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(Keystone)
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06.08.2021 - 14:260
Aggiornamento : 20:37

Attivisti per il clima a Berna, nel mirino la BNS

Circa 1'500 persone hanno partecipato a un flash mob per contestare gli investimenti della Banca Nazionale Svizzera in petrolio, carbone e gas

Circa 1500 persone si sono riunite oggi a Berna per alzare la voce a favore del clima. La manifestazione chiude la settimana d'azione "Rise Up for Change", iniziata lo scorso venerdì con l'allestimento di "un campo climatico" a Zurigo.

Oggi nel mirino dei dimostranti, in gran parte giovani, c'è la Banca nazionale svizzera (BNS), criticata per gli investimenti in petrolio, carbone e gas. Questa mattina è stato organizzato una flash mob - con una sorta di simbolico "oleodotto" sulla Piazza federale volto a denunciare le pratiche commerciali poco sostenibili della BNS - davanti alla sede dell'istituto. Già a inizio settimana gli attivisti, nel centro di Zurigo, hanno bloccato le entrate delle sedi di Credit Suisse e di UBS per protestare contro gli investimenti nei combustibili fossili delle due grandi banche.

La BNS dovrebbe smettere immediatamente di investire in progetti e aziende che violano i diritti umani e distruggono ecosistemi, sostengono i manifestanti, secondo i quali l'istituto detiene attualmente azioni per un valore di 5,5 miliardi di franchi in imprese che producono combustibili fossili.

Con la manifestazione odierna - autorizzata dalle autorità - si è chiusa la settimana di protesta a favore del clima. Un progetto, quello di "Rise Up for Change", sostenuto anche dal collettivo Sciopero per il clima e dall'organizzazione animalista Extinction Rebellion. Nel pomeriggio, gli attivisti, contrariamente al programma originale, hanno dato vita a un corteo dalla Münsterplatz (poco lontano da Piazza federale) verso la Schützenmatte (davanti al centro autonomo della Reitschule). Il corteo non era autorizzato, ma è stato tollerato, ha spiegato Reto Nause, direttore della sicurezza della città di Berna all'agenzia Keystone-ATS.

Settimana d'azione per il clima

I partecipanti alla settimana d'azione hanno allestito lo scorso venerdì il "campo climatico" nella zona dell'ex stadio dell'Hardturm di Zurigo. Nel corso della settimana sono avvenuti incontri, workshop, concerti, momenti di svago e di discussione incentrati sulla responsabilità climatica della piazza finanziaria. L'obiettivo, secondo gli organizzatori, è di "mettere le istituzioni finanziarie svizzere su una traiettoria sociale e climatica".

Lo scorso lunedì mattina erano circa 200 gli attivisti per il clima che hanno invaso la Paradeplatz e la Banhofstrasse a Zurigo, bloccando le entrate delle sedi di Credit Suisse e di UBS. I manifestanti hanno ostruito il passaggio con barili, file di biciclette e sedendosi a terra e attirato l'attenzione con canti, cori e striscioni. La polizia è intervenuta sul posto in forze: dopo un primo ultimatum, ha sgomberato i blocchi e arrestato 83 persone.

Nel settembre 2020, invece, gli attivisti avevano occupato la Piazza federale di Berna. Il loro accampamento di protesta è stato inizialmente tollerato, ma poi sfrattato dalla polizia dopo 48 ore.

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