, circa la metà dei 171 hotel interpellati è stata interessata da questo fenomeno, contro il 40% dell'anno precedente. Nel 83% dei casi gli operatori non avevano approvato i prezzi più contenuti. "I ribassi tariffari possono costringere le aziende a ridurre ulteriormente i prezzi nella vendita diretta per rimanere competitive: così si crea una spirale negativa, al ribasso", afferma il direttore di Hotelleriesuisse Christian Hürlimann, citato in un comunicato.
Gli hotel rischiano così di perdere progressivamente il controllo sulla propria politica dei prezzi e sulla distribuzione. Sebbene il canale principale delle prenotazioni rimanga quello diretto (59%), le cosiddette online travel agencies (OTA) mantengono un peso notevole: per molte imprese le piattaforme restano i principali partner di distribuzione in ambito digitale. Il mercato rimane anche fortemente concentrato: Booking da solo rappresenta oltre il 70% delle prenotazioni online, mentre Expedia raggiunge circa il 15%.
Nonostante le clausole di parità dei prezzi siano ormai vietate, le OTA continuano a influenzare indirettamente i prezzi attraverso i ranking, la visibilità e i programmi di sconto. Il 29% degli hotel segnala interventi concreti sui propri prezzi diretti. A ciò si aggiunge il crescente ricorso al "multi-sourcing", ovvero alla rivendita di camere tramite terzi, che riguarda oltre la metà degli hotel, rendendo ancora più difficile il controllo delle tariffe.