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(Keystone)
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01.09.2021 - 12:400
Aggiornamento : 16:21

Berna non decide ancora sull'estensione del certificato Covid

Come già trapelato, il Consiglio federale ha deciso di attendere e monitorare la situazione prima di mettere in atto nuove misure

Il Consiglio federale non ha ancora deciso in merito a un'eventuale estensione dell'obbligo del certificato Covid a ristoranti, cinema e altri spazi interni. La dinamica della pandemia si è lievemente affievolita, rileva oggi. Ma se l'evoluzione epidemiologica lo richiederà, adotterà in qualsiasi momento i provvedimenti necessari.

È stato fatto un esame della situazione epidemiologica e il governo è dell'opinione che non è ancora il momento per introdurre queste misure, ha precisato il conferenza stampa il portavoce dell'esecutivo, André Simonazzi.

Nei prossimi giorni la dinamica della pandemia sarà attentamente seguita e, se necessario, il Consiglio federale si terrà pronto a prendere le misure necessarie in caso di peggioramento della situazione, appoggiandosi su un esame globale dell'evoluzione della situazione, ha aggiunto.

Probabilmente l'esecutivo informerà nuovamente in merito la settimana prossima. Alla domanda di un giornalista, Patrick Mathys, dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha da parte sua spiegato che i cantoni non possono estendere per conto loro l'obbligo di certificato, serve una base legale.

L'occupazione dei letti nei reparti di terapia intensiva resta molto elevata, tanto che alcuni ospedali hanno iniziato a rimandare interventi non urgenti, ammette il Consiglio federale in una nota, sottolineando però che l'evoluzione della pandemia è incerta.

La circolazione del virus potrebbe nuovamente aumentare se con l'abbassamento delle temperature le persone trascorreranno più tempo al chiuso. È però anche possibile che l'attuale situazione si stabilizzi. Ciò dipende anche da quante persone si fanno vaccinare, annota il governo, ricordando che negli ultimi giorni il numero delle somministrazioni è di nuovo aumentato.

L'estensione dell'obbligo di certificato in caso di sovraccarico degli ospedali, posta in consultazione la settimana scorsa, è stata accolta favorevolmente dai Cantoni, precisa il Consiglio federale, rallegrandosi che anche la maggioranza delle parti sociali e delle organizzazioni sportive, culturali e degli organizzatori di fiere consultate sostenga i suoi piani.

Alcuni partecipanti hanno respinto le proposte, altri sono critici sull'impiego del certificato, specialmente sulla sua inclusione nei piani di protezione sul posto di lavoro. Diverse organizzazioni hanno inoltre chiesto che la Confederazione continui a pagare i test necessari per ottenere il certificato.

Visti questi risultati, tutto sommato positivi, in caso di necessità il Consiglio federale potrà reagire rapidamente, dopo un'attenta valutazione sia del numero dei ricoveri e dei nuovi casi che dell'evoluzione della situazione epidemiologica. Gli effetti dei provvedimenti sul numero dei ricoveri si vedono soltanto dopo due o tre settimane, per cui è importante una buona pianificazione delle capacità ospedaliere da parte dei Cantoni.

Con l'estensione dell'obbligo del certificato si vogliono evitare chiusure e limitare il meno possibile la vita sociale ed economica, ricorda il governo. La proposta riguarda tutti gli spazi interni di ristoranti e bar, gli eventi al chiuso (p. es. concerti, teatro, cinema, eventi sportivi, matrimoni), gli spazi interni delle strutture culturali e per il tempo libero (p. es. musei, zoo, centri fitness, piscine coperte) e le attività sportive e culturali al chiuso. Come finora, non è invece prevista l'introduzione dell'obbligo di certificato all'aperto.

Il certificato, viene infine sottolineato nel comunicato, attesta l'avvenuta vaccinazione, la guarigione dalla malattia o il risultato negativo di un test. Per i bambini e i giovani al di sotto dei 16 anni non è obbligatorio.

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