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20.08.2021 - 18:19
Aggiornamento: 19:58

Riforma 2o pilastro, commissione del Nazionale cambia rotta

La maggioranza borghese sostiene un modello di compensazione alternativo per evitare ‘l’effetto innaffiatoio’. Il Ps e i partner sociali deplorano.

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Keystone
La riforma del secondo pilastro dà parecchio filo da torcere al Parlamento

Berna – La riforma del 2° pilastro continua a dare filo da torcere alla Commissione della sicurezza sociale del Nazionale (Csss-N). Dopo aver accettato, in giugno, la proposta di compromesso elaborata dalle parti sociali, la Csss-N è tornata sui suoi passi e ora la respinge. Propone invece un nuovo modello di compensazione.

Come compensare la riduzione delle rendite derivante dall’abbassamento dal 6,8 al 6% dell’aliquota di conversione minima (significa che una pensione di 100mila franchi passerà da 6'800 a 6mila franchi)? La questione è al centro della riforma. La Csss-N adesso respinge il compromesso delle parti sociali, ripreso dal Consiglio federale, poiché a suo avviso il previsto supplemento di rendita – finanziato congiuntamente da lavoratori e datori di lavoro attraverso un contributo salariale dello 0,5% – funziona secondo il principio dell’innaffiatoio e interferisce eccessivamente nell’autonomia degli istituti di previdenza.

Modello alternativo

Il modello della maggioranza - 14 voti a 10 - propone un modello di compensazione alternativo con il quale intende migliorare in modo mirato la rendita degli assicurati nella parte obbligatoria LPP e vicino alla stessa. Concretamente, la rendita di vecchiaia ai sensi della Legge sulla previdenza professionale di una generazione di transizione di 15 classi di età sarà aumentata di 2400 franchi all’anno per le prime cinque classi d’età dopo l’entrata in vigore della riforma, di 1800 franchi all’anno per le successive cinque classi d’età e di 1200 franchi all’anno per le ultime cinque classi d’età della generazione di transizione.

La rendita di vecchiaia LPP maggiorata può tuttavia essere applicata soltanto se supera la prestazione di vecchiaia regolamentare di una persona. La misura di compensazione sarà finanziata mediante contributi sul salario coordinato. Gli istituti di previdenza possono anche finanziare i contributi necessari attingendo ad accantonamenti non più necessari, si legge in una nota dei Servizi del Parlamento.

Costi più che dimezzati

Mentre la proposta di compensazione del Consiglio federale destinata alla generazione di transizione genera costi annui di circa 1,7 miliardi, sulla base di prime stime il nuovo modello della CSSS-N comporterebbe una spesa di circa 800 milioni l’anno. Prima di adottare una decisione definitiva, la commissione ha incaricato l’Amministrazione di calcolare le ripercussioni finanziarie dei modelli ancora in discussione.

Quello alternativo reso noto oggi è assai controverso. Una forte minoranza crede che non sia in grado di ottenere il consenso della maggioranza, poiché le persone di età inferiore a 50 anni e gli assicurati con reddito elevato dovrebbero fornire un contributo finanziario alla compensazione senza ricevere nulla in cambio.

È quanto pensa il Ps, ad esempio. In una nota il partito deplora la “grave battuta d’arresto’ subita dal “famoso compromesso svizzero”, concretizzatosi nella fattispecie nell’accordo tra le parti sociali “gettato dalla finestra”. “La maggioranza di destra della CSSS-N chiaramente non si preoccupa del delicato equilibrio trovato dalle parti sociali”, scrive ancora il Ps, bollando come “inaccettabile” il progetto da lei sostenuto. I partner sociali (Unione svizzera degli imprenditori e sindacati) che hanno elaborato il compromesso ripreso dal Consiglio federale affermano in una nota che la riforma rischia di andare incontro a “un misero fallimento”. L’Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza (Asip) parla invece di “piccolo passo nella giusta direzione”

Giovani, lavoratori a tempo parziale e con redditi bassi

Anche altri aspetti della riforma – la cui trattazione verrà finalizzata dopo la sessione autunnale – hanno fatto discutere in commissione. La Csss-N ha optato (18 voti contro 6 e un’astensione) per una riduzione della soglia d’entrata per assicurare alla previdenza professionale i lavoratori impiegati a tempo parziale e con redditi bassi. Di conseguenza, i lavoratori che percepiscono da un solo datore di lavoro un salario annuo superiore a 12 548 franchi saranno obbligatoriamente assicurati (18 voti contro 6 e 1 astensione). 

La commissione si è pure espressa a favore di un inizio del risparmio per la vecchiaia già a 20 anni invece che da 25 anni. Inoltre, la deduzione di coordinamento dovrebbe essere dimezzata, ciò che permetterà di prelevare i contributi Lpp su una parte più consistente del salario, nello specifico sulla parte tra 12'548 e 86'040 franchi. Gli accrediti di vecchiaia per gli impiegati di età compresa tra i 20 e i 44 anni dovrebbero ammontare al 9% del salario coordinato, mentre per quelli di oltre 45 anni al 14%. Infine si vuole estendere la possibilità di assicurazione volontaria, in particolare per migliorare la copertura dei giovani assicurati.

L’obiettivo dichiarato della commissione è di “proporre una soluzione ponderata e in grado di ottenere il consenso della maggioranza”. Per questo si procede con i piedi di piombo. Prima di approvare il progetto, la Csss-N vuole conoscere in dettaglio le conseguenze finanziarie delle sue decisioni. Ha commissionato vari calcoli aggiuntivi e si riserva il diritto di apportare ulteriori modifiche. La discussione continuerà dopo la sessione autunnale. L’esame da parte del plenum avverrà al più presto in occasione della sessione invernale delle Camere federali (29 novembre-17 dicembre). 

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