14.09.2022 - 14:29

Né più imposte né risparmi: così i ‘senatori’ sul debito Covid

Il Consiglio degli Stati vuole concedere tempo fino al 2035 per assorbirlo. Il Nazionale aveva scelto un’altra via

Ats, a cura di Red.Svizzera
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Keystone
Due Camere, due idee diverse su come riassorbire il debito Covid

Il debito straordinario causato dalla pandemia di coronavirus, pari a 26 miliardi di franchi, deve venir assorbito per gradi entro il 2035 senza aumentare le imposte o elaborando programmi di risparmio e, soprattutto, senza ricorrere agli eccedenti di bilancio degli anni scorsi.

Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, approvando il progetto del governo. Il dossier ritorna al Consiglio nazionale per le divergenze.

Attualmente, la legge federale sulle finanze della Confederazione prevede che la riduzione dell’indebitamento supplementare venga eseguita sull’arco di sei anni. Tuttavia, è stato ricordato in aula, un simile obiettivo potrebbe essere raggiunto solo aumentando le tasse o prevedendo tagli alle spese.

Divergenze col Nazionale

Per evitare una simile eventualità, l’esecutivo ha proposto di allungare il lasso di tempo per assorbire il debito portandolo al 2035, impiegando le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della Confederazione (circa 1 miliardo all’anno) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (circa 1,3 miliardi all’anno).

Il Nazionale, che ha esaminato il disegno governativo lo scorso giugno, ha deciso di modificarlo in alcuni punti: in particolare intende dimezzare il disavanzo del conto di ammortamento ricorrendo al conto di compensazione (23,5 miliardi a fine 2021), a condizione che quest’ultimo abbia un saldo sufficientemente elevato. In cambio, ha optato per prolungare il termine per la compensazione del disavanzo solo fino al 2031, e non fino alla chiusura dei conti del 2035, giacché rimarrebbero solo 12,5 miliardi di debito Covid da assorbire.

Stando a questa soluzione, agendo in questo modo il disavanzo del conto di ammortamento diminuirebbe drasticamente; in tal modo si avrebbe un maggiore margine di manovra per affrontare le grandi sfide del futuro. Una variante simile a quella accolta dal Nazionale è stata difesa oggi in aula, anche se invano, dal campo rosso-verde.

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