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premi cassa malati
05.05.2022 - 05:30
Aggiornamento: 17:26

Premi di cassa malati: più 5% in media, fino a 10% per molti

La stima di Comparis, che collega l’aumento alla riduzione delle riserve nel 2021

Ats, a cura di Stefano Guerra
premi-di-cassa-malati-piu-5-in-media-fino-a-10-per-molti
Keystone
Per molti assicurati però l’aumento sarà tuttavia superiore al 10%

11,3 miliardi nel 2020, 12,4 al primo gennaio 2021: nell’arco di un anno erano lievitate di 1,1 miliardi le riserve accumulate dalla cinquantina di assicuratori malattia svizzeri. Non sappiamo a quanto ammontino attualmente: nel 2021, spinti ad agire in tal senso da una modifica dell’ordinanza voluta dal Consiglio federale, 14 casse malati hanno presentato piani di riduzione e così quest’anno rimborsano ai loro assicurati circa 380 milioni di franchi. L’importo complessivo delle riserve dovrebbe quindi scendere in futuro. Anche perché per il 2023 e gli anni successivi numerosi assicuratori si sono impegnati a diminuirle ulteriormente in modo sostanziale, scrive l’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) sul suo sito internet. Vedremo.

Ma è davvero una buona notizia per gli assicurati, la diminuzione delle riserve? Lo è stata sicuramente quest’anno: l’effetto calmierante sui premi (quello medio è addirittura calato del 0,2%, cosa mai vista dal 2008) si sta facendo sentire. Sarà però di corta durata. L’‘effetto di recupero’, innescatosi dopo il rinvio di numerosi trattamenti a causa della pandemia, si sta confermando: i costi continueranno a salire in maniera marcata. Il problema: nel frattempo diversi assicuratori – messi sotto pressione dalla modifica dell’ordinanza – hanno appunto ridotto le loro riserve e fissato i premi a un livello troppo basso. Adesso devono quindi correggere il tiro.

È questa – secondo Comparis – la dinamica che sta dietro l’ormai certa stangata attesa a fine settembre. In altre parole: numerosi assicuratori non dispongono più delle riserve necessarie per ammortizzare le fluttuazioni dei costi, si legge in un comunicato. In caso contrario, avrebbero potuto ottenere rendimenti elevati sui mercati dei capitali e coprire i passivi delle attività d’assicurazione. Il servizio di confronti Internet calcola che i premi dell’assicurazione malattia di base aumenteranno in media del 5% nel 2023; per molti assicurati l’incremento supererà il 10%.

Comparis, tuttavia, intravede una certa stabilizzazione all’orizzonte. Tra il 2020 e il 2022 i costi del sistema sanitario hanno subito notevoli fluttuazioni, un fenomeno da far risalire in parte alla pandemia e ai cambiamenti nell’offerta e nella domanda. Tali oscillazioni dovrebbero però attenuarsi in futuro e la crescita delle spese per le prestazioni mediche nell’ambito dell’assicurazione di base stabilizzarsi nei prossimi anni attorno al 2-3%.

Parlamento al lavoro

La questione delle riserve eccessive accumulate dagli assicuratori malattie occupa da tempo la politica. Nell’aprile del 2021 il Consiglio federale ha adottato una revisione dell’ordinanza volta a facilitare le condizioni che permettono alle casse malati di ridurle. Fino ad allora per farlo gli assicuratori dovevano disporre di riserve superiori al 150% dell’ammontare minimo prescritto dall’ordinanza. Il limite è stato abbassato al 100%. A inizio 2021 (quindi prima della riduzione effettuata lo scorso autunno) eravamo al... 207%, con notevoli differenze tra un assicuratore e l’altro.

Si parla sempre però di una riduzione volontaria. Il Consiglio nazionale vorrebbe renderla vincolante: lo scorso autunno ha approvato una mozione di Lorenzo Quadri che – riprendendo la richiesta contenuta in un’iniziativa cantonale ticinese – mira a rendere obbligatoria la riduzione delle riserve eccedentarie. Il consigliere nazionale della Lega chiede anche che l’importo della compensazione non sia più ripartito "tra gli assicurati nel raggio d’attività territoriale dell’assicuratore" (ossia su tutto il territorio nazionale, quantomeno per le casse di grandi dimensioni), bensì su base cantonale, essendo i premi formati su base cantonale. La misura terrebbe così adeguatamente conto di chi ha pagato premi eccessivi e chi invece troppo bassi.

A fine marzo la commissione preparatoria del Consiglio degli Stati ha respinto di misura la mozione Quadri. Il plenum dovrebbe decidere in giugno. Anche il Consiglio federale è contrario. A suo parere, rendere obbligatoria la riduzione delle riserve ("molto volatili") che superano un determinato ammontare significherebbe fissare un tetto, e ciò implicherebbe rischi finanziari occulti per gli assicuratori.

L’impatto che questa misura ha sui premi non va sopravvalutato. Per il 2022, come detto, l’Ufsp ha approvato una riduzione volontaria delle riserve per un ammontare di 380 milioni di franchi (2021: 28 milioni), pari a una diminuzione dell’1,2% del premio medio (2021: -0,1%). Sempre meglio di niente, si dirà. Ma se poi c’è il rovescio della medaglia?

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