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29.08.2021 - 08:46
Aggiornamento: 09:44

Proposta dai partiti una giornata nazionale di vaccinazione

Berset ipotizza la reintroduzione della quarantena al rientro dai viaggi delle vacanze autunnali e i Servizi segreti temono attacchi terroristici in Svizzera

Ats, a cura de laRegione
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Ti-Press

Diversi leader dei maggiori partiti svizzeri chiedono una giornata nazionale di vaccinazione contro il coronavirus. La ragione, come riporta la SonntagsZeitung, è la lentezza dei progressi nella vaccinazione e il numero crescente di casi. "Immaginate Magdalena Martullo-Blocher, Xherdan Shaqiri, Pipilotti Rist, Roger Federer, Markus Ritter, Casimir Platzer e Monika Rühl che uniscono le forze per promuovere la vaccinazione: questo farebbe un'enorme differenza", ha detto il presidente dei Verdi Balthasar Glättli. Il quale intende presentare l'idea al ministro della salute Alain Berset durante la prossima settimana contando sull'appoggio dei presidenti di Ps, Plr, Ppd e Verdi liberali. "Al momento, la vaccinazione ci offre l'unica via d'uscita dalla crisi. Dobbiamo usarlo", sostiene la presidente del Plr Petra Gössi. "Ora abbiamo bisogno di un impegno personale da parte di tutti gli ambienti", aggiunge il presidente del Mitte Gerhard Pfister.

Si guarda con timore alle vacanze autunnali

Intanto il ministro della salute Alain Berset, intervistato dalla Nzz am Sonntag, ipotizza la reintroduzione della quarantena al rientro dai viaggi durante le vacanze scolastiche autunnali (Oltralpe praticamente un rito nel mese di ottobre, mentre in Ticino bisogna attendere l'inizio di novembre). Questo considerando che il numero di nuove infezioni e ricoveri si è nuovamente impennato alla fine delle vacanze estive. "In vista delle vacanze autunnali dobbiamo riflettere cosa sia necessario. Anche la quarantena per chi rientra da altri paesi potrebbe tornare a giocare un ruolo", afferma il ministro della sanità. L'evoluzione dell'epidemia è però difficile da prevedere. Forse rallenterà con l'allontanarsi delle vacanze estive perché meno persone tornano da paesi o regioni a forte rischio. In tal caso non servirà un'estensione dell'obbligo di certificato, che il governo sta attualmente valutando per locali pubblici, istituzioni culturali e centri fitness. Secondo Berset sono immaginabili diversi scenari. In ogni caso per il Consiglio federale il mezzo migliore per contrastare l'epidemia resta la vaccinazione.

Appello ai Cantoni: più impegno

A questo proposito il 49enne si aspetta maggiore impegno da parte dei Cantoni. "Ci sono troppo pochi bus e squadre vaccinali itineranti", sostiene. "I Cantoni devono farne circolare di più, sappiamo che funzionano molto bene." Le autorità cantonali gli avrebbero però promesso (Ticino compreso) un'offensiva in questo ambito. "Molte persone non sono ancora immunizzate perché considerano troppo complicata la registrazione e troppo lontano il centro di vaccinazione", spiega il consigliere federale. "Ma se potessero semplicemente entrare e fare l'inoculazione si lascerebbero vaccinare volentieri."

Ospedali sempre più sotto pressione

Urs Karrer, vicepresidente della task force Covid e medico capo di Winterthur, mette in guardia sulla situazione di tensione negli ospedali. Attualmente, più di una persona su quattro ricoverata a causa del Covid finisce in terapia intensiva, spiega in un'intervista al SonntagsBlick. Questo non solo perché i pazienti sono più giovani e quindi hanno migliori possibilità di sopravvivenza in terapia intensiva, ma anche perché la variante delta è più morbosa. Nel suo ospedale di Winterthur la metà dei letti di terapia intensiva sono già occupati da pazienti Covid. "All'inizio della pandemia – aggiunge – solo una persona infetta su 150 ha dovuto essere curata in ospedale. Con la variante Delta no su 50. Cifre che si riferiscono a persone non vaccinate".

‘Pass-Covid obbligatorio per ristoranti, cinema, teatri ed eventi minori’

Dal canto suo il presidente della Commissione svizzera per le vaccinazioni ha chiesto l'introduzione immediata di una certificazione obbligatoria per ristoranti, cinema, teatri ed eventi minori. "Si deve estendere l'obbligo del certificato subito. È inevitabile. Non si può più aspettare", dichiara Christoph Berger in un'intervista alla SonntagsZeitung. Mentre il sistema sanitario elvetico è sull'orlo del sovraccarico, “sono necessarie da subito misure più severe contro la quarta ondata, nonché una certa pressione sui non vaccinati affinché si vaccinino”. Berger ha anche considerato degna di considerazione la certificazione obbligatoria per le professioni con stretti contatti sociali, come il personale infermieristico, gli insegnanti o il personale della ristorazione. Mercoledì scorso, il Consiglio federale aveva sottoposto a consultazione una possibile estensione del certificato obbligatorio, ad esempio per i ristoranti. Non ha specificato a partire da quando tale estensione potrebbe essere applicata. La consultazione nei cantoni è in corso.

‘Le minacce più probabili per la Svizzera’

Una fonte dei Servizi segreti svizzeri ha rivelato alla Nzz am Sonntag l'ipotesi che possano essere organizzati attacchi terroristici ai centri di vaccinazione. Questi, insieme ai trasporti dei vaccini e ai loro produttori potrebbero diventare obiettivi di attacchi, ha detto al domenicale Federal Intelligence Service (Fis). Gli attacchi a tali obiettivi colpirebbero grandi assembramenti di persone. Secondo la Fis al momento non vi sono indicazioni concrete di un attacco, tuttavia ritiene che gli attacchi a obiettivi morbidi come gli impianti di traffico e le folle di persone, eseguiti da singoli autori o da piccoli gruppi, rappresentano attualmente le minacce più probabili per la Svizzera ad opera di jihadisti.

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