28.02.2022 - 11:02
Aggiornamento: 21:52

Migrazione, domande d’asilo in aumento rispetto a un anno fa

Rispetto a dicembre, le richieste sono calate di 115 unità, ma su base annua il totale è nettamente cresciuto: +614

ATS, a cura di Moreno Invernizzi
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Delle 1’446 richieste inoltrate a gennaio, 1’051 erano primarie

In gennaio, le domande d’asilo presentate in Svizzera sono state 1’446, un numero in calo rispetto a dicembre (-115), ma in aumento nel paragone su base annua (+614). I principali Paesi di provenienza sono stati l’Afghanistan e la Turchia. Le domande pervenute dal primo Paese sono state 343 (+18 rispetto a dicembre), quelle dal secondo 234 (-49). Seguono l’Eritrea (150, -18), l’Algeria (116, -17) e la Siria (76, -38).

Delle 1’446 richieste inoltrate a gennaio, 1’051 erano primarie. Le persone che presentano una domanda d’asilo di questo genere lo fanno indipendentemente da individui che hanno già chiesto protezione. Una domanda secondaria, al contrario, interviene successivamente a un’altra precedentemente registrata, per esempio in caso di nascita o ricongiungimento familiare. In gennaio inoltre, la Segreteria di Stato della migrazione (Sem) ha liquidato in prima istanza 1’368 richieste, di cui 376 con una decisione di non entrata nel merito (in 277 casi in virtù dell’Accordo di Dublino), 467 con la concessione dell’asilo e 288 con l’ammissione provvisoria. Il numero di casi in giacenza in prima istanza è aumentato di 112 unità da dicembre, attestandosi a 4’550.

Sempre durante lo scorso mese, 170 persone hanno lasciato la Confederazione sotto il controllo delle autorità o sono state rimpatriate o trasferite in uno Stato terzo. La Svizzera ha chiesto ad altri Stati Dublino la presa in carico di 498 richiedenti e 126 persone sono state portate nel Paese competente. Dal canto suo, Berna ha ricevuto 312 domande di presa in carico Dublino, accogliendo 76 persone.

Infine, informa la Sem, a gennaio la Svizzera ha accolto 27 rifugiati reinsediati. Per il biennio 2022-2023, il Consiglio federale ha deciso di dare ospitalità a un massimo di 1’600 profughi bisognosi di particolare protezione che si trovano in situazione precaria nei Paesi di prima accoglienza.

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