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21.09.2022 - 13:48
Aggiornamento: 16:50

Covid, il debito va sanato senza toccare le eccedenze passate

Anche il Consiglio nazionale avalla la variante già fatta sua dagli Stati. Il passivo andrà assorbito entro il 2035

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Si farà capo anche ai proventi supplementari della Bns

I due rami del parlamento hanno trovato un accordo in merito alla riduzione del debito legato alla pandemia di Covid-19. Dovrà essere assorbito entro il 2035, senza far capo agli eccedenti di bilancio del passato. Oggi il Consiglio nazionale ha approvato la variante già scelta dagli Stati. A far pendere l’ago della bilancia, Plr e Centro. L’oggetto è pronto per le votazioni finali.

Stando alle previsioni, a fine anno il debito ammonterà a 25-30 miliardi di franchi. Secondo le regole del freno all’indebitamento, questa spesa straordinaria dovrebbe essere rimborsata entro sei anni, ovvero con oltre 4 miliardi di franchi all’anno sul bilancio ordinario.

Tuttavia, un simile obiettivo potrebbe essere raggiunto solo aumentando le tasse o prevedendo tagli alle spese. Per evitare una simile eventualità, l’esecutivo ha proposto di allungare il lasso di tempo per assorbire il debito portandolo al 2035. Ha poi avanzato l’idea di impiegare le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della Confederazione (circa 1 miliardo l’anno) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (circa 1,3 miliardi l’anno).

A giugno il Nazionale intendeva percorrere un’altra strada, attingendo alle entrate del passato, in modo da riassorbirlo entro il 2031. Aveva anche modificato il meccanismo di riduzione dell’indebitamento: metà sarebbe stata riassorbita ricorrendo al conto di compensazione, che esibiva a fine 2021 un’eccedenza di 23,5 miliardi di franchi. L’altra con le eccedenze strutturali e i proventi supplementari della Bns. Sarebbero rimasti da rimborsare circa 12,5 miliardi di franchi. Solo l’Udc si era opposta.

Nel frattempo, però, il Consiglio degli Stati ha approvato a larga maggioranza la versione del Governo. Così, tornando oggi sui banchi del Nazionale, la soluzione di giugno ha perso smalto.

All’opposizione dell’Udc si è aggiunta quella dell’Plr e del Centro. "Dobbiamo trovare un compromesso con il Consiglio degli Stati" perché la legge deve entrare in vigore senza perdere tempo, si è giustificato Peter Schilliger (Plr/Lu).

"Occorre prestare attenzione al nostro margine di manovra in materia di budget", ha concordato il ministro delle Finanze Ueli Maurer, aggiungendo che "abbiamo passato anni eccezionali", ma il futuro è incerto e la prossima crisi è già arrivata con la guerra, l’inflazione e l’energia.

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