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(Ti-Press)
Svizzera
24.09.2021 - 09:490
Aggiornamento : 11:16

Verso il compromesso sui test gratuiti

Berset potrebbe proporre oggi al Consiglio federale un’estensione di 10 giorni della gratuità per tutti e fino a fine novembre per chi attende la seconda dose

Si delinea sempre più all’orizzonte un compromesso nella diatriba sulla gratuità o meno dei test Covid, su cui il Consiglio federale deciderà oggi. Da una parte, il Parlamento a grande maggioranza (escluso il Plr) e per il tramite della Commissione Salute del Nazionale chiede che lo Stato continui a farsi carico dei test, dall’altra i Cantoni spingono perchè essi siano invece a pagamento. Il responsabile del Dipartimento del’lnterno Alain Berset, d’altronde, si era detto disposto a discuterne, ma non ad abbandonare del tutto l’idea di far pagare i test.

La soluzione che Berset metterà oggi sul tavolo, secondo il Blick, è quella di estendere gratuità dei test per altri 10 giorni, fino al 10 di ottobre, un periodo “di grazia” per lasciare il tempo a chi non si è ancora vaccinato di provvedere, e successivamente di mantenerla fino a fine novembre solo per le persone che hanno ricevuto solo la prima dose del vaccino, riguardo ai quali Berset ha ammesso che i test a pagamento sono in effetti un problema. Se accettata dal Consiglio federale, la proposta, secondo il quotidiano d’oltralpe, sarà comunque posta in consultazione con i Cantoni e altre autorità per arrivare a una decisione la prossima settimana o quella successiva.

All’interno del Consiglio federale, per il Blick, a propendere per la fine della gratuità dei test sono, come detto, Berset e Karin Keller-Sutter, in linea con la posizione del proprio partito, e sulla stessa “linea dura” si porrebbe anche Viola Amherd; se è chiara la posizione (di recente evoluzione) di Ueli Mauer, che invece chiede che i test restino gratuiti, Parmelin non dovrebbe opporsi ad una soluzione di compromesso, a metà fra la linea del suo partito che chiede la gratuità e le posizioni espresse recentemente circa il fatto che “chi poteva vaccinarsi ha avuto tempo per farlo”, quindi a favore dei test a pagamento.

L’alternativa potrebbe essere l’estensione della presa a carico dei test da parte dello Stato di due settimane o anche fino a fine ottobre, per poi eventualmente valutare, dopo la fine delle vacanze autunnali, se è ancora necessario mantenere in vigore il certificato Covid o pensare in prospettiva a una data di fine della misura.

Ciò che è certo, secondo il Blick, è che un’eventuale estensione della gratuità dei test non sarà a tempo indeterminato, dati i costi per i contribuenti, che a soli dieci giorni dall’estensione del certificato Covid ammontano a 8,1 milioni di franchi, essendo stati eseguiti, alla data di mercoledi, 172.000 test antigenici rapidi al prezzo unitario di 47 franchi.

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