23.08.2022 - 16:45

In caso di crisi, il Parlamento deve agire più celermente

Approvata una revisione legislativa in materia che prevede, fra le altre cose, la facoltà delle Camere di riunirsi online in caso di necessità

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Non per forza di cose sotto la cupola di Palazzo federale

In futuro, il Parlamento deve reagire più rapidamente e con più flessibilità alle situazioni di crisi. È l’opinione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (Cip-S) che ha adottato senza opposizioni – modificandola in alcuni punti – una revisione legislativa in materia già approvata dal Nazionale.

Fra le misure di miglioramento contenute nel progetto, figura la possibilità – non solo in caso di pandemia, ma ad esempio anche in seguito a una catastrofe naturale – per le Camere di riunirsi anche online qualora fosse impossibile farlo in presenza.

A differenza della Camera del popolo, indica un comunicato dei servizi parlamentari, la CIP-S è favorevole (7 voti a 3 e 2 astensioni) anche all’organizzazione da remoto delle elezioni dell’Assemblea federale (come l’elezione di un consigliere federale, ndr) "a condizione che siano adempiuti i requisiti tecnici atti a preservare la segretezza dello scrutinio".

Proposte anche alcune misure strutturali: le mozioni di commissione che mirano a incidere sulle "ordinanze di necessità" emanate dal Consiglio federale devono ad esempio essere inserite rapidamente nell’ordine del giorno.

Nella nota la Cip-S sostiene come lo strumento della mozione di commissione sia quello più appropriato per poter agire in situazioni di crisi. Esso può infatti essere utilizzato per prendere decisioni in tempi rapidi in entrambe le Camere.

La proposta di fare in modo tale che anche le mozioni possano essere dichiarate urgenti, come chiesto da Thomas Minder (indipendente/Sh), è così stata bocciata con 5 voti contro 5, 2 astensioni e il voto decisivo del presidente Mathias Zopfi (Verdi/Gl). Attualmente la legge sul Parlamento consente di dichiarare urgenti soltanto le interpellanze e le interrogazioni.

Per quel che concerne le ‘ordinanze di necessità’ del Consiglio federale, la commissione ha deciso che il Parlamento andrà maggiormente coinvolto. ‘No’ invece all’introduzione di una norma generale astratta per il controllo di tali ordinanze. La verifica deve continuare a essere di competenza del Parlamento, sostengono i commissari.

Il dossier verrà trattato dal plenum nella sessione autunnale.

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