ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
6 ore

Infertilità e calo delle nascite: ma non è colpa dei vaccini

Lo rivela uno studio. Altre ricerche parlano di questa possibilità, temporanea, per quanto riguarda la fertilità degli uomini
Svizzera
7 ore

Una svizzera, prima donna, a capo della Croce Rossa

Mirjana Spoljaric Egger guiderà un’organizzazione di 20’000 dipendenti per un budget di due miliardi di franchi all’anno
Svizzera
1 gior

Il ‘dopo Maurer’ non vedrà scendere in campo Martullo-Blocher

La consigliera nazionale e vicepresidente dell’Udc svizzera ha fatto sapere di non essere interessata a candidarsi per il Consiglio federale
Svizzera
1 gior

Uno Stato maggiore ad hoc gestirà l’eventuale penuria energetica

Verrà attivato non appena il mercato non sarà più in grado di funzionare da solo e saranno necessari divieti e limitazioni d’utilizzo
Svizzera
1 gior

Minacce nucleari, improbabili o meno a Berna ci si premunisce

Definite dal Dipartimento della difesa l’organizzazione e le competenze in caso di grave crisi atomica
Svizzera
1 gior

Maurer, 14 anni fra collegialità e fedeltà di partito

Ritratto del consigliere federale Udc al passo d’addio a fine anno. Bene alle Finanze interne, non eccelso sulla scena internazionale
Svizzera
1 gior

Ueli Maurer si dimette dal Consiglio federale

Il capo del Dipartimento delle finanze ed ex presidente Udc lascia il governo dopo 14 anni
Svizzera
1 gior

Il Nazionale vuole una tassa sul ‘Pronto soccorso facile’

La Camera del popolo ha respinto l’archiviazione della proposta di una tassa di 50 franchi per chi si reca al Ps per problemi di salute lievi
Svizzera
1 gior

Pietra tombale sull’autonomia del governo sulle sanzioni

Il Nazionale boccia la revisione della legge sugli embarghi. Insolita saldatura fra l’Udc contraria in toto e la sinistra che voleva una portata più ampia
Svizzera
1 gior

Tempi bui per i lupi: passa agli Stati l’abbattimento preventivo

Potranno essere uccisi esemplari che si avvicinano minacciosamente a zone abitate o esseri umani o che predano eludendo la protezione delle greggi
Svizzera
2 gior

Rinnovabili da potenziare, ma sempre nel rispetto dell’ambiente

Il dossier approvato dagli Stati passa ora all’esame del Nazionale. Unanime la volontà di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, e non, importate
Svizzera
2 gior

Salta il contratto per il nuovo elicottero della Rega

Il velivolo Aw169-Fips non raggiunge le alte prestazioni richieste dalla Rega in termini di resistenza al gelo
Svizzera
2 gior

Lukas Reimann ha un malore, interviene Marina Carobbio

Il consigliere nazionale dell’Udc si è sentito male durante il dibattito sulle sanzioni. La ‘senatrice’ e medico ticinese ha prestato i primi soccorsi
Svizzera
2 gior

Il Consiglio federale non potrà imporre sanzioni autonomamente

Attualmente, la Svizzera può adottare misure restrittive decretate dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa
Svizzera
2 gior

Si incaglia al Nazionale l’abolizione del valore locativo

Il dossier torna in commissione. La maggioranza della Camera del popolo vuole coinvolgere maggiormente i Cantoni
Svizzera
2 gior

Ue: oggi soltanto il 6,5% dei giovani svizzeri è favorevole

Solo nel 2007 questa fascia di età (18-34 anni) risultava essere la più propensa all’ingresso della Confederazione elvetica
Svizzera
2 gior

I servizi pubblici svizzeri digitali stanno perdendo colpi

In testa alla graduatoria in materia di digitalizzazione si piazza la Danimarca. Per le città, Zurigo davanti a Roma
06.08.2021 - 19:56

Violenza sessuale, i ‘segnali sbagliati’ di una sentenza

La Corte d’appello di Basilea Città riduce la pena inflitta a uno stupratore perché la vittima ‘ha giocato col fuoco’. Domenica manifestazione di protesta.

violenza-sessuale-i-segnali-sbagliati-di-una-sentenza
Keystone
Nell’attesa della revisione del diritto penale in materia sessuale

«Bisogna dire che lei ha giocato col fuoco», lanciando «segnali sbagliati» a uomini. Hanno scioccato la donna che ha subito la violenza e lasciato basiti i più le parole – riportate da diversi media d’Oltralpe – che la presidente della Corte d’appello di Basilea Città ha usato venerdì scorso per giustificare la riduzione della pena inflitta a uno stupratore. Ma come: la vittima corresponsabile di uno stupro? L’inusuale comunicato stampa pubblicato dalla giustizia basilese per chiarire i “numerosi malintesi” sorti alla lettura della sentenza non ha smorzato la diffusa indignazione. La polemica divampata sui social media prosegue. E mentre accusa e vittima aspettano che le motivazioni vengano messe nero su bianco prima di decidere se ricorrere al Tribunale federale, domenica in città si terrà una manifestazione di protesta contro una sentenza che – questa sì – potrebbe lanciare un “segnale sbagliato” alle vittime di violenza sessuale, così come agli aggressori.

