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01.12.2022 - 08:58
Aggiornamento: 15:40

Novembre di stabilità per l’inflazione

Mentre in Europa il rincaro nell’ultimo mese ha toccato il 10% (dato comunque in lieve flessione), in Svizzera il tasso si è attestato al 3%

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press
Il picco lo si era toccato in agosto

Inflazione stabile in Svizzera: in novembre il rincaro annuo si è attestato al 3,0%, lo stesso livello registrato in ottobre, confermando quindi il rallentamento rispetto al 3,5% di agosto, quando era stato toccato un massimo dal 1993.

Stando ai dati dell’Ufficio federale di statistica, nell’undicesimo mese dell’anno l’indice dei prezzi al consumo si è attestato a 104,6 punti, senza variazione rispetto al mese precedente. I dati sono in linea con le attese degli analisti interrogati dall’agenzia Awp, che scommettevano su valori annui che andavano dal 2,9% al 3,1%.

Vista in un’ottica internazionale, l’inflazione elvetica può inoltre essere considerata ancora relativamente limitata: per fare un paragone, nell’Eurozona – è notizia di ieri – il rincaro ha toccato il 10,0% in novembre, seppur in lieve calo rispetto a ottobre.

Tornando nella Confederazione, secondo l’Ufficio federale di statistica la stabilità dell’indice rispetto al mese precedente è il risultato di tendenze opposte che si sono compensate a vicenda. I prezzi degli affitti, del gas, dei carburanti, così come quelli del vino sono aumentati, mentre sono costati meno olio da riscaldamento, ortaggi e pernottamenti in albergo.

Nel dettaglio, rispetto a ottobre i prezzi dei prodotti indigeni sono rimasti stabili, mentre quelli dei prodotti importati sono scesi dello 0,1%. Su base annua i primi segnano +1,8%, i secondi +6,3%. Lo zoccolo dell’inflazione – che nella definizione dell’Ufficio federale di statistica è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti – mostra variazioni rispettivamente del +0,1% (mese) e +1,9% (anno).

L’Ufficio federale di statistica calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato, misurato con la metodologia in uso nell’Unione europea, con l’obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli delle nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva novembre presenta un rincaro di -0,1% (mese) e di +2,9% (anno).

Come noto, l’efficacia dell’indice dei prezzi al consumo nell’illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell’assicurazione malattia di base, un punto di spesa che è spesso in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.

Un’indagine pubblicata di recente da Comparis e dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo ha inoltre messo in luce che il Ticino è la regione che continua a soffrire di più dell’aumento dell’inflazione, anche se il divario fra le zone linguistiche si sta attenuando.

Il rincaro stabilito dall’Ufficio federale di statistica ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell’ambito dei divorzi.

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