31.12.2021 - 15:00
Aggiornamento: 15:41

Berna attende ancora: nessun ulteriore misura anti-Covid

Il Consiglio federale in teleconferenza straordinaria ha deciso, per ora, di attendere dati attendibili sull’impatto di Omicron sulle cure intense

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Keystone

La situazione negli ospedali svizzeri a causa del coronavirus è preoccupante, ma non si sa ancora quante delle persone ricoverate necessiteranno di cure intensive. Per questo il Consiglio federale, che oggi ha tenuto una teleconferenza straordinaria per fare il punto sull’evoluzione epidemiologica, rinuncia per il momento ad adottare ulteriori provvedimenti.

È quanto si legge in una nota diffusa oggi dall’esecutivo, nella quale si ricorda inoltre che al momento non può ancora essere valutato con sufficiente precisione l’impatto delle restrizioni decise il 17 dicembre. È difficile predire gli sviluppi nei prossimi giorni, scrive il governo, ma si può immaginare che contagi e ospedalizzazioni continueranno ad aumentare. D’altra parte, ci sono sempre più evidenze che in caso di infezione con la variante Omicron il decorso della malattia è di norma più blando e che la vaccinazione di richiamo con i vaccini attualmente disponibili fornisce una buona protezione contro un decorso grave. Di conseguenza, il numero di persone che dovranno essere ospedalizzate dovrebbe essere proporzionalmente inferiore a quello registrato durante l’ondata con la variante Delta. Mancano però ancora dati attendibili su quante delle persone ricoverate necessiteranno di cure intensive.

Malgrado l’immobilismo odierno, un pacchetto di nuove restrizioni è già pronto. Se dovessero emergere altri dati sulla variante Omicron o se vi dovesse essere un significativo peggioramento sul fronte dei contagi, il Consiglio federale potrà intervenire rapidamente, viene assicurato nel comunicato.

Il Consiglio federale raccomanda inoltre alla popolazione di continuare a ridurre al minimo i contatti, indossare la mascherina, attenersi alle regole di igiene e arieggiare regolarmente i locali. La vaccinazione è e resta la chiave per evitare il più possibile un sovraccarico degli ospedali. Una vaccinazione somministrata di recente o la vaccinazione di richiamo con i vaccini attualmente disponibili offrono una buona protezione contro un decorso grave anche in caso di contagio con la variante Omicron. È quindi essenziale che i Cantoni continuino a garantire una procedura di somministrazione rapida delle prime due dosi e della dose di richiamo.

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