I fatti sono avvenuti a Basilea e risalgono al febbraio dello scorso anno. Dopo una serata in un locale notturno, una giovane donna viene aggredita e violentata davanti a casa sua da due uomini di origine portoghese, uno dei quali minorenne, che le hanno dato un passaggio. Il più anziano dei due, un 32enne, si è poi consegnato alla polizia. In prima istanza è stato condannato a 51 mesi di prigione e al divieto di soggiorno in Svizzera per otto anni. Venerdì scorso la Corte d’appello di Basilea Città ha ridotto la pena a 36 mesi, di cui 18 mesi da espiare. Avendo già trascorso un anno e mezzo dietro le sbarre, l’uomo uscirà dal carcere la prossima settimana. Il divieto di soggiorno è stato pure ridotto, da otto a sei anni.

Condanna confermata

Non capita praticamente mai che un tribunale precisi a posteriori, attraverso un comunicato stampa, le motivazioni di una sentenza. Il semplice fatto che la giustizia basilese si sia sentito in dovere di agire in questo modo, è logico che qualche perplessità la sollevi. In una nota stampa diffusa giovedì, il presidente del Tribunale d’appello sottolinea vari aspetti: il verdetto è stato emesso da una corte di tre membri, non dal solo presidente della Corte d’appello; per le pene detentive tra i 24 e i 36 mesi, l’esecuzione parziale è obbligatoria se il colpevole non ha precedenti e la prognosi di recidiva è bassa (la condanna a 18 mesi pronunciata dal tribunale è quindi “il massimo possibile” secondo la legge); e soprattutto, la condanna in primo grado per stupro, tentato stupro e aggressione sessuale è stata confermata. Nel valutare la pena, si legge ancora nel comunicato, il tribunale “deve prendere in considerazione le circostanze concrete del reato, la situazione concreta dell’autore, il suo contributo concreto al reato e gli effetti concreti sulla vittima. Quando si esamina come l’accusato ha interpretato la situazione, si tratta soltanto di misurare la colpevolezza dell’autore e non di squalificare la vittima”.

Sul piano strettamente giuridico, la sentenza potrebbe anche non fare una grinza. Attualmente, il Codice penale prevede la possibilità per un giudice di attenuare la pena se “l’autore è stato seriamente indotto in tentazione dalla condotta della vittima”. La provocazione può essere un motivo per ridurre la pena, ha commentato a radio Srf Marianne Heer. Una minigonna o una maglietta provocante però non possono certo essere considerate circostanze attenuanti, puntualizza l’esperta di diritto penale. Inoltre, l’entità della pena ridotta (36 mesi) è usuale in Svizzera in caso di stupro; così come lo è la sospensione condizionale di metà della stessa (18 mesi), se il rischio di recidiva è giudicato basso. Anche per Marcel Niggli la sentenza e le sue motivazioni non sono fuori strada. Tuttavia, ha detto al ‘Tages-Anzeiger’ il rinomato professore di diritto penale all’Università di Friburgo, “non si tratta di incolpare di alcunché la vittima. Se il tribunale lo facesse, capirei l’indignazione. Nemmeno gli atteggiamenti intimi precedenti con un altro uomo [la donna era stata vista dall’aggressore in simili atteggiamenti nelle toilettes del locale, ndr] devono giocare un ruolo. Uno stupro è e resta uno stupro”. La cosa fondamentale, dunque, è che la colpevolezza dell’aggressore sia stata confermata: “Il tribunale si è pronunciato in maniera chiara: non si può obbligare qualcuno a un contatto sessuale contro la sua volontà”.

‘Inaccettabile’

Marina Carobbio invece non nasconde il suo disappunto. La consigliera agli Stati socialista giudica «inaccettabile» che la pena in caso di stupro possa essere ridotta in funzione del comportamento della vittima. Il verdetto basilese a suo avviso dimostra «la necessità di adeguare urgentemente il Codice penale», ha dichiarato ai microfoni della Rsi.

Il Parlamento ci sta lavorando. La prossima settimana la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati tornerà ad occuparsi della revisione del diritto penale in materia sessuale. Un progetto in consultazione fino al maggio scorso prevede tra l’altro che il rapporto sessuale non consensuale sia punito solo come ‘aggressione sessuale’ e non come ‘stupro’. Il disegno di legge non piace per nulla alle associazioni femminili e di aiuto alle vittime, alle Ong come Amnesty International, alla sinistra e ai partiti del centro: tutti chiedono una definizione più ampia del concetto di violenza carnale, con l’introduzione del principio ‘Solo sì vuol dire sì’ (in parole povere: qualsiasi atto sessuale senza consenso esplicito da parte di tutte le persone coinvolte è una violenza). L’Alleanza del Centro sottolinea dal canto suo l’importanza di non considerare il comportamento della vittima come una variabile per il tipo di condanna da infliggere all’aggressore. Altrimenti si rischia di lanciare altri “segnali sbagliati”, anziché tutelare come si deve le vittime di stupro.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved