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14.03.2022 - 20:39

Per un Parlamento a prova di crisi

Il Nazionale ha approvato quasi all’unanimità un progetto volta a rafforzare la capacità di risposta dell’Assemblea federale in situazioni critiche

Ats, a cura de laRegione
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Keystone
Dal Nazionale il dossier passa agli Stati

Berna – L’Assemblea federale va preparata per future crisi. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che oggi ha approvato con 171 voti contro 1 un progetto con diverse modifiche per fare in modo che il Parlamento possa in futuro reagire più rapidamente e con più flessibilità alle situazioni di crisi.

La pandemia ha dimostrato che "l’Assemblea federale dispone di abbastanza strumenti legali da poter impiegare anche per far fronte alle crisi", ha dichiarato Damien Cottier (PLR/NE) a nome della commissione. Tuttavia, affinché gli strumenti legislativi siano efficaci è necessario che essi possano essere impiegati anche a breve termine. Fra questi spicca la possibilità che l’Assemblea federale e i suoi organi possano riunirsi in tempi brevi.

"La pandemia ha rivelato grandi lacune nella capacità del Parlamento di agire in caso di crisi", ha spiegato Cottier. "Non avevamo la possibilità di reagire rapidamente", ha aggiunto. All’inizio della crisi pandemica, nella primavera del 2020, la sessione era stata interrotta e l’attività delle commissioni era stata limitata. Ora, il legislativo vuole avere un margine d’azione più flessibile e soprattutto più rapido per migliorare e garantire in futuro la capacità di intervento.

Il Parlamento, pur nelle situazioni di crisi, dovrebbe essere in grado di "far valere la sua influenza e i suoi diritti in qualsiasi momento", ha sottolineato il neocastellano. Nella primavera del 2020, l’attuazione di una sessione straordinaria ha richiesto circa sette settimane: in futuro dovrebbe essere possibile ridurre questo lasso di tempo a pochi giorni.

Riunioni online e sessioni senza indugio

Fra le misure di miglioramento contenute nel progetto, figura la possibilità - non solo in caso di pandemia, ma ad esempio anche in seguito a una catastrofe naturale - per le Camere di riunirsi anche online "qualora fosse impossibile riunirsi in presenza". Tuttavia tale eventualità rappresenterebbe "solo l’ultima risorsa".

È inoltre stata introdotta anche l’ipotesi di potersi riunire lontano da Berna. Nella primavera del 2020, il Parlamento aveva studiato la possibilità di riunirsi a Lucerna, anziché alla Fiera di Berna (Bernexpo). Ma la base legale mancava.

Un’altra possibilità contenuta nel progetto è la convocazione - sempre a determinate condizioni - di una sessione straordinaria "senza indugio", ovvero se l’esecutivo o almeno un quarto dei membri di una Camera del Parlamento la richiede. Ciò permetterebbe al legislativo di agire rapidamente.

Secondo il progetto, per diminuire i tempi, pure le mozioni e le iniziative parlamentari "devono poter essere utilizzate rapidamente in certe condizioni, abbreviando determinate scadenze".

Commissione amministrativa

Stando al progetto approvato oggi, v’è anche la possibilità di creare una Commissione amministrativa per garantire una migliore continuità - anche in periodi di crisi - nella gestione parlamentare, ha spiegato Cottier. Attualmente è la Delegazione amministrativa a dirigere e gestire le infrastrutture e il personale necessario al funzionamento dell’Assemblea federale: la Camera del popolo è dell’avviso che quest’organo, concepito come una delegazione degli Uffici delle Camere, deve essere sostituito da questa nuova entità.

I membri di tale Commissione amministrativa, secondo quanto proposto, devono essere nominati ogni quattro anni e non possono sedere contemporaneamente negli Uffici delle camere.

No a controllo astratto

Non ha invece convinto il controllo astratto delle norme delle ordinanze di necessità: il plenum non ha ravvisato alcuna necessità di intervenire per quanto riguarda il controllo giudiziario del diritto di necessità", è stato precisato dalla maggioranza. Sono quindi state bocciate delle proposte di minoranza di UDC e Verdi.

Il Consiglio federale, in futuro, dovrà però sempre sottoporre i progetti di queste ordinanze di necessità alle commissioni parlamentari per fare in modo che queste ultime possano esprimere un parere.

Il dossier passa ora agli Stati.

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